Gli Es Nova a 21 Retrospective

Grande successo per il gruppo di musicisti che si dedicano alla pura improvvisazione. La performance è avvenuta nel contesto della mostra del maestro Ciaccaezetazetai e Neo Sim, a Palazzo Sums

Gli Es Nova a 21 Retrospective

La mostra 21 Retrospective apre alla musica
Le Retrospettive di Chezzi e i neosimbolisti
“21 Retrospective” un mese dopo

San Marino. Voce, sintetizzatore, chitarra e mani che lavorano la creta. Arti che si aggiungono alle arti, nella cornice di 21 Retrospective, nel Palazzo Sums. Sono gli Es Nova, un gruppo di giovani artisti sammarinesi e del circondario che, mercoledì sera, improvvisano un’estemporanea tra le opere di Ciaccaezetazetai, al secolo Alberto Chezzi, e i Neo Simbolisti.

Per un attimo, spazio e tempo si dilatano, e San Marino sembra una grande capitale europea, dove ricerca artistica e musicale si fondono in una sperimentazione dalle profonde capacità emozionali. Non c’è un libretto di sala, non c’è un repertorio, neanche un titolo, ma una sorta di dialogo sonoro che disegna originali architetture acustiche.

Lo sfondo parlato è quello di “Television” di Jacque Lacan, psicoanalista francese fra i più illustri e discussi del panorama analitico, su cui si intreccia, intercala, sovrappone nell’improvvisazione di un ideale ordito, la splendida voce di Erica Agostini. Alla chitarra e sintetizzatore, la maestria di Nicola Rosti che indaga nelle sonorità dalle voci, mentre Loretta Militano traduce nella manipolazione della creta l’idea che aleggia nell’aria. Sotto le sue mani, la materia inerte prende forma, il vuoto e il pieno, la giovane e la vecchia, la luce e l’ombra, la linea e la curva. Alla fine del concerto, anche la sua scultura sembra musica.

Tre ottimi artisti. Entusiasmanti anche per orecchi non allenati a vette musicali inesplorati e ad arti visive d’avanguardia.

Un altro successo per Alberto Chezzi e per la 3Arrows che ha organizzato l’intero evento.

Gli organizzatori sono riusciti ad attirare, a promuovere e far crescere un’arte geniale e multiforme, capace di aprire, accogliere, includere e al contempo sostanziare nella sua specifica identità perché poi riesca a volare da sola.

Come le ali dell’angelo che sono il simbolo della mostra.

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