Il cinema ritrovato riporta in sala: “Novecento”

Torna al Concordia un film che ha fatto epoca, con Gérard Depardieu, Robert De Niro, Romolo Valli, Dominique Sanda, per la splendida regia di Bernardo Bertolucci

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San Marino. Lunedì 16 aprile 2018 alle ore 21, torna al Concordia l’appuntamento con “Il Cinema ritrovato” la rassegna di San Marino Cinema realizzata in collaborazione con la rinomata Cineteca di Bologna che prevede la proiezione di film originali nella versione restaurata. Sullo schermo (diviso tra due appuntamenti; il secondo sarà lunedì 23 aprile), NOVECENTO (atto primo) di Bernardo Bertolucci  con Gérard Depardieu, Robert De Niro, Romolo Valli, Dominique Sanda.

Dal 1900 al secondo dopoguerra, le due vite contrapposte e intrecciate del contadino Olmo (Gérard Depardieu) e del ricco latifondista Alfredo (Robert De Niro) al centro di un poderoso e veemente affresco dove Bertolucci ha tentato di fondere il mélo hollywoodiano con l’epica comunista, non senza echi filmici inattesi (il patriarca Berlinghieri di Burt Lancaster è quasi una variante acre e sanguigna del principe di Salina). Due atti: il primo va dal 1900 all’avvento del fascismo, il secondo si conclude con la Liberazione. Oltre al sontuoso ed eterogeneo cast, protagonista è il paesaggio della campagna parmense, esaltato dalla fotografia di Storaro.

Il restauro è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata con la supervisione del direttore della fotografia Vittorio Storaro. Questa uscita, che si lega in modo significativo alle ricorrenze del 25 aprile e del 1 maggio, sarà un’occasione unica e imperdibile per poter vedere in sala il “kolossal” di Bertolucci in tutta la sua potenza visiva e poetica. Il lungo lavoro di restauro restituisce la versione originaria di un film martoriato da settecento tagli eseguiti all’epoca dal distributore americano. Per non parlare della qualità fotografica che questo nuovo restauro fa emergere, assieme alla bellezza delle sue immagini e dei suoi infiniti richiami ai capolavori dell’arte, a partire da quel Quarto stato di Pelizza da Volpedo, esplicitamente e simbolicamente richiamato nei titoli di testa.

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