Banca Centrale, entro fine mese la riorganizzazione e i tagli

Esubero di dipendenti, nomina del nuovo presidente, autonomia dell’AIF, i problemi in primo piano

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San Marino. (Monica Raschi, Il Resto del Carlino) Entro la fine del mese il progetto di riorganizzazione di Banca Centrale dovrà essere ultimato. Questo almeno secondo quanto era stato indicato nella legge di bilancio del governo. Una riorganizzazione che dovrà essere messa a punto soprattutto dal direttore generale, Roberto Moretti, anche perché il presidente non è ancora stato nominato, poltrona vacante da oltre quattro mesi. Ma proprio su tale questione ci sarebbe un tacito accordo tra maggioranza e forze di opposizione: attendere il piano di riorganizzazione e poi procedere alla scelta di un presidente. Infatti anche la minoranza è stata invitata a fornire nominativi per un incarico che questa volta non dia adito alle polemiche che hanno caratterizzato il mandato Grais. La rivisitazione dell’importante ente è anche questa una questione che va avanti da anni ma stavolta, con l’inserimento, appunto, nella legge di bilancio potrebbe trovare la sua conclusione. A partire dal chiarimento sull’autonomia dell’Aif, l’Agenzia di informazione finanziaria, che oggi appare ibrida, se non altro per la collocazione che la vede strettamente dipendente da Banca Centrale, mentre l’indipendenza di tale organismo deve essere totale in tutto e per tutto. Altra questione a dir poco spinosa è quella degli oneri economici che la macchina di Banca Centrale deve sostenere. I dipendenti sono circa un centinaio e il governo ha già fatto capire che ritiene questo numero piuttosto sostenuto, quindi con ogni evidenza da rivedere trovando soluzioni che non siano traumatica per nessuno. Altro problema non da poco è quello relativo allo statuto. E qui più che i tecnici entrerebbero in campo i politici, infatti un cambiamento dell’ordinamento di Bcsm si colloca nelle mani del potere politico. Ultimo, ma non per importanza, il destino della Fondazione di Banca Centrale che era nata con lo scopo preciso della formazione ma che, secondo diversi pareri, non avrebbe compiuto in pieno il mandato per la quale era stata costituita.

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