USC denuncia: la Cassa di Risparmio non sostiene gli operatori

La “banca dei sammariensi” fa slittare il rinnovo degli affidamenti e questo si è trasformato in un serio danno per le aziende. Abbiamo sbagliato a concedere la nostra fiducia ad un sistema che non ci sostiene

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San Marino. Mentre vengono approvate leggi che regalano sgravi, incentivi e residenze per attirare da fuori nuova imprenditoria, gli imprenditori che da decenni vivono, operano e investono a San Marino sono trattati come un fastidio, come limoni da spremere.
Con profondo rammarico dobbiamo ammettere di aver sbagliato a concedere la nostra fiducia ad un sistema che sta togliendo letteralmente ossigeno agli imprenditori.
Molte aziende, purtroppo, si sono viste revocare gli affidamenti da parte di Cassa di Risparmio, la banca a cui, a detta del governo, avremmo dovuto dare fiducia in quanto “Banca dello Stato”.
In un momento di difficoltà senza precedenti, ci viene riferito che Cassa di Risparmio stia comunicando ai propri clienti che il Consiglio di Amministrazione, che dovrebbe rinnovare gli affidamenti, si riunirà solo a marzo. Questo posticipo era già stato annunciato, con leggerezza, a gennaio scorso ma, a detta dei bancari, non avrebbe comportato disguidi in termini di rinnovo degli affidamenti.
Della serie:” State sereni”. E noi ci siamo fidati, siamo stati sereni. Invece lo slittare del rinnovo, la mancanza di risposte certe, si è tramutato in un serio danneggiamento per le aziende sammarinesi, soprattutto quando queste risposte, dapprima spacciate come rassicuranti, sono diventate negative e, in alcuni casi, distruttive.
Tutti gli affidamenti scaduti o in scadenza vengono revocati mettendo a repentaglio il proseguimento delle attività economiche che devono subire anche l’umiliazione di recarsi in “pellegrinaggio” presso altri istituti bancari sperando nel buon cuore di questi ultimi.
Alla luce di tutto questo, pare ancora più strana (se non una vera e propria presa in giro) la richiesta verbale del Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, che durante gli incontri nella primavera 2017 ci pregava di divulgare ai nostri associati di non prelevare danaro dalle banche sammarinesi.
Siamo i primi a voler proteggere il nostro sistema, in quanto operiamo e facciamo parte di questo sistema. Qui c’è tutta la nostra vita personale e lavorativa, amiamo la nostra Repubblica ed è qui che abbiamo investito ciò che il lavoro ci ha dato. Il governo ha “aiutato” e pare continui ad aiutare gli istituti bancari, specie Cassa di Risparmio ma non solo, con i soldi della collettività mentre delle imprese sammarinesi e dei loro dipendenti pare non interessi un granché. Cosa si sta facendo per aiutare l’ossatura di questo Paese, cioè le imprese, sempre più colpite da azioni, per così dire, distruttive? Noi la fiducia l’abbiamo riposta…ci siamo sbagliati?

USC

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