Osla: togliere i semafori dalla Superstrada

Ripristinare lo scorrimento veloce della SS 72 con un’opera di riqualificazione della mobilità che punti a poche rotonde, solo quelle più facilmente realizzabili in termini urbanistici

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San Marino. Delusione e disappunto contro soddisfazione e positività caratterizzano ogni volta le dichiarazioni di categorie, da una parte, e settore pubblico, dall’altra. La diatriba è annosa e le posizioni rimangono sempre distanti. Su una cosa, però, tutti concordiamo e cioè su quanto l’accesso al territorio sammarinese sia un elemento di forte criticità per il movimento turistico.
Se è vero che il commercio ed il turismo sono settori chiave per il rilancio dell’economia di San Marino, non è più possibile accettare che la principale e maggiormente frequentata via d’accesso al confine della nostra Repubblica sia l’ultima ad essere considerata degna di essere riprogettata e riqualificata in termini di mobilità affinché garantisca quello scorrimento continuo e facilitato che già da tempo le città e le località turistiche di tutto il mondo evoluto perseguono.
Turismo è mobilità. Non possiamo dimenticarlo.
La Strada Statale 72 di San Marino non è solo l’arteria di collegamento fra Stati sovrani, cui per convenzione dovrebbe essere garantito quello scorrimento veloce pesantemente disatteso dall’Italia, è anche una delle leve strategiche dell’economia sammarinese il cui valore e le cui potenzialità sono stati azzerati dalla politica limitrofa.
L’Unione Europea finanzia già da anni programmi nazionali, regionali e locali e progetti in investimenti infrastrutturali degli Stati membri. Forse è arrivato il momento di chiedere in modo deciso allo Stato italiano di ripristinare lo scorrimento veloce della SS 72 con un’opera di riqualificazione della mobilità che punti a poche rotonde, solo quelle più facilmente realizzabili in termini urbanistici, e all’eliminazione di tutti i semafori.
OSLA ha in diverse occasioni sollecitato le istituzioni sammarinesi ad una maggiore risolutezza sul tema delle infrastrutture di collegamento fra San Marino e le aree romagnola e marchigiana, nonché fra la nostra Repubblica e le reti di collegamento ferroviario e aeroportuale di Rimini. 
Siamo pronti ad una fattiva collaborazione affinché si bypassi la diatriba sui numeri e si lavori per riconquistare la competitività turistica di San Marino, convinti che essa passi in gran parte anche dall’accessibilità e dai servizi di mobilità.

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