Attivo CSU: il livello di mobilitazione resta molto alto

Nuovo appello a Governo e maggioranza affinché sospendano il Decreto sulla patrimoniale per riaprire il negoziato. Scatta un nuovo allarme su Fondiss: ieri il Comitato Amministratore, dominato dalla politica, ha assunto una serie di deliberazioni che non danno le necessarie garanzie alle risorse dei lavoratori

Attivo CSU: il livello di mobilitazione resta molto alto

Attivo Unitario: si affermi la concertazione o il paese affonda!
La CSU per un 8 marzo di diritti
Lo sciopero generale CSU riempie il Pianello

San Marino – “Di fronte al silenzio, la sottovalutazione e l’assenza di risposte alla richieste di verità, trasparenza ed equità che hanno portato in piazza migliaia di persone, il sindacato non potrà che continuare nella lotta e nella mobilitazione, il cui livello resta sempre molto alto”. È forte e chiaro il messaggio che l’Attivo dei delegati CSU, riunito questa mattina nella Sala Montelupo di Domagnano, ha lanciato ad un Governo che a due settimane dallo sciopero non ha ancora dato nessuna disponibilità alla ripresa del confronto politico generale. Lo sciopero è stato un successo, con una partecipazione andata oltre le migliori previsioni, anche considerando gli ostacoli e le forti pressioni intimidatorie che migliaia di lavoratori hanno subito, in particolare nel settore pubblico. Ora l’Esecutivo deve rispondere alla grande prova di democrazia e partecipazione arrivata da tutto il mondo del lavoro e alla pressante richiesta di equità sociale e di verità sul dissesto del sistema bancario, con le sue ripercussioni sul bilancio dello Stato.

“Tutti i temi della protesta restano irrisolti” ha ricordato nell’introduzione il Segretario CSdL Giuliano Tamagnini.  “Il paradosso è che le forze politiche di maggioranza hanno chiesto di riavviare il dialogo, anche riconoscendo che molte nostre richieste sono giuste, ma non hanno accolto nulla di quanto abbiamo proposto, mentre dal canto suo il Governo si ostina a rimanere chiuso in un’arrogante autosufficienza, limitandosi a convocare per i prossimi giorni solo incontri tematici con la presenza di Banca Centrale sui temi del sistema bancario e con la dirigenza di Cassa di Risparmio.”

Sul Decreto per la Tassa Patrimoniale – che la CSU ha chiesto di sospendere per renderlo più equo attraverso una serie di modifiche e correzioni, e su cui la delegazione di maggioranza ha confermato l’intenzione dell’Esecutivo di tirare dritto con la ratifica consiliare – il Segretario Tamagnini ha fatto un nuovo appello al Governo: “Sospendete l’iter consiliare e tornate al tavolo del negoziato, siete ancora in tempo! Questa sarebbe una dimostrazione di buona volontà e un segnale di volere il confronto, anziché ostinarsi in un metodo di governo autoritario che non rappresenta i cittadini”. Ricordiamo che le proposte sindacali sono basate sull’introduzione della progressività delle aliquote, il cumulo tra beni mobili e immobili, la non tassazione del patrimonio netto delle imprese, la caduta del segreto bancario interno, quale premessa fondamentale per realizzare i necessari obiettivi di equità fiscale.

Durante i lavori dell’Attivo è stato lanciato un nuovo allarme sui Fondi Previdenziali di Fondiss, che dal 1° luglio non saranno più allocati in Banca Centrale. È di ieri la riunione del Comitato Amministratore di Fondiss, che – con votazione a maggioranza –  ha assunto una serie di deliberazioni che la CSU respinge con forza: in sostanza, è stato deciso di destinare le risorse del secondo pilastro ignorando i più elementari criteri di affidabilità e solidità delle banche. Su questa incresciosa vicenda torneremo con maggiori dettagli nella giornata di domani, pubblicando integralmente la lettera che la CSU ha inviato oggi stesso al Comitato Amministratore di Fondiss e al Congresso di Stato. L’Attivo CSU ha rinnovato con forza la richiesta di verità e trasparenza sul debito di Carisp, che pesa come un macigno sull’intero debito dello Stato. I 524 milioni non convincono la CSU: occorre considerare i proventi della vendita degli NPL riconducibili al caso Delta e fare tutto il possibile per recuperare il credito di imposta versato al Fisco italiano ma non dovuto.

Fatta l’operazione verità sullo stato delle banche che i cittadini chiedono in maniera pressante, che deve coinvolgere anche tutte le banche private per verificare se sono autosufficienti o meno, si potranno definire gli interventi necessari per ripianare il debito, interventi che devono essere fondati sul principio di equità; ovvero, chi più ha, più deve contribuire al bilancio pubblico. Ma al contempo devono partire immediatamente le azioni di responsabilità: chi ha provocato la crisi delle banche deve essere chiamato a risponderne, prima che il problema sia scaricato sui cittadini che non hanno nessuna responsabilità!

L’Attivo CSU è tornato sulla necessità di riattivare i contratti integrativi dei dipendenti degli istituti di credito, attraverso il ritiro dei recessi messi in atto dalle direzioni delle banche. I delegati sindacali respingono con forza e stigmatizzano l’iniziativa delle direzioni delle banche; senza contratti si aprono le porte al far west, e questa è una prospettiva pericolosa e devastante per tutto il mondo del lavoro! Il Governo non può rimanere trincerato dietro il proprio silenzio; deve garantire la vigenza di tutti i contratti di lavoro, sancita per legge, ed essendo Cassa di Risparmio proprietà dello Stato, lo stesso Esecutivo di fatto rappresenta il datore di lavoro. Non può essere che chi rappresenta lo Stato non rispetta le leggi e il diritto del lavoro!

Il Segretario CDLS, Gianluca Montanari, ha posto anch’egli l’accento sul tema dell’equità: “A un Governo inspiegabilmente asserragliato nel suo fortino chiediamo un segnale forte sul versante dell’equità. I numeri del resto parlano chiaro: a 5 anni dalla riforma tributaria il gettito IGR dei lavoratori dipendenti è aumentato di 8 milioni, quello dei pensionati di 5,5 milioni, mentre il  gettito dei lavoratori autonomi è salito solo di 1,5 milioni. Se con la Patrimoniale hanno perso l’occasione per introdurre criteri di giustizia sociale e spalmare i costi del risanamento del Paese  su tutti i soggetti economici e le categorie produttive, siamo pronti a tornare  alla carica per chiedere una riforma dell’IGR ed efficaci misure di emersione di tutti i redditi”.

Quale nuova iniziativa di informazione, nell’ambito dell’attuale fase di mobilitazione, per domani sera, alle ore 21.00 presso la sala Montelupo di Domagnano, la CSU ha organizzato una conferenza pubblica dal titolo “Dopo lo sciopero il Governo dov’è?”. I Segretari Generali di CSdL e CDLS si confronteranno sui temi dello sciopero con esponenti delle forze politiche di maggioranza e opposizione; interverranno i Consiglieri Nicola Selva, di Repubblica Futura, ed Elena Tonnini, del Movimento Rete. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

CSU

 

COMMENTS