Tlc: l’equivalente di 5 patrimoniali impegnato senza regole e trasparenza

La Rappresentanza Sindacale di TIM San Marino preoccupata per un progetto da contorni molto fumosi e si chiede perché 90 milioni siano usciti dalle tasche dei cittadini

Tlc: l’equivalente di 5 patrimoniali impegnato senza regole e trasparenza

Al via la II edizione del progetto “Stringere i legami tra i cittadini sammarinesi”
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Presentato il progetto San Marino 2030

San Marino. Non possiamo che esprimere forte preoccupazione per il protrarsi di una situazione di incertezza nel settore delle telecomunicazioni a fronte delle ingenti risorse pubbliche impegnate nel realizzare un progetto annunciato da mesi ed i cui contorni continuano ad essere opachi. Ci aspettavamo da parte della Segreteria di Stato competente l’annuncio di una legge per la definizione di una Autorità di settore o, ancora meglio, un chiarimento sugli obblighi ai quali verranno chiamati i nuovi operatori sammarinesi in termini di investimenti e di assunzione di personale. Se si intende liberalizzare il settore oppure mantenere un sistema concessorio e se, in entrambi i casi, sono state fatte valutazioni sulle dimensioni del mercato e sul numero massimo di imprese che il sistema può sostenere.

Sarebbe stato forse opportuno, prima di annunciare la soluzione ai problemi di copertura del mobile, informare la popolazione sammarinese sui luoghi dove verranno installate le 18 nuove antenne in territorio previste dal piano che sostituirà quello già approvato (c.d. Piano Polab) dopo che gli impianti di Gualdicciolo e Montegiardino sono stati bloccati a seguito delle contestazioni dei residenti. Necessario sarebbe stato rendere pubblico il business plan della NewCo per comprendere come saranno impegnati i 90 milioni di euro di risorse pubbliche affidati a ZTE per la realizzazione e gestione della rete pubblica di telecomunicazioni e grazie a quali magie contabili è stato ipotizzato un ritorno dell’investimento con un mercato che vede crollare i prezzi al consumo di anno in anno in Italia e in Europa (- 20% solo negli ultimi mesi in Italia). Sarebbe stato perfino interessante comprendere perché non siano stati realizzati bandi pubblici per l’affidamento delle attività di realizzazione e gestione della rete visto che in questa maniera nessuno avrà mai la certezza che si stia facendo l’investimento migliore per il Paese. Ci aspettavamo tutto questo dopo mesi di promesse e di speranzose attese. Appendiamo invece dalla stampa che viene firmato l’ennesimo Memorandum of Understanding con la Società ZTE sopravvissuta dopo mesi di messa in bando da parte degli Stati Uniti che ne hanno minato l’operatività fino a metterne in discussione la stessa sopravvivenza. Quanto accaduto non è stato quindi di alcun monito per il nostro Governo il quale, alla prima occasione, si è dimostrato pronto a rinnovare gli accordi. Non è stato sufficiente lo scampato pericolo per far ravvedere l’Esecutivo. Possibile che nessuno si sia chiesto cosa sarebbe potuto accadere se il blocco di ZTE fosse accaduto a lavori in corso o peggio ancora se dovesse ripresentarsi tale situazione in futuro visto che il Senato americano continua a definire il colosso cinese una minaccia per la sicurezza nazionale? Stupisce in tutto questo il silenzio delle opposizioni. In un momento storico in cui vengono effettuate azioni di spending review, in molti casi anche dolorose, è paradossale che nessuno si sia chiesto il motivo di tanta fretta nel concludere questo affare.

Da parte nostra rimaniamo in speranzosa attesa che qualcuno possa rispondere nel merito alle sollecitazioni circostanziate che sono state poste per tempo all’Esecutivo, confidiamo che anche i cittadini sammarinesi comincino a chiedersi come, perché e per quale fine, 90 milioni di euro usciranno dalle loro tasche nei prossimi anni.

La Rappresentanza Sindacale di TIM San Marino

 

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