Acquaviva vuole un nuovo portale. C’è un’istanza con 124 firme

In grave stato di degrado il confine ha bisogno urgente di un intervento. Esistono già progetti pagati dallo Stato, ma nessuna delibera operativa

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San Marino. I cittadini di Acquaviva si fanno sentire e chiedono un nuovo portale d’ingresso in Repubblica, sulla strada principale che collega Gualdicciolo con l’Italia. Domenica 7 ottobre, infatti è stata presentata

un’Istanza d’Arengo per chiedere ai Capitani Reggenti e al Consiglio Grande e Generale di rinnovarlo al più presto, visto che quello attuale versa in pessime condizioni.

Quella del portale di ingresso ad Acquaviva è una questione di lunga data, in passato sono stati presentati diversi progetti per il rifacimento della struttura, ma i lavori sono rimasti sempre e solo sulla carta. Il confine di Gualdicciolo è per transito di veicoli e persone il secondo ingresso in Repubblica dopo quello di Dogana, vista anche l’importante zona industriale che orge lungo il torrente San Marino, a poche centinaia di metri dal confine.

Per questo, si legge dall’Istanza d’Arengo presentata a Palazzo, i cittadini firmatari auspicano che “le istituzioni prendano coscienza che quel portale di ingresso rappresenta un primario biglietto da visita per l’immagine di tutta la Repubblica di San Marino e chiedono che ne venga realizzato uno nuovo nel più breve tempo possibile, dando corso ad uno degli innumerevoli progetti realizzati da vari professionisti del settore, già più volte sottoposti al parere delle Segreterie di Stato competenti in materia, dato che quello attuale vige in uno stato di assoluto degrado , è tutto arrugginito ed è anche a rischio crollo”.

Nel testo si fa riferimento anche agli ultimi avvenimenti in territorio italiano, dove “lo stato di degrado di strutture ad utilizzo pubblico, dovuto soprattutto alla mancata manutenzione ha generato gravi danni alla sicurezza pubblica”.

L’istanza è stata firmata da 124 persone, quasi tutte residenti all’interno del castello e il primo firmatario è Irish De Biagi, commercialista e in passato anche membro della Giunta di castello di

Acquaviva. “Ho deciso di presentare l’istanza per una questione di degrado pubblico, perché non è possibile avere un confine di Stato così poco curato, è quello tenuto peggio di tutta la Repubblica, sembra che ci considerino come un castello di serie B” dichiara De Biagi.

Parallelamente è molto soddisfatto della risposta data dai suoi concittadini: “Considerando che abbiamo iniziato a raccogliere le firme solo il 20 di settembre, solo due settimane prima di presentare l’istanza, abbiamo ottenuto un grande risultato, nemmeno io mi aspettavo una vicinanza simile su questo tema da parte dei cittadini di Acquaviva, soprattutto in un momento storico dove c’è una generale sfiducia nei confronti della classe politica”.

De Biagi conosce da vicino la situazione per essere stato membro della Giunta di Castello per dieci anni, dal 1998 al 2008: “Nel periodo in cui facevo ne facevo parte sono stati banditi due concorsi, con due progetti vincitori che non sono però mai stati realizzati. Perché?” si chiede ironico e un po’sconsolato De Biagi.

Anche dopo il 2008 si è continuato a far realizzare progetti, l’ultimo in ordine di tempo è datato 2014 ed è stato realizzato da uno studio della Repubblica, con la collaborazione dell’artista sammarinese Leonardo “Blanco”. Nello specifico, il team di architetti aveva pensato di realizzare una struttura asimmetrica, con un unico appoggio (tronco) e una vela (chioma) che attraversa la strada nel punto esatto di confine tra San Marino e Italia e che richiamasse la figura di un grande albero, in onore anche al luogo in cui è sorto, Gualdicciolo, che significa “piccolo bosco”. Per quel progetto, tra l’altro, furono spesi più di 38.000 euro di soldi pubblici.

Nella delibera numero 35 del 23 dicembre 2014, infatti, il Congresso di Stato dispose “il conferimento dell’incarico professionale al geologo Conrad Mularoni per acquisire lo studio geologico sui terreni di fondazione per il portale del confine di Stato sito a Gualdicciolo” con un compensom di 9.290 euro, mentre in un’altra delibera dello stesso giorno, la numero 33, all’architetto Jessica Zonzini e agli ingegneri Federico

Bascucci, Secondo Bernardi e Gian Luca Minguzzi furono conferiti gli incarichi professionali per la progettazione del portale, con una retribuzione così suddivisa: alla Zonzini andarono 13.142 euro, a Bernardi 4.962 euro e a Minguzzi 3.072 euro. Bascucci dovette rinunciare all’incarico e nel maggio 2015 fu sostituito dall’ingegnere Eleonora Guidi, a cui andarono 8.310 euro, per una spesa complessiva di 38.776 euro. Sono passati ormai quattro anni da quelle delibere, ma del nuovo portale non si vede traccia.

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