“Un mondo senza pena di morte”

Questa mattina il Segretario di Stato Renzi è intervenuto al convegno della Comunità di Sant’Egidioper portare la testimonianza di San Marino, uno dei primi paesi al mondo ad abolire la pena di morte

“Un mondo senza pena di morte”

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Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Nicola Renzi, è oggi a Roma per partecipare al 10° Congresso Internazionale dei Ministri della Giustizia dedicato al tema “Un mondo senza pena di morte”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri italiano e con la Confederazione Svizzera. Ad accompagnare Renzi, l’Ambasciatore della Repubblica di San Marino in Italia, Daniela Rotondaro, e il Segretario Particolare, Michele Andreini.
L’evento si iscrive nelle iniziative che la Comunità di Sant’Egidio promuove annualmente nell’ambito della campagna internazionale per la moratoria universale sulla pena capitale che vede svolgersi oggi, il Congresso dei Ministri della Giustizia, e il prossimo 30 novembre l’iniziativa “Città per la vita”: una giornata in cui le città aderenti all’iniziativa globale realizzano eventi dedicati al tema ed illuminano un monumento simbolico per dire “NO” a tale pratica inumana. Anche San Marino illuminerà il Palazzo Pubblico, per confermare il proprio sostegno all’abolizione della pena di morte.
Prima di prendere la parola nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati, Renzi è stato ricevuto dalla Presidente Laura Boldrini, insieme ai Capi delegazioni e al Presidente della Commissione Affari Sociali Mario Marazziti.
Nel suo intervento Renzi ha richiamato l’attiva collaborazione che lega la Repubblica alla Comunità di Sant’Egidio, ed in particolare la profonda adesione al tema della giornata; ha riconosciuto quanto “San Marino vanti un percorso virtuoso in tale direzione ed oggi colga questa straordinaria opportunità per riproporre, così come afferma in tutte le sedi internazionali, il manifesto di un Paese, l’antica Repubblica del Titano, che è stato tra i primi al mondo ad abolire la pena capitale”.
Renzi ha poi ripercorso i passi compiuti dalla Repubblica in tale direzione: “Nel 1865 San Marino ha definitivamente espunto la pena di morte con l’introduzione del nuovo Codice Penale e su questo primato non manca di far sentire la propria voce in ambito internazionale; per rafforzare la convinta mobilitazione contro tale pratica,  la Repubblica ha recepito i maggiori strumenti multilaterali adottati al riguardo, ha offerto il suo fattivo contributo alla storica approvazione, nel 2007, della risoluzione dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria sull’uso della pena di morte e prosegue tuttora nel sostenere e promuovere ogni iniziativa utile al raggiungimento di un effettiva moratoria universale”.
Il Responsabile agli Esteri non ha mancato di fare accenno all’attuale recrudescenza della pratica della pena di morte in relazione ai fenomeni di matrice terroristica: “Siamo oggi tristemente in presenza di una fallace recrudescenza dell’impulso antiabolizionista sull’onda, soprattutto, degli attentati di matrice terroristica che inducono a sentimenti d’odio e al desiderio di ingiustificate vendette, che rappresentano soltanto il sintomo di un progressivo imbarbarimento delle società.
Infine, l’invito della Repubblica a continuare nella mobilitazione globale: “Siamo oggi qui riuniti per stringere alleanze sempre più forti con chi combatte la battaglia per la vita e si adopera per l’edificazione di un mondo senza più pena di morte”.
Nel corso della mattinata, nell’ambito del panel cui è intervenuto Renzi, ha preso la parola anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Al termine, le delegazioni sono state ospitate dal Segretario di Stato Renzi per una colazione di lavoro che ha consentito, tra l’altro, di illustrare i passi compiuti dalla Repubblica negli Organismi internazionali sul tema della giornata, così come sulla piena difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
L’occasione del brindisi ha consentito a Renzi di rivolgersi ai singoli Ministri della Giustizia intervenuti, per rimarcare il significato profondo della giornata e la necessità di “una effettiva presa di coscienza da parte dell’intera comunità internazionale”.

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