Augusto Casali sui fatti di Rovereta: onore alla memoria

Rinvangare oggi fatti avvenuti sessant’anni fa non ha senso, anche perché chi li ha vissuti non può più parlare. E di fronte alla maestosità della morte, sarebbe meglio tacere

Augusto Casali sui fatti di Rovereta: onore alla memoria

Questa sera la conferenza: “60 anni fa, Rovereta”
Augusto Casali: “Chi comanda il battaglione?”
“Avanti un Altro. C’è posto!”

San Marino. Sento la necessità di ricollegarmi alla presa di posizione pubblica espressa da Daniel Giacomini e Gloria Giardi, discendenti rispettivamente di Gino e Remy Giacomini e di Alvaro Casali, tre protagonisti importantissimi, su fronti opposti, dei fatti di Rovereta avvenuti sessant’anni fa. Ne sento l’esigenza perché considero ciò che hanno scritto, oltre che intelligente, soprattutto un atto di amore nei confronti di questo nostro Paese.

A conferma della rinnovata unità e della profonda amicizia delle famiglie, a cui Gloria e Daniel fanno riferimento, e, aggiungo io, del fatto che tutto quanto è successo a sessant’anni di distanza, indipendentemente dalle proprie convinzioni storiche, dovrebbe avere insegnato qualcosa a tutti, vorrei ricordare un fatto personale.

Nel corso degli anni mi sono appassionato alla politica e trent’anni dopo i fatti di Rovereta, nel 1987, ero stato nominato Segretario del Partito Socialista Democratico Sammarinese. L’area socialista non navigava in buone acque a quei tempi; i tre Partiti Socialisti presenti sulla scena politica (P.S.S. – P.S.U. – P.S.D.S.) erano all’opposizione del “compromesso storico” D.C./ P.C.S. e all’interno dei vari schieramenti vi erano in atto non poche spinte opportunistiche.

Un giorno presi il coraggio a due mani e chiamai il leader del Partito Socialista Sammarinese, Remy Giacomini, al quale esternai le mie preoccupazioni. Egli ascoltò in silenzio e poi mi disse: Mi venga a trovare. Parliamone.

L’incontro avvenne qualche giorno dopo, e senza farla troppo lunga, di lì prese vita il primo atto unificatorio dell’area socialista, con la fusione del P.S.D.S. nel P.S.S.   Fummo i protagonisti, ovviamente assieme a tanti altri compagni che condividevano la via intrapresa, di uno degli atti politici più significativi di quel trentennio, che aprì poi la strada all’Unificazione di tutti i Socialisti sotto la bandiera del P.S.S. Poi i socialisti “rampanti” rovinarono rapidamente tutto, ma questa è un’altra storia.

Rinvangare oggi fatti avvenuti sessant’anni fa non ha senso, anche perché chi li ha vissuti non può più parlare. E di fronte alla maestosità della morte sarebbe meglio tacere, inchinandosi di fronte alla memoria di personaggi che di certo hanno dimostrato senso dello Stato e onestà politica da qualunque parte abbiano combattuto.

Un’ultima annotazione. Non ho conosciuto personalmente Gino Giacomini, di Lui ho letto le cose che ci ha lasciato scritte. Ho conosciuto invece Alvaro Casali e Remy Giacomini. Ebbene, penso che se per un attimo potessero tornare fra noi, sarebbero tutti   dalla stessa parte a difendere, da par loro, la dignità e la sovranità del nostro Paese.

Quindi: Grazie Daniel. Grazie Gloria.

Augusto Casali

 

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