Arriva in Consiglio il decreto per l’Agenzia dello Sviluppo

Tante le critiche dell’opposizione, sia sul metodo, sia sui contenuti. Non si cambia una statuto tramite decreto

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San Marino. Lo Statuto dell’Agenzia per lo Sviluppo economico è al centro dei lavori odierni del Consiglio Grande e Generale, attraverso il dibattito e l’esame del decreto delegato n.38. Mentre il segretario di Stato Andrea Zafferani e i consiglieri di maggioranza sottolineano l’importanza del nuovo ente per la strategia di internazionalizzazione e sviluppo economico, dal fronte delle opposizioni si boccia il metodo con cui si è giunti alla ratifica, stigmatizzando la mancanza di confronto e condivisione. Si parla di forzature (il governo vuole essere pronto per il 27 aprile, quando ci sarà l’assemblea della Camera di Commercio) anche per quanto riguarda le modifiche statutarie, che non potrebbero essere fatte tramite decreto; e relativamente ai nuovi vertici, che vengono già indicati puntualmente nelle loro caratteristiche, tanto che manca solo il nome e cognome. Solo un’altra ramificazione della PA.

Nel rafforzare la critica, i consiglieri di minoranza citano anche la comunicazione loro inviata dalle associazioni di categoria. Si ipotizza inoltre che il nuovo ente diventi “l’ennesimo carrozzone” o ancora, si pone attenzione sul futuro degli attuali dipendenti della Camera di commercio o sul contributo non adeguato dello Stato.

In particolare, in risposta alle critiche delle categorie, il Segretario di Stato Zafferai chiarisce i termini della questione, ovvero la definizione del nuovo Cda dell’ente: “Lo Stato, con la Giochi del Titano, è l’unico a mettere soldi nell’ente non avendo nessuno nel Cda- spiega- e ha deciso di continuare a investire risorse ma anche di avere un’adeguata rappresentanza per prendere decisioni”. Al riguardo, Zafferani si dice sicuro che nei prossimi incontri con le categorie ci potrà essere “una buona negoziazione”.

Terminato il dibattito, l’Aula inizia l’esame dell’articolato e degli emendamenti. In particolare sull’articolo 15, che definisce il Consiglio di amministrazione, si sono accese le principali critiche della minoranza relegata a un solo rappresentante sui 12 membri previsti. Ma solo la richiesta di alzare a 5 i rappresentanti delle categorie nel Cda è stata accolta. L’esame dell’articolato prosegue in seduta notturna.

SMNA

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