CSU e il governo delle fake news

Sulla legge sviluppo: per il Governo non condividerla equivale ad essere disfattisti e condizionati da questioni politiche e personali

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San Marino. Siamo alle solite. Le critiche ai Governi suscitano da parte loro reazioni che rasentano l’insulto, citando dati a proprio uso e consumo. Alla faccia del nuovo metodo che avrebbe dovuto caratterizzare questa maggioranza scaturita dalle urne! Ma noi stiamo al merito. Riteniamo che non si possa essere soddisfatti del fatto che dei 485 nuovi occupati solo 120 siano sammarinesi e che i disoccupati siano scesi solo di 50 unità. Non ci si può rallegrare guardando unicamente l’incremento e non tenere conto che, senza la liberalizzazione delle assunzioni dei lavoratori frontalieri, avremmo ridotto il numero dei disoccupati di almeno altre 150 unità.

Stiamo dando i numeri? Niente affatto: basta guardare il trend dell’occupazione fino all’approvazione della legge sviluppo. Infatti, il segno più del numero dei posti di lavoro è presente dalla fine del 2014 e non di certo per merito delle politiche economiche dei Governi, ma della congiuntura economica favorevole e delle imprese manifatturiere che hanno tenuto duro continuando ad investire per rafforzarsi sui mercati. Tutto questo nonostante nessun membro dell’Esecutivo spenda una parola in favore di questo settore, tanto che non è neppure citato nel documento relativo al cosiddetto piano nazionale di stabilità, se non per strumentalizzare la richiesta di ampliamento di tre aziende storiche. Non crediamo che tale richiesta sia frutto delle politiche del Governo, ma semplicemente della necessità di nuovi spazi dovuta ad una crescita che nasce da lontano. Queste tre aziende avevano 173 dipendenti tre anni fa contro i 234 di marzo scorso, e vogliamo pensare che così come sono cresciute finora all’interno di San Marino, intendano consolidare una struttura che evidentemente sta dando ottimi risultati.

Una di queste ha incrementato gli occupati addirittura del 65%, in larga parte residenti. Che il Governo se ne attribuisca il merito è paradossale, specialmente dopo che un Segretario di Stato ha candidamente ammesso pochi giorni fa che pensava che San Marino dovesse puntare su finanza e servizi, e solo ora si è reso conto che stava sbagliando. E cosa dire dell’altro Segretario di Stato che ha militato a lungo nell’Associazione Micologica, la quale nel 2007 accusò la CSU di avere al suo interno i “colonnelli” dell’ANIS, ovvero venduti agli spregevoli padroni, perché già allora era favorevole all’ampliamento dell’Alutitan di Chiesanuova? Anche grazie a lui la richiesta fu respinta, mentre ora la accoglie a braccia aperte. Ai tempi, lo stesso partito cui faceva riferimento, nel sostenere la contrarietà a quell’investimento, affermava che il futuro di San Marino non poteva essere l’industria. Cambiare idea è legittimo e apprezzabile, ma erigersi a soggetto titolato nel dare lezioni di economia, emanando altresì provvedimenti contrari al buon senso, è davvero troppo.

Detto questo, occorre rilevare altresì l’uso distorto dei dati per difendere l’indifendibile! L’incremento di 73 imprese a marzo scorso rispetto a dicembre 2017 annunciato come successo delle politiche del Governo, è una fake-news clamorosa. Non perché il dato sia sbagliato, ma perché è l’effetto del naturale decremento delle licenze nella seconda parte dell’anno ed in particolare nel mese di dicembre, quando molte vengono depositate, e del conseguente incremento di quelle attivate ad inizio anno: avviare un’attività a fine anno e pagare la tassa annuale, oltre a dover fare il bilancio per pochi mesi o settimane non conviene, se non per esigenze di continuità aziendale. Come da noi sostenuto, la realtà è che quest’anno va peggio degli anni precedenti, e spieghiamo il perché. A marzo 2017 rispetto a dicembre 2016 c’erano 81 imprese in più. A marzo 2016 rispetto a dicembre 2015 c’erano 76 imprese in più. Potremmo continuare ma non vale la pena infierire rispetto alla pochezza di certe argomentazioni. Così come preferiamo non utilizzare verso il Governo aggettivi sprezzanti come il “disfattisti” che invece l’Esecutivo ci ha rivolto. Ognuno si sbizzarrisca a piacimento.

FLI/CSUFULCAS/CSU

 

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