L’opposizione sulle commissioni: il governo non vuole dire la verità

Convocazioni straordinarie che non servono a niente perché vengono negate le audizioni con soggetti diversi dal governo. E si continua a parlare del nulla, mentre si consuma l’assalto all’ultimo tesoretto

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San Marino. Non ci sarà pausa estiva per la politica, il Palazzo non chiuderà neppure nella settimana di Ferragosto. Il calendario politico continua ad arricchirsi di appuntamenti istituzionali, legati alle convocazioni straordinarie della commissioni consiliari 1^ e 4^, richieste dalle opposizioni. È già toccato riunirsi alla Commissione sanità, invece lunedì prossimo sarà la volta della commissione Affari interni. Dalla sede di Rete, i membri di tutti i gruppi di minoranza delle due commissioni spiegano i motivi del braccio di ferro intrapreso con governo e maggioranza, ovvero quella che definiscono “la deriva della gestione delle informazioni all’interno delle commissioni”.

Elena Tonnini, Rete, spiega che tra le funzioni di questi organismi parlamentari vi è “quella di indirizzo e controllo dell’attività governativa. All’opposizione, in particolare, spetta l’attività di controllo che può esercitare attraverso il potere di audizione”. Ovvero, richiedere di audire interlocutori che non rispondano direttamente al governo, come i segretari di Stato”. E su questo si troverebbe conferma, sottolineano i consiglieri di minoranza, proprio nel recente parere dato dall’Avvocatura di Stato su richiesta del presidente della Commissione 4^ a seguito della reiterata domanda di convocazione straordinaria delle opposizioni per consentire tre audizioni, con lo studio Boeri, il Consiglio di previdenza e il comitato esecutivo Iss.

Ma “all’opposizione è stata tolta l’opportunità di tenere le audizioni – ribadisce Tonnini – con interlocutori non del governo e si è cercato di sostituirle con semplici riferimenti del congresso di Stato. È evidente il tentativo di gestione dell’informazione per avere solo il punto di vista del governo”. Per Stefano Canti, Pdcs, il rifiuto dell’audizione significa solo una cosa: il governo non vuole dire la verità e non vuole mettere a conoscenza la cittadinanza su problematiche come fondi pensioni e Iss”. E la stessa opposizione in questo modo “non è nelle condizioni di poter esercitare il suo diritto di controllo delle attività dell’esecutivo”. Iro Belluzzi, Psd, definisce la convocazione appena avvenura della Commissione 4^ una “gran perdita tempo”. Alla luce di “incontri in cui si parla di fusioni di banche e di uso dei fondi pensione – spiega – chiedevamo di conoscere quanto sta avvenendo e di confrontarci con chi gestisce l’ultimo tesoretto di cui dispone la Repubblica, ovvero il Consiglio di previdenza”. Ma l’ordine del giorno dei lavori prevede tutt’altro: “Si discuterà ancora della reiterazione della richiesta di convocazione straordinaria” a conferma che è una convocazione “senza senso”. Mariella Mularoni, Pdcs, sottolinea come il metodo in auge nella Commissione 4^ vale anche in Commissione 1^: il presidente ha negato l’audizione richiesta dall’ordine degli Avvocati e notai per dare un apporto tecnico al 199 ter, quindi l’opposizione ha richiesto comunque l’audizione per convocazione straordinaria che “è pervenuta mercoledì 8 per lunedì 13 ma all’odg c’è solo un riferimento del segretario Stato”, contraddicendo, sostiene Mularoni, l’articolo 74 del Regolamento consiliare. “In 12 anni di Consiglio, per la mia esperienza politica – interviene Denise Bronzetti, Ps – mai ci siamo visti negati delle audizioni in commissione”. E il fatto è ancora più grave, sottolinea, visto che la richiesta è partita dall’ordine degli Avvocati “su una materia delicatissima che è stata affrontata anche in commissione Affari di giustizia e non se n’è più parlato”. Ovvero la modifica del codice penale al 199 ter. Ad ogni modo, assicura, l’opposizione farà comunque il confronto con l’ordine. “Non abbiamo fatto altro che richiedere quanto già avvenuto”, spiega Gian Carlo Venturini, Pdcs, citando audizioni avute sia con il Cdp che con l’ordine degli avvocati negli anni passati su altri temi. “Per quale motivo allora- prosegue- siamo accusati di voler far perdere tempo?”. E ancora: “Non può essere il governo che decide cosa può o non può essere ascoltato”. Infine Federico Pedini Amati, Mdsi, chiarisce i timori delle opposizioni e le richieste di chiarimenti con il Cdp: “Si ha paura che in agosto si producano le peggiori cose – spiega – per esempio seguendo quando è avvenuto l’anno scorso in estate sul caso titoli, è la mancanza di trasparenza ci fa male pensare rispetto a fusioni banche e uso dei fondi pensione”.

 

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