Comites: cambiamo la legge sulla cittadinanza in versione europea

Incontro con una delegazione del Partito Socialista sulla proposta di legge attualmente in giacenza e che si vorrebbe un poco accelerare

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San Marino. Nei giorni scorsi il Comites ha incontrato una delegazione del Partito Socialista composta dal Presidente del Gruppo Consigliare del PS Alessandro Mancini e dal Consigliere Denise Bronzetti per confrontarsi sui 2 progetti di legge di iniziativa popolare in materia di cittadinanza e di diritto di voto dei cittadini stranieri residenti presentati dal Comites lo scorso novembre.

Gli esponenti del Partito Socialista hanno ascoltato con attenzione le riflessioni che sono state loro sottoposte dal Comites – si legge in una nota firmata dal Vicepresidente del Comites Alessandro Amadei – dimostrando apertura ed interesse nei confronti di tematiche così sentite e di così grande attualità che negli ultimi tempi hanno acceso a San Marino un vivace dibattito. Il Partito Socialista concorda con il Comites che i tempi siano maturi per riformare in modo radicale la normativa sulla cittadinanza,  così come è accaduto negli ultimi dieci anni nella stragrande maggioranza dei paesi europei, dove la cittadinanza viene riconosciuta con criteri più flessibili rispetto a quelli previsti da San Marino.

Attualmente sono sempre di più gli Stati europei che accettano o tollerano la doppia cittadinanza e si sta riducendo sempre di più il numero di quegli Stati che chiedono la rinuncia alla cittadinanza di origine come condizione per la naturalizzazione. Nella maggior parte degli Stati europei, inoltre, ci sono condizioni più agevoli rispetto a San Marino per acquistare la cittadinanza per naturalizzazione. Infatti, ad esempio, in Germania servono 5 anni di residenza per essere naturalizzati, 12 anni in Svizzera, 3 in Belgio, 6 in Austria e 7 anni in Lussemburgo.

Quindi, secondo il Partito Socialista, la normativa sammarinese sulla cittadinanza andrebbe rivista, come già suggerito dal Comites, anche abbassando il numero degli anni di dimora effettiva e continuativa nel territorio della Repubblica (25 anni per gli stranieri e 15 anni per i coniugi stranieri di cittadino/a sammarinese) che vengono richiesti per la naturalizzazione.

Nel confronto tra Comites e Partito Socialista hanno trovato spazio anche alcune considerazioni  sull’importanza delle Raccomandazioni dell’ECRI  (Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza del Consiglio d’Europa) del 21 febbraio scorso rivolte alle autorità sammarinesi, affinché introducano quanto prima nella normativa il riconoscimento del diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni delle Giunte di Castello a favore dei cittadini stranieri residenti a San Marino, in conformità con i principi stabiliti nella Convenzione del Consiglio d’Europa sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale.

Il Partito Socialista, così come il Comites – conclude Amadei – è del parere che le sollecitazioni che provengono dall’Europa non vadano ignorate, bensì devono costituire uno stimolo per San Marino a proseguire i suoi sforzi diretti a favorire la creazione di un modello virtuoso di integrazione e di inclusione sociale.

Alessandro Amadei    (Vicepresidente Comites San Marino)

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