Commissione Esteri su residenze elettive e “interessi russi”

In seduta segreta lo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con l’Unione Europea

Commissione Esteri su residenze elettive e “interessi russi”

Le residenze elettive in commissione esteri
L’Accordo con la UE in commissione esteri
Il 13 marzo la Commissione Finanze con il direttore di Banca Centrale

San Marino. Il percorso di Associazione torna protagonista, dopo tre mesi, con il riferimento in seduta segreta del Segretario Nicola Renzi e l’audizione del Consulente Giuridico del Governo Roberto Baratta.
Prima, però, il Comma Comunicazioni. Scivola via veloce, con Matteo Zeppa che mette sotto la lente le residenze elettive. Presenta un ordine del giorno, controfirmato da Dc e Ps, per accedere alla documentazione di tutte le richieste pervenute. In Commissione – spiega – avvengono solo prese d’atto, e per rendere la procedura più trasparente si chiede venga concesso a tutto l’arco parlamentare di fare valutazioni anche sul deposito infruttifero di 600.000 euro. Fa poi riferimento alla delibera del 30 ottobre, che concede la residenza elettiva ad un cittadino russo, tornando con la mente ad Ali Turki, arrivato e poi sparito.
Denise Bronzetti si dice “perplessa per interessi russi sempre più presenti in territorio” e parla di “strane movimentazioni di import export di prodotti agroalimentari”. Ricorda le sanzioni alla Russia, tema su cui l’attenzione del mondo è alta, teme vengano aggirate norme e avverte: “Il ritrovarci con così tanti investitori interessati a certi mercati e con elevata capacità di spesa deve farci drizzare le antenne”.
Nicola Renzi risponde ai dubbi, ricorda il percorso di Ali Turki.“Si era presentato poiché interessato ad una banca. Era poi venuto da noi per parlare di investimenti come ospedale e aeroporto”. Progetti che gli avevano fatto storcere il naso poiché “fuori scala per la nostra realtà”. “Io stesso – racconta – gli ho detto che non erano compatibili con le esigenze del territorio”. Ricostruisce poi la sua domanda di residenza, compresa la richiesta – negatagli – di prolungare i termini della delibera, con conseguente decadenza. In merito alla residenza del cittadino russo, precisa di non averlo mai incontrato. Spiega poi che l’accordo con Banca Centrale va perfezionato. È stato stabilito il conto su cui depositare la somma e le modalità di adeguata verifica ma manca ancora il tasso di remunerazione che Bcsm riconoscerà allo Stato per il deposito dei 600.000 euro vincolato per dieci anni. Infine, sulle sanzioni dell’Unione Europea: “San Marino non ha aderito – afferma – quindi non è stata fatta oggetto di controsanzioni”. Possiamo vendere cibo alla Russia? “Sì – risponde Renzi – purché siano prodotti della Repubblica”. Sottolinea inoltre che la politica estera è esclusa dal negoziato di associazione con l’Unione Europea. “È questa – spiega Renzi – la differenza con la piena adesione. San Marino ha margini di libertà e rifiuta le sanzioni come risposta alle controversie”.  (Fonte: San Marino RTV)

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