Rinvio a giudizio: la parola a Ciavatta e a Santi

Serata pubblica di Rete e MDSI per raccontare nella loro essenza i fatti accaduti e per spiegare le valutazioni politiche

Rinvio a giudizio: la parola a Ciavatta e a Santi

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San Marino. Un consigliere della Repubblica e un esponente di partito di primo piano, rinviati a giudizio. Non perché abbiano compiuto atti illeciti, amministrazione infedele, riciclaggio o qualsiasi altra fattispecie di reato contemplata nel Codice Penale, ma solo perché Roberto Ciavatta (Rete) ed Emanuele Santi (MDSI) hanno difeso un altro consigliere ingiustamente colpito da azione giudiziaria nel pieno esercizio delle sue funzioni. È davvero qualcosa che non si è mai visto nella pur lunga storia della Repubblica. Ma quasi non stupisce, considerata la lunga sequela di fatti e vicende che hanno contrassegnato la cronaca politica e giudiziaria degli ultimi due anni.

Le condotte che ci vengono imputate dal giudice Buriani – anticipano i due esponenti politici – paiono esorbitanti rispetto all’accaduto. Ci chiediamo se le ricostruzioni macchinose ed evidentemente forzate, anche alla luce delle testimonianze rese dai soggetti auditi dal Commissario della Legge, siano dettate da incomprensione o da una mancanza di serenità nel giudicare chi istituzionalmente si è opposto a decisioni parziali sulla giustizia.”
Spiegano: “Per quanto ci riguarda, in quella occasione abbiamo difeso e difenderemmo ancora oggi una nostra esponente di punta da attacchi intimidatori, ci siamo confrontati aspramente con un presidente che non consideriamo all’altezza.
Infine chiosano: “Abbiamo fatto politica, tutelando la cassa di risparmio da un uso privatistico anziché teso all’interesse dei depositanti e della cittadinanza, criticando esclusivamente la scelta dell’uso del denaro pubblico per difendere posizioni private, posizioni private sulle quali mai siamo intervenuti e mai lo faremo.
Non vorremmo dover constatare che non è più possibile fare politica in questo paese, dato che chi si oppone rischia condanne, denunce, ritorsioni di ogni natura.”

Sicuramente, sia Ciavatta, sia Santi, si tuteleranno in tribunale, ma considerata la loro trasparenza di comportamento, hanno immediatamente organizzato una serata pubblica per raccontare ai cittadini come si sono svolti i fatti. Il messaggio è chiaro: noi non abbiamo nella da nascondere, né di cui vergognarci. Quanti altri possono dire altrettanto?

L’appuntamento è per lunedì 3 dicembre, ore 21, presso la sala Montelupo di Domagnano.

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