“La performance nei sistemi sanitari e la salute diseguale”

L'equità della salute al centro del volume curato da Pietro Renzi e Alberto Franci per Maggioli Editore, l'ultimo libro dei docenti dell'Università di San Marino

“La performance nei sistemi sanitari e la salute diseguale”

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San Marino. Un’analisi in grado di “valutare l’impatto dei programmi sull’equità della salute e attuare politiche sempre più efficaci in modo da ridurre le disparità riscontrabili in questo settore”. È quanto contenuto nel volume “La performance nei sistemi sanitari e la salute diseguale”, firmato per la casa editrice Maggioli Editore da Pietro Renzi e Alberto Franci, docenti del corso di laurea in Ingegneria Gestionale dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

“L’evoluzione del contesto economico e legislativo nel settore della sanità – spiegano i due accademici – stimola oggi tutti i servizi socio-sanitari a sviluppare una cultura della performance. Le iniziative attuali che riguardano questo ambito risultano principalmente orientate alla qualità, alla gestione del rischio e al contenimento dei costi prendendo però poco in considerazione una gestione orientata verso tutte le parti coinvolte nei processi assistenziali, sia interne che esterne, sulla performance dell’azienda e sull’economia sociale”.

Il testo, sottolineano ancora Renzi e Franci, vuole dimostrare che “la performance globale e integrata nella gestione delle strutture medico-sociali si rivela essenziale per una gestione collettiva e responsabile, fattore cioè di efficienza per tutti. Fornisce inoltre degli strumenti per mettere in opera la performance globale nelle aziende sanitarie, dominando la crescita della spesa, guadagnando in produttività e riducendo i costi”.
Nel libro viene infine “sottolineata la necessità di pervenire a una acculturazione dei diversi attori sull’analisi delle disuguaglianze della salute e dei suoi determinanti. Tutto ciò attraverso l’esame di particolari indici in grado di diagnosticare le diversità presenti in determinati territori. È auspicabile infatti che quest’ultima analisi possa condurre a una più agevole comprensione del trend relativo all’equità e a una migliore cognizione delle cause di queste disuguaglianze”.

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