Un anno di Governo: le considerazioni di Augusto Michelotti

0
35

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a cura dell’Ex Segretario di Stato Augusto Michelotti

L’otto gennaio è il compleanno di questo governo di fenomeni, un anno esatto fa, passavo le consegne ai miei omologhi nelle Segreterie di pertinenza ovvero Territorio e Turismo sperando che mantenessero quelle promesse di cui andavano continuamente cianciando.
Per quanto riguarda il Turismo, i discorsi sono pochi, anche se il neo segretario Pedini sta facendo di tutto per informarci su ogni suo piccolo movimento, ogni giorno un comunicato stampa ci tiene aggiornati financo sul numero di sedute di gabinetto (stiamo parlando degli sforzi per il Paese) e, a parte questo surplus di chiacchiere di cui spesso faremmo volentieri a meno, sta lavorando tra mille difficoltà (che gli vanno riconosciute) ma per fortuna, su cosa fare, aveva una pista da seguire già ben tracciata. Gli è bastato seguire le indicazioni programmatiche dei Piani Strategici fatti e fortemente voluti dal passato governo e le innumerevoli attività già impostate e da ripetere nella qualità se non nella quantità resa onestamente difficile dalla pandemia. Mi voglio limitare a solo due osservazioni: Pedini ha il vizio di continuare a ripetere ingenerosamente che negli anni passati non è stato fatto niente; è sbagliato e ingeneroso, ringrazia il cielo che sia stato fatto tanto e che tu abbia potuto appoggiartici sopra. Seconda osservazione: “Natale delle Meraviglie”, hanno fregato anche te con il balletto delle aperture e chiusure a sorpresa, probabilmente avrei fatto quello che hai fatto tu e che non si è potuto portare a termine perché, per quel poco che ho visto, sarebbe stato un ennesimo successo in linea con una strategia del bello cominciata ben prima del tuo avvento con le maestranze creative che ben conosco e che sanno lavorare bene con estro, energia e fantasia, regalando al nostro “Natale” un imprinting di alta qualità.
Per quanto riguarda il Territorio e l’Ambiente, non pervenuto. Cosa voglio dire? Che il sig. Canti parla bene e razzola male. Ha dichiarato che il PRG SM2030 elaborato dallo studio Boeri è un ottimo Piano Regolatore. Quel PRG è finito e pronto per essere avviato alle procedure di approvazione precisamente dal settembre 2019 ma, non si sa per quale arcana circostanza, rimane ancora confinato nel buio del più profondo cassetto del sig. Canti alla Segreteria al Territorio (o della Democrazia Cristiana?). Il PRG vigente è in vigore dalla bellezza di 28 anni ed è scaduto ormai da 18 anni. Eppure il sig. Canti non sembra avere fretta, anzi, da buon posapiano non ne parla più; ormai il nuovo PRG l’hanno visto cani e porci, forse qualcuno ha delle perplessità? Forse qualcuno ha delle idee nuove per fare meglio dell’arch. Boeri? Signori il confronto è aperto anche se speriamo, e Dio ce ne scampi e liberi, che il neo segretario non prenda iniziative progettuali personali perché, dopo un anno di dannosa presenza in un governo che lo rappresenta per la sua immobilità e incompetenza, ha già dimostrato di non capire nulla né di urbanistica né di altro aspettando le altrui imbeccate.
Mi piacerebbe ad esempio sapere cosa intenderebbe fare con il progetto vincitore del Bando di Concorso del Parcheggio della Funivia di Borgo Maggiore.
E il progetto San Marino Bio va avanti? E con che tempi? Non sarebbe il caso di rinforzare le scarse risorse umane dell’Ufficio Agrario? Magari richiamando i due consulenti Borri e Bazzocchi che così bene avevano iniziato ma purtroppo licenziati dal demolitore di progetti altrui approfittando dei decreti per il Covid19 che hanno dato il potere assoluto (pericolosissimo) a gente di dubbie capacità.
Intanto, fortunatamente, la rotonda di Murata ha cominciato a funzionare.
E il progetto sul Welness Sensory Park di cui esiste un bellissimo progetto a firma Arch. Paolo Bodega? Si potrà fare solo versando 50 milioni di caparra? Ma questa geniale idea chi l’ha avuta? E’ un modo per far finta di fare le cose o altro? Non esiste al mondo un imprenditore che anticipi e metta in deposito l’intera cifra corrispondente al costo dell’opera da costruire. Non esiste, come pratica è illogica, è fuori da ogni norma economica imprenditoriale; al massimo si possono chiedere fideiussioni a garanzia, non l’importo complessivo. Chi è il geniaccio che ha studiato tale subdolo e improponibile marchingegno?
Gli improvvisati ecologisti, capitanati dagli esponenti DC, fatto che creò stupore in quel ruolo soprattutto da chi ha contribuito a devastare il paese proteggendo e collaborando con i colatori di cemento. Ebbene, questi nuovissimi difensori dell’ambiente che un anno fa conducevano violente campagne contro gli abbattimenti di alcune decine di alberi definendoli stragi, oggi di fronte all’abbattimento già programmato e previsto dalla variante di PRG a Serravalle sotto Via Costa del Bello di un intero uliveto (una cinquantina di olivi circa) e altre decine di piante di cui alcune di dimensioni notevoli, non hanno reagito, anzi, sono rimasti in colpevole silenzio e non una parola si è levata in difesa di quelle piante evidentemente di serie B. Pseudo ecologisti che s’infiammavano, evidentemente, solo a comando e con scopi politici finalizzati al discredito di chi, certi interventi, e solo quelli, li ha fatti per poter realizzare opere pubbliche destinate a migliorare la vita dei cittadini sammarinesi e non per opere finalizzate al più chiaro spirito di speculazione privata; penso che questa sia una importante variabile che fa la differenza tra la passata segreteria e la presente.
Siccome ho molte cose da dire e più argomenti ancora da trattare, ho pensato di dividere l’intervento in due parti, abbiate pazienza…
(fine prima parte)
PS – Una sola richiesta vorrei ancora fare ed è rivolta alla Segretaria di Stato Elena Tonnini.
Dopo un intero anno chissà quali sconquassi lei avrà fatto in merito alla Cartiera Ciacci e alla sua chiusura o messa in sicurezza totale. Non sia timida, ci racconti tutto, o devo pensare che lei, così puntigliosa negli anni passati abbia dimenticato un argomento che ha contribuito a portarla dove si trova adesso e quindi ora con le concrete possibilità di intervenire seriamente. Coerenza vuole che lei almeno qualcosina dovrebbe averla fatta; l’ha fatta, si o no? E se si, ce la vuole raccontare? È ancora dell’idea che la Cartiera Ciacci vada chiusa? Lei diceva che bastava volerlo, allora, se lo vuole, la chiuda, non si culli nel silenzioso assenso dei cittadini di Gualdicciolo che fino a un anno fa venivano agli incontri urlanti con il coltello tra i denti e da un anno invece non si fanno più sentire.