Assembramenti in via Giacomini, il mea culpa di Arcangeloni e Reffi

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Sulla vicenda degli assembramenti in via Giacomini, riceviamo e pubblichiamo un messaggio di Alberto Giordano Spagni Reffi e Gloria Arcangeloni:

Nella consapevolezza della delega ricevuta dalla cittadinanza, riteniamo doveroso ed opportuno ad essa spiegare lo svolgersi dei fatti avvenuti nel pomeriggio di giovedì 1° aprile che hanno visto coinvolti anche noi sottoscritti. Al termine del tradizionale pranzo in occasione dell’investitura dei nuovi Capitani Reggenti, tenutosi in sale separate seppur nello stesso locale e nel rispetto delle normative vigenti, al momento di defluire dal
ristorante ci è stato proposto un invito per un brindisi all’esterno di un’attività commerciale di Via Gino Giacomini. Invito raccolto da alcuni dei partecipanti i quali, a scaglioni, si sono avvicendati sul posto. Noi, giunti in un secondo momento, ci siamo trattenuti più a lungo insieme ad altre quattro persone, tre delle quali componenti del medesimo nucleo familiare, rimanendo l’uno all’interno del locale con due persone, l’altra all’esterno con le altre due, una delle quali in condizioni di difficoltà. A questo punto è giunta sul posto una pattuglia della Gendarmeria, che ha proceduto con gli accertamenti
ed identificato presenti: ad ora non conosciamo gli sviluppi dell’intervento della Gendarmeria ed ignoriamo se sia stata rilevata alcuna violazione. Se così dovesse essere, ovviamente affronteremmo le derivanti conseguenze. Consapevoli del periodo di difficoltà che ogni cittadino sta vivendo, coscienti dei sacrifici che la politica chiede all’intero Paese per tutelare la salute pubblica, non avremmo mai dovuto compiere una tale leggerezza.
Non si trattava assolutamente di un festino preorganizzato, bensì di un evento estemporaneo e improvvisato, al cui invito abbiamo risposto con eccessiva superficialità.
Consci del fatto di avere urtato molte sensibilità, siamo a comunicare il nostro più profondo rammarico ed a fare pubblica ammenda, nel caso in cui qualcuno ritenga sia stata tradita la fiducia in noi riposta. Ci teniamo a ribadire che è sempre stata da noi lontana la volontà di trasgredire le limitazioni e tantomeno quella di praticare un comportamento nocivo, irrispettoso o arrogante nei confronti della popolazione, cui
comunque apparteniamo come cittadini, che soffre da tempo le restrizioni cui è sottoposta. Data la carica Istituzionale che ricopriamo, ci rendiamo conto che i nostri comportamenti siano stati lesivi per noi stessi ed anche per il Movimento che rappresentiamo. Per cui, oltre a quelle già espresse, riteniamo fondamentale porgere le nostre più sentite scuse al Movimento RETE, al suo Direttivo, al Gruppo Consiliare,
all’Assemblea ed a tutti i sostenitori ed elettori. Umanamente subiamo le conseguenze dell’emergenza sanitaria, le preoccupazioni e le difficoltà derivanti dal perdurare della pandemia; nonostante ciò, non possiamo esimerci dall’esprimere amarezza per
l’accaduto, rimettendo il nostro mandato al Consiglio Direttivo del Movimento RETE, affinché possa procedere con le opportune valutazioni riguardanti il nostro incarico.