“La Corsica è in fiamme, ma nessuno ne dà notizia” – di Paolo Bandini Callegari

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Corsica è in fiamme ma i giornali tacciono, perché???
Queste le cause scatenanti:
Un eroe nazionale dell’indipendentismo corso, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un prefetto reo di affossare le libertà civili e sociali dell’Isola, è stato picchiato a sangue da un terrorista islamico sotto gli occhi degli agenti di custodia francesi i quali non hanno fatto proprio nulla per fermarlo.
Al grido di “Francia assassina”, il popolo corso è sceso in piazza distruggendo i luoghi simbolo del potere francese, prefetture e uffici pubblici.
Il ministro degli interni è venuto da Parigi per trattare con il popolo corso, che ancora non molla la presa.
Davanti alla guerra civile di casa nostra, quotidiani e tv italiane tacciono, facendo finta di niente.
Probabilmente per non creare problemi alla diplomazia  e soprattutto per timore dei terroristi islamici (termine che in Italia non si può neppure pronunciare).
Gli organi di informazione non possono censurare notizie così importanti? Cosa è diventata la nostra, forse INFORMAZIONE DI REGIME ?? Queste immagini riguardano la Corsica e non l’ucraina….
 Nel frattempo, però la situazione nell’isola si fa sempre più tesa e lo scenario potrebbe aggravarsi ulteriormente se Yvan Colonna, 61 anni, che è ricoverato in uno stato di “morte cerebrale”, dovesse morire. Nella sola giornata di domenica sono state ferite 102 persone durante gli scontri, compresi 77 membri delle forze di polizia. “Ci sono lesioni gravi” secondo il procuratore di Bastia, Arnaud Viornery. Secondo le cifre pubblicate, 650 bombe Molotov sono state lanciate contro la polizia, mentre uno stock di altre 400 bombe Molotov è stato sequestrato poco prima della manifestazione, in un parcheggio. Il Ministro dell’interno francese Gérald Darmanin ha dichiarato di voler trovare un accordo sulle “richieste dei rappresentanti corsi sul futuro istituzionale, economico, sociale o culturale”, soprattutto “quelle del presidente del Consiglio esecutivo, Gilles Simeoni”, un ex indipendentista eletto rappresentante dell’isola che chiede lo statuto speciale autonomo. La condizione è il ritorno alla calma, ma gli indipendentisti “ armati non solo di bottiglie Molotov ma di sofisticate armi moderne “non paiono proprio disposti a ritirarsi e deporre le armi.
di Paolo Bandini Callegari