Giornata mondiale del rifugiato: l’integrazione si realizza con la collaborazione di tutti i soggetti

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Il 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento sancito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla condizione di milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza altrove.

 

Una giornata che vuole anche ribadire il diritto dei rifugiati ad essere protetti e a ricostruire la propria vita in dignità, attraverso un processo equo di integrazione sociale ed economica nel paese di accoglienza. In questa Giornata Mondiale del Rifugiato, l’UNHCR si è unita a coloro che “si mettono a disposizione per individuare soluzioni durature e sostenibili che permettano ai rifugiati di superare i traumi, mettere a frutto il proprio talento e contribuire al paese che li ha accolti.”

 

“Non esiste protezione reale senza l’accesso effettivo ai diritti, l’integrazione e l’inclusione sociale, ed essi sono compito e responsabilità di tutta la società nel suo complesso”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Solo lavorando insieme – governo, società civile e settore privato – possiamo fare la differenza”.

 

Secondo la stessa UNHCR – l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – attualmente nel mondo ci sono oltre 100 milioni di persone sfollate, tra le quali alcuni milioni che sono fuggite come conseguenza della crisi ucraina.

 

A questo proposito, la CSU vuole ribadire la grande dimostrazione di accoglienza e di solidarietà concreta messa in atto dal nostro paese, che ha accolto fin dalle settimane immediatamente successive all’invasione russa 300 rifugiati ucraini,  in larghissima parte direttamente presso le famiglie sammarinesi. Un numero molto alto in rapporto alla popolazione residente.

 

Ora occorre continuare ad affrontare l’accoglienza nella sua complessità, per realizzare una vera integrazione, sia per i minori, che devono poter proseguire al meglio la loro attività scolastica, che per gli adulti, per i quali occorre anche creare le condizioni per un possibile inserimento nel mondo del lavoro.

Anche questa ricorrenza della giornata internazionale del rifugiato deve servire a lanciare un nuovo appello per mettere fine al conflitto in Ucraina, e a tutte le guerre in corso nel mondo, molte delle quali sono del tutto dimenticate. La pace è l’unica condizione in cui i popoli possono vivere per creare un presente e un futuro di coesistenza e sviluppo, e consentire a tutti di continuare a vivere nella terra delle proprie origini, senza subire la straziante esperienza di dovere fuggire – spesso con grande pericolo per la propria vita – in un altro paese.