CDLS: “Sulla riforma pensionati non accetteremo misure penalizzanti”

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“Quella delle pensioni è una riforma ad alto valore sociale, non accetteremo misure penalizzanti”. È forte e chiaro il messaggio che il segretario della CDLS, Gianluca Montanari, lancia dal Consiglio Confederale riunito stamattina a Domagnano. Consiglio che ha fatto il punto anche sull’annunciata partenza del percorso delle riforme del mercato del lavoro e del fisco (IGR). Forti critiche anche riguardo ai crescenti disservizi nel settore sanitario.

Intanto prendiamo atto – sottolinea Montanari – della proroga della presentazione in prima lettura della riforma pensionistica e della riforma del mercato del lavoro, di cui proprio giovedì avverrà il primo incontro di confronto sull’articolato, mentre per quella dell’IGR attendiamo ancora l’apertura del percorso negoziale. Lo scenario che abbiamo di fronte non è facile: le riforme sono fondamentali ma vanno portate avanti senza forzature e con metodo, attraverso un confronto serrato che punti a soluzioni condivise. C’è un ritardo su tutta la linea e le maggiori preoccupazioni sono attualmente concentrate sulla riforma previdenziale, l’unica rispetto alla quale è iniziato il confronto, su cui non siamo ancora arrivati condividere i punti più sistemici”.

Entrando nel dettaglio, il segretario Montanari sottolinea che c’è ancora molto da discutere e approfondire rispetto alla riforma pensionistica: “C’è necessità di dati, di simulazioni sulle ipotesi di lavoro, è necessario investire più tempo nelle fasi di trattativa”.

Nell’ultimo incontro, da parte della CDLS, sono state richieste delle simulazioni sugli articoli della nuova riforma che interessano il calcolo dell’assegno previdenziale post-riforma, “ciò per valutare con precisione quale tasso di sostituzione produce, che tradotto in altre parole, vuole dire con quanto un lavoratore va in pensione dopo un’ipotesi 40 anni di versamenti”.

I punti chiave attualmente in discussione, che vedono fortemente impegnate le organizzazioni sindacali, riguardano l’innalzamento del requisito per accedere alla pensione dall’attuale quota 100 a 103 (somma dell’età anagrafica e dei contributi), l’aumento della percentuale di contribuzione, l’apporto dal Bilancio dello Stato per ripianare lo sbilancio del Fondo Pensioni e la riforma del secondo pilastro FONDISS. Riguardo all’incremento della quota da 100 a 103 per la CDLS è indispensabile prevedere una sostenibile gradualità di aumento della quota in più anni e, soprattutto, evitare che si creino problemi di allungamento all’accesso per chi è ormai vicino al traguardo pensionistico (il cosiddetto “scalone”).

“Si prende atto – precisa il segretario CDLS -che sono stati fatti passi avanti rispetto alle prime proposte, ma secondo noi ci deve essere ancora ampio spazio di miglioramento. Le eventuali percentuali di penalizzazione per chi non ha maturato completamente i requisiti previsti dovranno essere molto più contenute rispetto a quanto oggi previsto e dovranno partire, come già accade oggi, da un minimo di 35 anni di contribuzione”.

Dalla bozza della riforma pensionistica in discussione si evince una impostazione generale che comporta il riallineamento al ribasso delle prestazioni: questo approccio trova fortemente contrario il Consiglio Confederale della CDLS: “Utilizzando l’escamotage derivante da una serie di penalizzazioni ed abbattimenti per i periodi antecedenti alla riforma del 2011, con l’aumento del contributo di solidarietà già esistente, nonché mediante l’ampliamento a tutta la vita lavorativa del periodo di riferimento per il calcolo della pensione, si attuerà di fatto una sorta di riforma “retroattiva” che concretizzerà quasi sicuramente un forte abbassamento della rendita pensionistica per i futuri pensionati che hanno periodi contributivi antecendenti alle riforme del 2011 e del 2005”.

 

Infine sarà determinante la riforma della previdenza complementare (FONDISS). Su questo punto Montanari apprezza la volontà del Governo di intervenire in questo ambito grazie alla delega approvata con l’assestamento di Bilancio: “Per la CDLS il secondo pilastro è sempre stato elemento cardine da potenziare e rilanciare affinché integri e sostenga le pensioni, prevedendo una nuova governance e aggiornate regole per gli investimenti dei fondi accumulati, che dovranno avere rendimenti in linea con i fondi pensione italiani per assicurare una reale integrazione agli assegni derivanti dal primo pilastro”.

 

In vista dell’inizio del confronto con il Governo sulla riforma fiscale, il Consiglio Confederale della CDLS sottolinea l’importanza di introdurre rigide norme anti elusione ed evasione fiscale e relative sanzioni per i “furbetti dell’IGR”. Sarà indispensabile inoltre conservare tutte le deduzioni/detrazioni che hanno una forte ricaduta sociale, quali le spese mediche, odontoiatriche e diagnostiche, le protesi dentarie e sanitarie, le spese relative alle tasse scolastiche, l’assistenza alle persone inferme e potenziate quelle relative alle rette degli asili nido e baby-sitter e le spese relative alla disabilità o inabilità delle persone anziane. Per il Confederale CDLS andrà quindi valorizzata la Smac come strumento di lotta all’elusione ed evasione fiscale, salvaguardando la ‘no tax area’ ed il relativo meccanismo di calcolo su stipendi e pensioni.

 

Altro punto in primo piano: il futuro della sanità sammarinese. E qui il Consiglio Confederale della CDLS “sostiene pienamente” la presa di posizione resa nota nei giorni scorsi dalla Federazione Nazionale Pensionati Sammarinesi sul Robot chirurgico. “Va chiarito una volta per tutte -afferma Montanari – che la Confederazione Democratica non è certamente contraria all’innovazione in campo sanitario e scientifico, né tantomeno all’adozione di tecnologie e strumenti all’avanguardia. Ma è indispensabile darsi delle priorità, vista anche la scarsità di risorse economiche che ci viene continuamente ricordata da parte degli esponenti del Governo. Dobbiamo destinare le risorse disponibili per rafforzare l’organico dell’ISS, riorganizzare e potenziare i reparti ed i servizi, essere pronti per una possibile, anche se non certamente auspicabile, recrudescenza del Covid nei prossimi mesi autunnali. Per la Confederazione Democratica le risorse pubbliche vanno indirizzate in questi ambiti e non certamente per improbabili strumentazioni dal costo spropositato e dai ritorni economici estremamente incerti”.

 

A tal fine il Consiglio Confederale richiede ai vertici al Governo ed ai vertici dell’ISS di procrastinare la spesa di 3 Milioni di Euro destinati al “robot” chirurgico, spesa approvata dal CGG in sede di assestamento di Bilancio, e destinare questa cifra per l’immediato rilancio della sanità sammarinese in termini di risorse umane, miglioramento, garanzie ed efficientamento dei servizi.

“Non è assolutamente ammissibile che, in un contesto economico che impone grande attenzione per le spese non indispensabili, venga autorizzata una spesa così rilevante senza che la stessa sia supportata da un approfondito e dettagliato progetto tecnico-sanitario-finanziario che riporti le simulazioni rispetto ai costi/benefici, alle spese accessorie e di manutenzione ricorrente, ai costi di formazione degli operatori e di ammortamento dell’attrezzatura, così come già richiesto da parte della “Consulta Sanitaria” dell’ISS; non riteniamo che a fronte di tutto ciò vi sia la convenienza economica né il bacino di utenza che ne giustifichi l’acquisto”.

 

Sempre sul fronte sanitario, il segretario CDLS sottolinea che nel corso degli incontri avvenuti nel maggio scorso tra le organizzazioni sindacali ed il Direttore Generale dell’ISS, Francesco Bevere, “erano state evidenziate le innumerevoli criticità emerse nell’ambito dei servizi sanitari, ad iniziare dalla medicina di base, che così tanta preoccupazione stavano ingenerando nella cittadinanza. In quell’occasione le organizzazioni sindacali chiesero di avere urgentemente copia dell’‘Atto organizzativo dell’ISS’ e del relativo fabbisogno del personale. Ad oggi nulla ci è pervenuto, nonostante le rassicurazioni di una celere consegna, entro il corrente mese di giugno, di tali importanti documenti da parte del DG dell’ISS. Il tempo passa inesorabilmente senza risposte e nel frattempo continuano ad evidenziarsi i disservizi in ambito sanitario, con tempi di attesa inaccettabili per i servizi specialistici e un crescente degrado organizzativo che pesa sempre più sulle spalle dei lavoratori dell’ISS. Per la CDLS è indispensabile porre immediatamente rimedio a questa deriva inarrestabile che corre il rischio di affossare l’universalità della sanità sammarinese, fino a qualche anno fa vero fiore all’occhiello del nostro welfare”.

 

 

In chiusura del Consiglio Confederale, è stato rilanciato il tema dei rinnovi contrattuali. Dopo le firme dei contratti dell’Industria e dell’Artigianato, che prevedono aumenti per il 2022 e 2023, la CDLS ritiene che in breve tempo debbano essere aperti anche tutti gli altri tavoli di rinnovo, prevedendo per tutti i lavoratori interessati gli indispensabili aumenti in busta paga.