Repubblica Futura: “Sciopero generale a San Marino”

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Sciopero generale a San Marino. A prescindere dalle rispettabili idee di tutti, oggi è la giornata dei tanti sammarinesi, e non solo, che hanno voluto lanciare un messaggio forte e chiaro. Non è solo lo sciopero contro la riforma delle pensioni, ma molto di più.
Da tempo Repubblica Futura sta svolgendo il suo ruolo, il ruolo che le hanno dato i cittadini, nel cercare di porre all’attenzione di chi governa alcuni temi molto rilevanti, che forse hanno ispirato anche la piazza di oggi.
Il primo è certamente il caro-vita e la difesa del potere d’acquisto. Una inflazione galoppante, come non si vedeva da decenni; gli stipendi fermi da anni per i mancati rinnovi contrattuali; l’aumento dei contributi previdenziali che peseranno sui lavoratori; il caro-bollette, una vera e propria telenovela in cui il governo ha dato il peggio di sé, dimostrando di non avere la più pallida idea di come gestire la situazione, salvo usare le tasche dei contribuenti come un bancomat da cui spillare a piacere e senza prospettive. Un insieme di cose che fanno davvero vedere nero per il futuro e gettano tanto i singoli che le famiglie e le imprese in uno stato di profonda preoccupazione e paura.
Il secondo è lo stato della sanità pubblica. Abbiamo cambiato in tre anni vari direttori generali dell’ISS ma la musica è addirittura peggiorata. Il grido di dolore per lo stato dell’oncologia, reparti dell’ospedale in grave crisi di personale, la medicina di base allo sbando, l’invenzione assurda del COT che invece di essere al servizio dei pazienti crea sempre più muri tra loro ed il medico. E intanto il Segretario Ciavatta spende e spande in miriadi di consulenti e consulenze che sarebbero vergognosi in un periodo normale, ma coi tempi che corrono sono addirittura micidiali e devastanti.
Il terzo è la situazione dei conti pubblici. Non vogliamo arrogarci meriti, ma il tema di un bilancio farlocco che non torna l’abbiamo posto proprio noi e abbiamo finalmente ascoltato le due diverse versioni: quella del Segretario Gatti (+5 milioni) e quella di Santi, di Rete (-76), a dimostrare plasticamente che in questa scombinata maggioranza neppure sullo stato dei conti pubblici e del bilancio riescono a trovare la quadra, figuriamoci sulle soluzioni per affrontare un deficit ed un debito in costante aumento.
Ancora, non da ultimo, il persistente stato di intimidazione e restrizione costante della libertà di informazione e di espressione. Mai come in questi tre anni il governo si è prestato ad usare soldi pubblici (come se ce ne fossero in abbondanza) per azioni legali contro cittadini o giornalisti che hanno osato esprimere il loro pensiero o fare il loro dovere, pubblicando le notizie.
Questi sono aspetti preoccupanti che, crediamo, non siano sfuggiti ai tanti, ai tantissimi che oggi hanno voluto dare un segnale forte e dire basta. Serve un progetto serio di salvezza del Paese, dei suoi pilastri fondamentali, come la sicurezza sociale, universale e gratuita. Serve riappropriarsi delle più fondamentali libertà, come quella di espressione. Serve molta umiltà e volontà di fare. Tutte cose per le quali, purtroppo – lo diciamo da sammarinesi – questa maggioranza e questo governo hanno ormai ampiamente dimostrato la loro totale inadeguatezza.