Smiaf Project – Festival dei Giovani Saperi

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“Dobbiamo tutti abituarci all’idea che non ci sono chiavi,

e che non ci sono serrature.

Solo porte girevoli”

– Maurizio Cattelan –

Mentre lo SMIAF Festival corre il serio rischio di vivere l’ultima pagina della sua storia per i continui e troppi tagli trovati sulla sua strada, volevamo ricordare quello che potrà succedere se le politiche culturali di questo Stato continueranno ad essere accantonate in nome di una crisi economica che perdura ormai da 10 anni, senza mostrare un concreto progetto di sviluppo. Affermare un principio semplice quanto ormai dimenticato e destinato all’oblio, da tutte le agende politiche.

Senza cultura un paese muore.

Questa nostra battaglia è di tutti i sammarinesi e di tutti coloro che amano la cultura, soprattutto dei più giovani.  Vi proponiamo dunque il nostro manifesto: un documento condiviso con tutti coloro che vorranno unirsi alla nostra contestazione pacifica e dare un segnale, durante questa 12^ edizione, che si terrà nel Centro Storico della Repubblica di San Marino dal 2 al 4 agosto.

Ci sono momenti in cui capisci che ti devi fermare. Che la vera forza, il vero coraggio è dire: grazie, ma no. O almeno non così. Questo è quello che è successo a noi organizzatori dello Smiaf Festival dei Giovani Saperi, una parte molto importante della nostra vita. Per capire i perché dovremmo raccontare tutta la storia del Festival: com’è nato, le mille difficoltà, gli errori, com’è cresciuto, com’è diventato un piccolo miracolo in un paese dove la cultura e l’arte, soprattutto quando votate all’Internazionalità, sembrano un’anomalia da risolvere e non da premiare.

Ma non lo faremo in queste poche righe.

Questa battaglia fatta di inchiostro e idee non è, infatti, solo nostra. Non è solo di Giovanni, Tomaso, Meri, Daniela, Denise o Andrea. Non è solo dei più di 300 volontari e amici che negli anni hanno reso lo SMIAF il Festival più longevo della Repubblica di San Marino. Non è solo degli oltre 500 artisti internazionali che hanno riempito piazze, teatri, monumenti e parchi del Centro Storico che tutti noi amiamo, quello che per tutti i cittadini sammarinesi fa rima con casa.  La casa di solito è un posto accogliente, dove si è liberi di esprimere se stessi, ritrovare le piccole complicità che ci rendono felici. “Non ci sono chiavi, non ci sono serrature, ma solo porte girevoli”.

Un Paese ha bisogno di luoghi di cultura, luoghi che diano libero accesso all’incontro e allo scambio di idee, che lascino aperte nuove possibilità di costruire network di persone, alle cui giunture regna la conoscenza condivisa. L’ambiente e il contesto che si mettono a disposizione sono dunque fondamentali per generare idee, idee che possono salvare un Paese.

Punto N°1 –  Un paese ha bisogno di creare collaborazioni con Network Internazionali

La Repubblica di San Marino non fa parte dell’Unione Europea e nonostante i trattati e i tanti progetti portati avanti a livello istituzionale, non può garantire l’accesso ai giovani o alle sue imprese ai bandi di stampo comunitario, vero motore di sviluppo di questi anni. Per citare qualche esempio, basta guardare con occhio attento alla vicina Rimini: il Museo internazionale Federico Fellini, il nuovo Teatro Galli, le aree verdi al posto del parcheggio che prima circondava Castello Sismondo. Sono tutti progetti culturali e sociali, di stampo non solo comunale, ma regionale, nazionale ed Europeo. Progetti che hanno cambiato e mirano a cambiare il volto a una città. Progetti di cui beneficeranno tutti i giovani cittadini riminesi nei prossimi 10 anni. Progetti che apriranno una stagione di relazioni glocali, con enti e soggetti esterni che arricchiranno l’offerta culturale dei nostri più diretti vicini di banco.  La cultura insomma è bella e forte se condivisa, senza chiavi né serrature. E ora che l’ennesimo muro ostacola il nostro processo di crescita, volevamo ricordare il network Internazionale dello Smiaf, costruito con lavoro e sudore, in oltre 10 anni:

Verona Film Festival, Montreux Jazz Festival, Artisti in Piazza Pennabilli Buskers Festival, Nyanga Zam School, A Cielo Aperto – Cesena, Rototom Sunsplash, JCI – Malta, Zanzibar International Film Festival, Arezzo Wave Love Festival, Sziget – Island of Freedom, Street Art European Forum, African Summer School, Sarajevo Winter Festival.

Tutto questo, tutte queste collaborazioni, possono davvero scomparire? Qui non si perde solo il nostro lavoro: qui non si sfruttano e forse non si sfrutteranno mai 10, 100, 1000 opportunità di crescita internazionale per tutti i giovani sammarinesi.

Punto N°2 – Con la cultura non si mangia: ma siete sicuri? Noi no, e vogliamo dimostrarlo!

Ci affidiamo, per spiegare questo punto, alle parole di presentazione di Farm Cultural Park, un famoso progetto nato a Favara (in Sicilia!) nel 2010, dalle menti di Andrea e Florinda, due visionari, di cui ora si parla sulle più prestigiose pagine dei giornali di tutto il mondo.

“Non è facile spiegare Farm Cultural Park ed è normale che non tutti abbiano capito quale è la sua ragion d’essere. Tutti però si sono accorti che Favara non è più come prima. Tutti si sono accorti che ogni giorno arrivano turisti e visitatori di tutto il mondo e tutti hanno letto qualche articolo o hanno visto la loro città in televisione. Non per la mafia, non per l’abusivismo. Ma per l’arte, la cultura, la rigenerazione urbana. Piazza Cavour è la piazza principale di Favara, ed è una bellissima piazza e ospita diversi palazzi nobiliari: il Castello Chiaramonte, la biblioteca comunale creata dal Barone Mendola, mecenate dimenticato. Anni fa la piazza durante la notte era un luogo dove si bivaccava senza aver nulla da fare e molti giovani si spostavano ad Agrigento per trascorrere le loro serate. Oggi la piazza ospita alberghetti, pizzerie, bar e osterie. Adesso sono gli amici di Agrigento a trascorrere le loro serate a Favara, accolti con orgoglio da tutta la città. Stiamo provando a costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere. Farm Cultural Park è un Centro Culturale Indipendente. Qui arte e cultura sono degli strumenti nobili per dare alla Città di Favara una nuova identità e una dimensione di futuro”.

Serve aggiungere altro?

Punto N°3 – Dodici anni di impegno culturale e sociale diffuso, basati sull’economia del dono, non possono essere dimenticati.

Fin dalla prima edizione, e ancora di più in questi ultimi anni, lo SMIAF ha compiuto una piccola magia, unica in tutto il panorama di eventi nazionale: ci sono persone che ogni anno vogliono partecipare con le loro idee, le loro proposte e le loro energie, all’organizzazione del Festival. Volontariamente.

Spesso sono proprio i giovani, che probabilmente vedono nello SMIAF quel respiro internazionale che niente in questo paese riesce a dargli. Questa economia del dono, basata su una rete di conoscenze e saperi a disposizione del Festival, dove tutti si danno un mano in maniera gratuita solo per organizzare per 3 giorni qualcosa di diverso, non è una storia già di per sé incredibile? Con lo SMIAF è nata una vera e propria comunità: sono nate amicizie, storie d’amore, collaborazioni artistiche. Tutto questo, semplicemente, ci ha commosso. Senza rendercene conto, questo piccolo miracolo ogni anno si è riproposto. E noi siamo cresciuti umanamente e professionalmente con lui. Se oggi è arrivato il momento di dire no è anche per i nostri fantastici volontari. Lo SMIAF è anche , e soprattutto, merito vostro.

Tre punti, tre porte scorrevoli che vogliono abbattere serrature. E che chiedono di essere ascoltate, con un’opportunità di sviluppo serio. Con un progetto, che siamo pronti a condividere con tutte le Istituzioni che vorranno credere in noi.  Fare il Festival a ogni costo pur di farlo, magari riducendo artisti, spettacoli e giornate non è quello che vogliamo, non è mai stato il nostro obiettivo. Se deve essere la nostra fine, vogliamo che sia una grande fine. Vogliamo rendere la 12^ edizione, magari per l’ultima volta, quel grande contenitore culturale e sociale in cui i tutti i sammarinesi hanno sempre potuto esprimere le loro istanze di cambiamento, innovazione, sviluppo.

Per questo daremo vita a una contestazione culturale e artistica pacifica, per far vedere ancora una volta chi siamo e chi vogliamo essere. Questa è l’ultima chiamata: o ci siamo tutti o non ci saremo più.  

Volete sostenere la nostra causa?

Partecipate a questa strana edizione!

Sarà bellissimo.

 LO STAFF dello SMIAF Festival

2-3-4 Agosto 2019

Repubblica San Marino

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