CSdL: “Inammissibile che tra i responsabili dei dissesti bancari siano rinviati a giudizio solo due dirigenti di Banca CIS”

0
10

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di CSdL:

Nonostante i numeri siano impietosi, siamo convinti che San Marino ce la possa fare a sostenere il peso dei debiti, dato che siamo un Paese ricco, ma le ricchezze sono mal distribuite. Quelle investite nel Paese devono essere salvaguardate, ma chi possiede rendite deve essere chiamato a contribuire più di altri.

Su tutto però pesa come un macigno la mancata chiarezza sui responsabili dei dissesti bancari che, mal contati, costeranno allo Stato circa un miliardo e mezzo di euro. Siamo rimasti esterrefatti di fronte al fatto che, dopo il clamore creato dalla vicenda e la diffusione di ordinanze che avevano creato non poche aspettative, il caso titoli di Banca CIS si possa risolvere con il rinvio a giudizio delle due sole figure apicali dell’istituto di credito, lasciando indenne tutto il sottobosco (neppure poi così nascosto) che ha ruotato intorno a fatti incresciosi. Infatti, per tutte le altre persone coinvolte nelle indagini il Giudice ha chiesto l’archiviazione.

Così come per altre archiviazioni “eccellenti”, sarebbe uno schiaffo alle persone perbene quelle di cui beneficerebbero coloro che hanno svolto un ruolo di primo piano in tali fatti, peraltro riferite a persone che hanno avuto (o hanno ancora?) notevole influenza sulla politica, altre che avevano incarichi direttivi in Banca Centrale e altre ancora che tiravano i fili delle marionette (purtroppo non era solo una rappresentazione teatrale) dall’esterno.

Allo stesso tempo, non vorremmo che l’attenzione si concentrasse solo su questi episodi: le responsabilità nascono da lontano, come ha ben rappresentato la Commissione d’inchiesta, e coinvolgono soggetti aventi tuttora ruoli di primo piano nell’attuale scacchiere politico.

Ci sorge spontaneo pensare che a ciò possa essere riconducibile il fatto che il c.d. “Tavolo Istituzionale” aveva messo in campo un articolo della legge di bilancio previsionale per il 2020 per istituire l’anagrafica dei debitori di CARISP, Banca CIS e delle altre banche i cui buchi sono stati coperti attraverso i famigerati crediti d’imposta, ma tale articolo è scomparso dal testo approvato.

Oltre un miliardo di debiti riconducibili ai dissesti bancari non potranno essere eventualmente addebitati a due sole persone, seppure dirigenti di un istituto di credito che, da solo, costerà allo Stato alcune centinaia di milioni di euro per tutelare i clienti onesti.

Ribadiamo ancora una volta che va fatta chiarezza non solo su chi è stato responsabile della mala gestione delle banche, ma anche su chi ne ha avvallato l’operatività e chi ne ha beneficiato, non restituendo i soldi ricevuti in prestito, anche attraverso i c.d. “saldi e stralci”, con i quali verosimilmente sono stati fatti sconti (leggasi favori) che oggi ricadono sulla collettività.