Settimana corta a scuola: un modello ormai utilizzato ovunque

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San Marino. Si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra una rappresentanza del comitato promotore della raccolta firme che chiede la rimodulazione dell’orario di frequenza scolastica, attraverso l’eliminazione del sabato, e i membri della commissione, chiamati, proprio nella seduta che si è svolta ieri, a discutere tra le altre cose, sull’ordine del giorno per la settimana corta. L’incontro era stato richiesto già da tempo dallo stesso comitato, per poter articolare meglio le ragioni della richiesta e offrire, a tutte le forze politiche, spunti di riflessione circa l’attuazione anche a San Marino della settimana corta: richiesta ampiamente condivisa dalle famiglie, viste le circa 1600 firme raccolte in poco più di un mese con il solo passaparola tra genitori. Un punto di vista da parte delle famiglie richiedenti dunque, che parte, da un lato, dalla constatazione che il solo giorno di pausa che funge attualmente da stacco dalle attività scolastiche articolate sui sei giorni a settimana non sia sufficiente al riequilibrio delle energie psico-fisiche dei ragazzi impegnati nello studio e, dall’altra, dalla constatazione che i ragazzi e i giovani non possano vivere in pienezza la dimensione familiare, a causa degli impegni lavorativi e delle varie attività che riempiono le giornate. Non solo questi i presupposti della richiesta avanzata dalle famiglie, ma anche la constatazione che il modello della settimana corta, utilizzato in quasi tutti i paesi europei sia in progressiva affermazione in varie realtà scolastiche italiane, anche vicine, con indici di gradimento crescenti da parte di studenti, insegnanti e famiglie.
Durante l’incontro si è potuto riscontrare un clima positivo e piena volontà di ascolto da parte di tutti i commissari, anche di quelli maggiormente critici sulla fattibilità ed efficacia di questo modello.
Il comitato promotore auspica che la politica ponga le basi per una seria e attenta valutazione in merito, con uno sguardo aperto al confronto con esperienze già in atto con successo anche nelle realtà scolastiche limitrofe e assicurano piena collaborazione e dialogo anche per le eventuali e successive valutazioni sulla fattibilità della proposta.

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