La Segreteria alla Sanità risponde a Mirko Tomassoni

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L’intervento sugli organi di informazione dell’amico Mirko Tomassoni mi offre l’occasione di fare alcune considerazioni.

L’azione in ambito di disabilità che la Segreteria di Stato per la Sanità sta portando avanti prende spunto ed è finalizzata alla piena implementazione dei contenuti della LEGGE-QUADRO PER L’ASSISTENZA, L’INCLUSIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ n.28 del 10 marzo 2015, anche attraverso l’attuazione dei decreti delegati previsti dall’art. 23 della convenzione medesima.

La volontà è di mettere la famiglia al centro delle politiche sociali attraverso azioni che sostengano il suo ruolo attivo nella realizzazione di una società sempre più inclusiva e capace di raccoglierne le richieste e i bisogni offrendo soluzioni in tempo reale alle necessità di continuità delle cure e assistenziali nelle diverse condizioni di grave fragilità.

Con il Decreto Delegato n.14 del 18 febbraio 2018 “Prevenzione della disabilità, salute e riabilitazione delle persone con disabilità, sostegno alla persona con disabilità e al nucleo familiare“, infatti, sono stati introdotti importanti strumenti di sostegno economico compatibili con il reddito familiare della persona con disabilità e forme di solidarietà nei confronti del nucleo familiare. Tra le altre cose, la possibilità per i lavoratori di donare i propri giorni di ferie non utilizzati per permettere a colleghi della stessa azienda, settore o anche a livello intersettoriale, di accudire familiari disabili bisognosi di assistenza accertata.

Grazie a questa possibilità molte famiglie ad oggi stanno usufruendo di giornate da dedicare ai loro familiari grazie alla rete di solidarietà che si è venuta subito a costruire.

Altra importante novità introdotta nel decreto è quella del congedo parentale lungo retribuito:  in questo caso i genitori (lavoratrice madre subordinata o in alternativa il padre dipendente anche adottivi o affidatari) hanno diritto ad un periodo di aspettativa retribuita,  a carico dell’ISS, della durata massima di 2 anni, frazionabile a mesi, nei primi 14 anni di vita di figli con disabilità, nell’eventualità dell’insorgenza di una gravissima patologia, anche temporanea tale da rendere necessaria l’assistenza permanente.

Con l’adozione del Decreto Legge 20 maggio 2019 n.79 “Integrazione e ampliamento degli interventi a sostegno della famiglia “, si è esteso questo istituto anche ai figli di età superiore ai 14 anni di età colpiti da una gravissima disabilità. In questo caso, e solo in questo caso, la retribuzione del periodo di aspettativa è riconosciuta solo qualora la l’indice ICEE, sia pari o inferiore a 55.000 euro annui.

Questo ulteriore nuovo strumento ha come obiettivo quello di tutelare maggiormente la genitorialità e la cura della famiglia al fine di poter consentire un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale da parte dei genitori.

Con la stretta collaborazione della Commissione CSD ONU, la Segreteria di Stato per la Sanità mantiene il suo impegno per costruire un sistema di rilevazione delle esigenze concrete delle persone sammarinesi con “bisogni complessi”.  L’obiettivo condiviso è cambiare rotta e passare dall’assistenzialismo a un approccio verso la disabilità che sia coerente con la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con disabilità e far sì che la condizione di disabilità possa essere inserita all’interno di una visione generale della società nella quale si lavora insieme per rendere più aperto e più vivibile il complesso di quelle condizioni di ordine culturale, politico, giuridico, psicologico, che possono permettere la traduzione concreta dei diritti individuali e la valorizzazione del prezioso contributo di tutte le persone.

In quest’ottica stanno per essere emanati il decreto delegato per la revisione della Commissione per gli Accertamenti Sanitari Individuali e quello per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità che prevedono l’introduzione di un Nucleo di Valutazione che avrà il compito di produrre una diagnosi della persona con disabilità sulla base del modello bio-psico-sociale, così come indicato dall’ICF, allo scopo di dare una visione globale della persona e non della malattia, puntando sullo sviluppo delle sue abilità residue, all’interno di un contesto ambientale favorente.

Un gruppo tecnico di lavoro, di cui fanno parte la Segreteria di Stato per la Sanità, la Segreteria di Stato per il lavoro, i servizi socio-sanitari, la Commissione CSD ONU e le associazioni di volontariato, è al lavoro per affrontare tutte le tematiche relative alla disabilità, monitorare gli interventi messi in atto in Repubblica, raccogliere dati e statistiche.

Nell’augurarmi che Mirko possa trovare in quanto detto sopra, alcune risposte alle tante criticità evidenziate, insieme alla volontà di dialogo e di collaborazione che sempre ha contraddistinto la mia azione politica, mi sia concesso respingere categoricamente la sua accusa di aver preso decisioni in maniera unilaterale in quanto palesemente falsa. Lo testimonia il fatto che il Decreto Legge da lui citato (nella versione prima della sua ratifica in Consiglio Grande e Generale) riporta in calce la sua firma.

Non dobbiamo mai dimenticare che nessuna normativa potrà soddisfare i bisogni, sempre più complessi e urgenti, di persone con disabilità e grandi fragilità, ma che rappresentano una tappa di un lungo cammino verso un vero e proprio salto di paradigma, che non consideri più la disabilità come una condizione individuale, ma come il risultato dell’interazione tra le caratteristiche intrinseche dell’individuo e le caratteristiche dell’ambiente fisico e sociale all’interno del quale egli si trova a vivere.

È la società a doversi riabilitare, offrendo pari opportunità e non discriminazione. L’inclusione delle persone con disabilità in ogni politica è un processo che richiede nuove capacità di ricerca e innovazione, trasformazione sociale e politica, di confronto e dialogo, di perseveranza e determinazione.

CS Segreteria Sanità

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