Incontro tra la Segreteria di Stato per la Sanità, la Commissione CSD ONU e le Associazioni di Volontariato

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Oggi pomeriggio presso la Segreteria di Stato per la Sanità si è svolto un importante incontro con la Commissione CSD ONU e i rappresentanti delle Associazioni che si occupano di disabilità per un passaggio di consegne, prima della fine della legislatura, della bozza del Decreto delegato per l’inclusione lavorativa e dei progetti legati alla Vita Indipendente con l’auspicio che possano giungere, dopo la tornata elettorale, alla loro reale attuazione al più presto.

Il nuovo modello di riferimento per le politiche in materia di disabilità, promosso dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata da San Marino nel 2008, e a cui il testo normativo si ispira, pone al centro il tema dell’uguaglianza dei diritti e delle opportunità e prescrive di orientare le proprie azioni verso la rimozione delle barriere fisiche e sociali che impediscono la partecipazione delle persone con disabilità a tutti gli aspetti della vita sociale, economica, culturale.

Il lavoro rappresenta uno dei principali strumenti di inclusione– ribadisce il Segretario di Stato Franco Santi –  e attraverso questo nuovo strumento normativo si prevede un nuovo servizio di collocamento mirato, nel rispetto delle abilità e attitudini delle persone grazie all’analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro. L’urgenza di occuparsi di questi temi deriva anche dai cambiamenti normativi degli ultimi anni. La percentuale di persone con disabilità potenzialmente in grado di lavorare ma di fatto escluse dal mondo del lavoro è rimasta elevata

L’obiettivo di questo nuovo provvedimento normativo è promuovere l’inserimento lavorativo e l’assunzione di persone con disabilità individuando una serie di strumenti tecnici e di supporto per la valutazione bio-psico-sociale della disabilità, prevendendo una formazione specifica sull’utilizzo dell’ICF, con la finalità di valutare adeguatamente le capacità lavorative delle persone e creare un più efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro grazie anche al supporto di rete integrata attivata dai servizi socio sanitari

L’incontro ha permesso di fare il punto della situazione su diverse proposte e progetti non ancora conclusi o di prossima realizzazione e che hanno come elemento comune quello di promuovere e realizzare una società più inclusiva. Tra i tanti temi affrontati anche quello che riguarda le grandi disabilità, per le quali è stata predisposta una possibile normativa sull’Assistente personale e sul caregiver familiare per favorire la Vita Indipendente e il potenziamento della soggettività alla vita concreta, adulta e quotidiana delle persone disabili, in particolare di quelle a grande rischio di isolamento. “L’auspicio – ribadisce il Segretario Santi – è che ogni persona possa realizzare il proprio percorso di vita all’interno della comunità di appartenenza, in rispondenza dei propri desideri, trovando nel contesto comunitario non solo un’occasione di inclusione, ma anche la possibilità di espressione del proprio valore, e dunque di contribuire come parte attiva alla costruzione del bene comune”.

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