“Il caso Monachese”

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Piccola premessa: il Dott. Nicolino Monachese, Direttore di UOC Terapia Intensiva, era in scadenza di contratto al 1 novembre 2019.

Il Dott. Monachese, nonostante potesse per legge essere prorogato fino al compimento dei 70 anni di età, per scelte personali e di opportunità, ha deciso di interrompere il suo rapporto con il nostro Istituto. Il Comitato Esecutivo dell’ISS, in analogia a quanto fatto in precedenza, aveva deciso di ricoprire il posto con bando di concorso già programmato per il mese di ottobre/novembre. Nel frattempo è arrivata l’ordinaria amministrazione e contestualmente alcune malattie lunghe di tre anestesisti che hanno messo in difficoltà il servizio.

La scelta di prorogare il dottor Monachese, che per 20 anni ha gestito con capacità e competenze la Terapia Intensiva senza che vi siano stati mai problemi durante la sua gestione, deriva da una richiesta del Direttore di Dipartimento Ospedaliero, che, in attesa della nomina del nuovo direttore di UOC Terapia Intensiva, ha chiesto di dare continuità organizzativa con il dottor Monachese, che con una nota di risposta si è reso disponibile a continuare a fornire il suo supporto attraverso la stipula di una convenzione e proponendo il potenziamento, anche in termini di ore aggiuntive, di professionisti qualificati per consentire la piena operatività della Terapia intensiva e delle attività di sala operatoria.

Il Comitato Esecutivo, nel condividere le proposte del Direttore di Dipartimento Ospedaliero e del Direttore UOC Terapia Intensiva, ha deliberato la proposta organizzativa, limitando la proposta fino al 31 dicembre 2019, prevedendo di espletare il bando nel primo bimestre 2020 per ovvi motivi di opportunità e scelte strategiche che potrebbero derivare da un nuovo Governo e da un nuovo Comitato Esecutivo.

La Segreteria di Stato ha immediatamente predisposto la delibera di autorizzazione da parte del Congresso di Stato, sulla base delle norme vigenti e consapevole della necessità di dare continuità ai fondamentali servizi erogati dal nostro Istituto per la Sicurezza Sociale. Delibera che è stata fermata da parte di alcuni Segretari di Stato che, diversamente da situazioni simili anche molto recenti, si sono opposti alla richiesta avanzata dall’ISS.

Veti imposti da certe parti politiche che strumentalizzano proposte tecniche necessarie per dare continuità a servizi fondamentali per garantire la salute a pazienti critici o che devono essere sottoposti a interventi chirurgici, non fanno bene al sistema sanitario e socio-sanitario sammarinese, un sistema pubblico e universalistico che va salvaguardato con ogni mezzo.

Veti che hanno molto il sapore della legge del taglione, della vendetta organizzata a tavolino verso chi si è permesso di rispondere alle critiche e alle bordate di una parte politica per difendere il nostro sistema sanitario e i nostri professionisti. Vendette che diventano assolutamente insopportabili se promosse da protagonisti che farebbero molto meglio ad astenersi completamente dall’esprimersi nel merito perché palesemente in conflitto di interessi, oppure da chi intende evidentemente utilizzare strumentalmente la sanità come terreno di conquista di consenso elettorale.

Auspichiamo che prevalga il buon senso e che si risolva al più presto questa empasse, esclusivamente nell’interesse degli assistiti ISS e non per strumentalizzazioni politiche che non fanno bene al nostro sistema sanitario pubblico.

cs SEGRETERIA DI STATO ALLA SANITÀ

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