Usl punta il dito sui “carichi di lavoro” all’interno dell’ISS

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di USL:

USL a pochi giorni dall’aver espresso pubblicamente forte preoccupazione per il ritardo nell’avvio della campagna vaccinale e alla situazione complessa riguardante l’RSA la Fiorina, si vede costretta ad intervenire nuovamente sull’ISS riguardo al personale.
È cosa nota che l’Istituto per la Sicurezza Sociale stia affrontando un momento di difficoltà dovuto alla pandemia che ha peggiorato la situazione, ciò però non significa che, per tale fatto, non si debbano rispettare le norme che regolano il rapporto di lavoro.
L’assenza di personale dipendente ISS comporta carichi di lavoro non più giustificabili; sono all’ordine del giorno le segnalazioni da parte dei dipendenti sull’impossibilità di proseguire con questa situazione.
Ferie e permessi rinviati per mesi, richiamo in servizio durante il giorno di riposo e doppi turni sono all’ordine del giorno.
La vicenda tocca trasversalmente tutto il comparto sanitario e socio sanitario ma tra le realtà più colpite troviamo citandone solo alcune, la RSA la Fiorina, la Terapia Intensiva, il Servizio Disabilità e Assistenza Residenziale.
Nonostante sia passato oramai un anno dall’inizio della pandemia poche (o nulle) sono state le soluzioni messe in campo dagli Organismi dell’ISS.
La situazione è arrivata ad una condizione di insostenibilità al punto che i lavoratori hanno maturato un numero di giornate “di riposo” non godute molto rilevante, arrivando a toccare punte di oltre 30 giorni.
“È doveroso ricordare come un lavoratore necessiti, per svolgere al meglio le proprie mansioni, di opportuni periodi di riposo e recupero psico-fisico e continuare con questa situazione, pretendendo dal personale ritmi non più sostenibili non giova a nessuno soprattutto ai pazienti e alle loro famiglie” commenta il Segretario FPI USL Marzi Mattia.
Occorre considerare innanzitutto che i lavoratori nell’anno appena trascorso hanno già vissuto momenti di forte carico lavorativo non beneficiando di lunghi periodi di stacco e, in secondo luogo, tenere in considerazione che l’orizzonte temporale che vedrà i lavoratori coinvolti nell’affrontare l’emergenza Covid, temiamo, sia ancora lungo. I momenti in cui far riposare i gli operatori saranno ancora più ridotti e la situazione sarà ancora più grave.
L’ISS come datore di lavoro è tenuto a garantire e tutelare il proprio personale mettendo in campo con urgenza immediate soluzioni.