Ciavatta: “Aumento evidente della variante inglese, serve massima cautela”

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Prosegue in mattinata il dibattito sul decreto n.22, “Aggiornamento e proroga delle disposizioni per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID- 19” e sull’approvvigionamento di vaccini anticovid. Nella replica del Sds per la Sanità Roberto Ciavatta, l’assicurazione che la campagna vaccinale inizierà “prestissimo”, ma anche un monito sulle previsione dei contagi nelle prossime settimane: “Siamo in una condizione estremamente grave- spiega Ciavatta- le regioni limitrofe sono tornate in zona arancione e c’è il rischio si apprestino ad avvicinarsi in zona rossa, noi abbiamo un aumento evidente della varianti inglese e la situazione potrebbe diventare esplosiva nelle prossime settimane”. Proprio in questo contesto delicato si inserisce l’avvio delle vaccinazioni nel Paese: “Dovremo vedere come affrontare le prossime due-tre settimane- prosegue il Segretario di Stato- nel momento in cui iniziamo una vaccinazione massiva abbiamo la necessità di garantire che non esplodano i nostri reparti”.

Nell’ultima parte della seduta, inizia l’esame dell’articolato del decreto: tra i primi emendamenti esaminati, viene approvato – con orientamento favorevole di governo e maggioranza- anche quello presentato da Repubblica futura, presentato da Andrea Zafferarani, all’articolo 3 Bis “Disposizioni riguardanti agli asili nido” che consente la rinuncia all’ammissione mantenendo l’iscrizione in graduatoria per tutta la durata dell’emergenza sanitaria.
I lavori si interrompono per la pausa pranzo e l’esame dell’articolato proseguirà nel pomeriggio.

Di seguito un estratto degli interventi della mattinata

Comma 13. Ratifica Decreti Delegati e Decreto-Legge

Decreto – Legge 12/02/2021 n.22. Aggiornamento e proroga delle disposizioni per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID- 19
Gerardo Giovagnoli, Npr
Ieri a San Marino è arrivata la fornitura del vaccino ‘ponte’ che non era quello attesa con il piano A, siamo stati costretti al piano B, perché ritardi e difficotà tecniche hanno spinto legittimamente su un’altra soluzione. Non mi dilungo sulla bontà della vaccinazione con un prodotto già di ampio utiizzo in diversi paesi: in Ungheria sono già arrivati a 650 mila vaccinazioni e non risultano problemi praticolari a seguito dell’inoculazione. Anche in mancanza della certificazione europea dobbiamo pensare sia un prodotto buono e funzionante. Volevo soffermarmi di più sull’aspetto di natura strategica e sulla capacità dei paesi di approvvigionarsi di prodotti vitali per i suoi cittadini. Una qualche lezione si deve intendere dalla vicenda delle ultime settimane e ha a che fare con la strutturazione della nostra diplomazia e con la nostra capacità di trattare. Sia nel campo finanziario che medico il Paese ha avuto negli ultimi giorni novità assolute: è la prima volta che San Marino va sui mercati internazionali ed è la prima volta che San Marino non segue il solito protocollo automatico di dotazioni di medicinali, ma trovandosi in urgenza, è ricorsa a un piano di contrattazione diretta con le case farmaceutiche e con la differenza che il vaccino sputnik non è prodotto da una casa farmaceutica ma è un vaccino di Stato. Quello che abbiamo ottenuto è un primo lotto di 7,500 dosi con cui far partire la vaccinazione, da qui ad arrivare al numero indicato dei 50 mila necessari direi che ci ritroveremo di nuovo a farci carico delle difficoltà riscontrate. Dovremo ragionare quindi sul futuro, le previsioni dicono che il virus non sarà facile da debellare, oppure il tema più a lungo termine è che nessuno può dirsi al riparo nel prossimo lustro e decennio dall’evolversi di nuovi virus. L’indicazione che mi sento di dare è di non ritrovarsi nella stessa situazione. Stiamo contrattando con l’Ue un accordo di associazione. Abbiamo riscontrato un problema quanto tutta l’Europa ha deciso di usare uno schema per l’approvvigionamento vaccini e noi siamo esclusi da questo percorso. Allora sarebbe bene rivolgere nell’ambito del negoziato con l’Ue questo tema fondamentale del’approvvigonamento farmaci e vaccini, se la prossima volta con Ue siamo inseriti in un ambito riconosciuto, non dovremo fare queste corse. La prossima volta bisogna fare in modo che accordi funzionanti per approvvigionamento siano già in essere. Dall’altro, chi ha possibiltà di trovare vaccini sono al 90% aziende private e al 10% Stati sovrani, questo tema deve essere considerato problematico. Uno dei temi fondamentali è dove vengono prodotti i vaccini. Per esempio in Italia non ci sono industrie in grado di farli. Lancio una provocazione forse fuori strada: se c’è una corsa all’insediamento di aziende che si occupano di vaccini in tutti i Paesi perché non indicare San Marino come possibile paese dove qualche aziendai vaccini li produca direttamente? Non facciamoci trovare più impreparati.
Stefano Giulianelli, Pdcs
Nessuna contrarietà allo sputnik, in questi giorni si legge che l’Ue stessa potrebbe aiutare a produrre il vaccino russo, che la Spagna ha aperto al farmaco e Mosca ha contattato un’azienda tedesca per procedere alla produzione congiunta. Il vaccino russo è già utiizzato in diversi Paesi dell’america latina e in Ungheria, paese Ue. L’approvvigionamento russo è un piano B, integrativo all’ approvvigionamento Ue. Nessun confine, i piccoli Stati devono poter assicurare una campagna tempestiva e sicura per sconfiggere la pandemia, il messaggio di San Marino è un ‘no’ a sovranismi e un ‘sì’ alla solidarietà tra nazioni, i vaccini vanno considerati un bene pubblico a cui tutti dovrebbero avere accesso senza discriminazione. Promuovere una sinergia di Stati per distribuire dosi, non tagliare fuori i paesi più poveri e vulnerabili è la richiesta dell’Accademia ponteficia che invita a promuovere accordi internazinali per gestire brevetti e assicurare l’accesso ai prodotti. Ora che il vaccino è arrivato in Repubblica non perdiamo tempo, avviamo la campagna vaccinale senza indugio indirizzandola in primis a personale medico e sanitario e a chi ne ha più bisogno.
Guerrino Zanotti, Libera
Finalmente ieri sono arrivati i vaccini, lo sputnik russo. Vanno bene tutti i ragionamenti fatti in quest’Aula e il fatto che la prassi consolidata all’interno della Repubblica sia già quella di utilizzo di medicinali non approvati da Ema o Aifa nel nostro Paese e si dice ‘è normale che oggi interveniamo con urgenza sul decreto legge 22 per andare a regolamentare la somministrazione del vaccino sputnik v’. E’ vero che c’è una prassi nell’uso di medicinali non Ema, ma se oggi sentiamo la necessità urgente su una norma per dare copertura all’uso dello sputnik V, evidentemente questo crea delle preoccupazioni. E’ normale, a livello politico ma ancora prima a livello medico-scientifico. se fino ad oggi abbiamo somministrato medicinali senza copertura normativa, comprendiamo comunque la necessità perhcè la campagna vaccinale è di portata maggiore. Ma non stupiamoci se vengono comunque espresse preoccupazioni e dubbi rispetto questi passaggi negli interventi che facciamo. Non è così peregrina l’idea di intervenire, prima ancora che politicamente in questo consesso con nuove norme, avere invece un supporto maggiore della comunità medico-scientifica. Anche rispetto a questo, le sollecitazioni arrivate non vanno trattate come fossero strumentalizzazioni o boutade per alzare il polverone. Al Sds Ciavatta una domanda: quali sono i tempi di avvio della campagna vaccinale?
Michela Pelliccioni, Dml
Abbiamo dati certi, la crescita di contagi, a causa anche della diffusione delle varianti, ma abbiamo però anche dei limiti nel settore economico, le nostre imprese stano soffrendo come mai prima d’ora,. Quindi accanto la necessità di tutela della salute dei cittadini, c’è la necessità altrettanto urgente di mettere in sicurezza il settore economico. Le soluzioni, per essere efficaci, devono trovare accettazione da parte delle persone. Sono scoppiati focolai nelle scuole purtroppo a causa di comportamenti in prima battuta definiti irresponsabii delle persone, che magari non sono andate a fare subito il tampone o non hanno rispettato la quarantena. Ma dobbiamo guardare cosa ci può essere dietro queste persone, possono avere situazioni di disperazione e terrore per il rischio di dover chiudere la loro azienda e lasciare a casa persone. Dovremmo riflettere su come anche la strategia di chiusura non sia stata sempre efficace. E sono convinta che i prossimi giorni saranno fondamentali per capire quali siano le linee di indirizzo da dare al paese per fare in modo di tenere in considerazione tutti gli aspetti. Anche quello psicologico relativo ai giovani, che stanno attraversando una sofferenza importante di mancanza di punti di riferimento.
Miriam Farinelli, Rf
Siamo in emergenza, abbiamo sbagliato il piano originario di approvvigionamento, ma dobbiamo guardare avanti e mettere in atto il piano B, la vaccinazion deve iniziare quanto prima per contenere l’epidemia e trovare speranza nella salute e nella ripartenza del paese. L’arrivo dei vaccini ha fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo, ma ora dobbiamo iniziare a lavorare. Lasciamo da parte le feste e le interviste trionfalistiche, perché dobbiamo correre, volare. Ora conteniamo le chiacchiere e iniziamo a lavorare.
Massimo Andrea Ugolini, Sds alla Giustizia
Mi sembra che abbiamo sempre lavorato per avviare la campagna vaccinale che abbiamo sempre ritenuto fondamentale. Abbiamo passato un periodo non semplice, alla luce delle produzioni contingentate delle case farmaceutiche. Lavorare non è stato semplice quando ogni giorno si scatenavano polemiche per il ritardo dell’arrivo dei vaccini. A latere del protocollo con l’Italia si è cercata una soluzione per l’ulteriore arrivo di vaccini, quindi il loro arrivo è un fatto importante, nei prossimi giorni si potrà procedere con la somministrazione alle fasce di popolazioni individuate e poi alla copertura di tutto il Paese. Senza fare tanti proclami questo governo ha lavorato e vuole lavorare per gestire i problemi. Gestire la pandemia non è semplice, chiederei un atto di responsabilità a tutti e disinnescare momenti di polemiche, l’unica cosa che ha bisogno il paese è di ripartire in fretta.
Vladimiro Selva, Libera
Mia convinzione personale è che lo sputnik V sia un’opportunità importante e che non abbia nulla da invidiare ad altri più difficili da reperire. Va però riconosciuto che il vaccino non ha certificazione europea e sarebbe stato meglio l’avesse, e avrei preferito che il nostro Paese avesse disponibilità vaccini già da un paio di mesi, come avvenuto nella stragrande parte dei paesi in occidente. E’ vero che è stato fatto un accordo con l’Italia e non c’erano vincoli su tempi e forniture minime, quindi è difficile dire non sia stato rispettato. Ma è evidente che un governo ha il dovere di tutelare la sua popolazione ed è legittimo trovare un’altra strada, stupisce non ci sia stata per tempo attenzione per altre strade. La soluzione di ‘ripiego’ arriva solo a fine febbraio. Avendo tante questioni aperte con l’Italia e l’Europa, non è che per coglier eun frutto si sega l’albero? Credo ci sia una questione diplomatica importante e mi auguro sia stata ben gestita. Sul decreto: noi formalizzeremo una prassi con l’emendamento del governo che prevede l’acquisto in territorio di prodotti non certificati Ema o Aifa. Non è sbagliato, è impossibile non farlo in questo momento, non possia permetterci di non procedere a fare vaccini, però attenzione, si ragioni anche in prospettiva.
Mariella Mularoni, Pdcs
Esprimo soddisfaizne per il risultato dell’arrivo vaccini e per l’avvio della campagna vaccinale, risultati non scontati. E’ noto che, non essendo San Marino parte dell’Ue, non è stato possibile avere percorsi privilegiati come per gli Stati membri e ciò ha prolungato l’accesso agli approvvigionamenti. Oggi però abbiamo la speranza di iniziare a vaccinare la cittadinanza, la copertura deve iniziare a breve termine, in questi giorni i contagi stanno aumentando, soprattutto in ambito scolastico E’ il momento di ripartire, l’economia non può sopportare ulteriori blocchi e restrizioni, il tempo stringe, dimostriamo che questo governo è in grado di dare alla cittadianza risposte adeguate e non possiamo aspettare ulteriormente.
Rossano Fabbri, Mis
Il decreto odierno e l s ituazioe sanitaria ci spingono a riflessioni generali. Abbiamo avuto modo di testare sulla pelle della cittadinaza il prezzo pagato in ambito economico per essere rimasti nel nostro mondo ovattato, fuori da un processo di integrazione che nasce ormai lustri fa. Oggi vediamo i risultati del nostro conservatorismo e del nostro fregarsene di un processo di territori che si uniscono e lo vediamo negli effetti sulla salute pubblica. Se avessimo favorito questo processo in passato non saremmo oggi l’unico Paese europeo a non aver iniziato le vaccinazioni. Ora finalmente inizieranno in un momento drammatico e preoccupante, a seguito dell’arrivo varianti è infatti aumentata l’incidenza della contagiosità.
Alessandro Bevitori, Libera
Per noi di Libera è una buona notizia l’arrivo dei vaccini. Siamo stati i primi a spronare il governo già da gennaio, dopo un contratto siglato con punti deficitari, senza data e altri punti che potevano essere negoziati meglio. Poco importa, aihmè, che il nostro Odg sia stato bocciato, magari fossimo partiti prima, magari qualche problema in più ce lo saremmo risparmiato. Quando arrivano iniziative dall’ opposizione non bocciamo per partito preso solo perché arriva dall’opposizione. A noi non interessa mettere bandierine.
Matteo Zeppa, Rete
Ho condiviso e apprezzato molto di alcuni interventi dell’opposizione, ma se si utilizzano microfoni ancora per attacchi strumentali e per farsi sentire che si è in Aula- anche se non si è mai qui- lascia il tempo che trova. Non c’è alcuna euforia, c’è contentezza per l’arrivo dei primi vaccini. ma non c’è nessuna vittoria. Nella passata commissione sanità, il Segretario ha proposto lui stesso ai membri della commissione di fare domande, io ero presente e ho apprezzato molto il suo atteggiamento. Qui si deve uscire dal gioco al massacro. Qui c’è da salvaguardare la salute pubblica. Ed è stato fatto, con tutte le difficoltà del caso. Chi vuole far serpeggiare all’interno di equilibri politici chi ha fatto più o meno è smentito. Ho visto lavorare alacremente tutte le segreterie di Stato in maniera singergica. Poi le critiche alla conferenza stampa…allora ci sarebbe stato chi si lamentava di non informare la cittadinanza. Se noi pensiamo che ieri si sia segnato lo zero assoluto e inizi la ripartenza per tutto quanto, vedendo anche i dati dei nuovi contagi, forse non ci stiamo dicendo la verità. Personalmente credo, ma non lo dico io, che nel momento in cui ci sarà la vaccinazione totale, i presidi che usiamo anche oggi, mascherine e distanziamento, e le varie accortezze, devono essere mantenute. Scansiamo la questione che una volta vaccinati siamo tutti a posto.
Mi è sembrato di capire che qualcuno ha voluto accusarci di voler fare ‘banditismo internazionale’, ma lo ha spiegato bene ieri il Sds Gatti: se i vaccini sono arrivati vuole dire che all’Italia va bene, che lo sa. Non è una vittoria di qualcuno, ma un lavoro di equipe. Siamo piccolo stato ma ci siamo mossi in modo enorme con l’aiuto di tutti. Ringrazio il governo, gli staff delle Segreterie e chi si è messo a disposizione che sta continuando a facilitare l’arrivo dei vaccini per partire con una campagna vaccinale massiva a San Marino.
Francesco Mussoni, Pdcs
Questo dibattito sembra sancire la fine di una fase della nostra sanità pubblica, in cui si discuteva di vaccini che non arrivavano. Quella fase è chiusa perché i vaccini sono arrivati e nei prossimi giorni arriveranno altri vaccini che abbiamo chiesto da mesi. Sicuramente questo decreto sancisce la fine di quella fase. Dice bene Zeppa, non dimentichiamoci che siamo in piena pandemia e non possiamo abbassare la guardia in tema di presidi di sicurezza. Con questo decreto passiamo da una prassi non codificata a una fase codificata, l’Iss potrà provvedere alla somministrazione di determinati farmaci se autorizzati da una serie di agenzie e noi lo specifichiamo: è un passaggio tecnico qualificante che sottrae la politica al discorso ‘il vaccino è valido o no’, altrimenti rischiamo di fare un talk show senza fondamento scientifico. Ai tecnci diamo la possibilità di fare la valutazione scientifica. Credo sia un provvediento qualificante che dà supporto legislativo ai tecnici che devono fare queste valutazioni. E’ chiaro che questo decreto non riguarda il tema dei ristori e del sostegno all’economia: oggi si apre anche la fase di sostegno economia, abbiamo ricevuto dei fondi e adesso la politica deve affrontare nei prossimi giorni con serietà questo altro aspetto di esasperazione, le aziende di qualunque settore sono famiglie e persone. Il mio gruppo sostiene con convinzione il decreto e l’emendamento che il congresso propone all’aula che disciplina la fase di autorizzazione.
Sara Conti, Rf
Certamnte siamo tutti contenti di poter iniziare oggi la campagna vaccinale dopo mesi di preoccupazioni sui ritardi, ma nostro compito è anche sollevare dubbi sulla vicenda e sottolineare che, al di là dei trionfi, qualcosa è andato storto. E’ doveroso da parte vostra far capire cosa non ha funzionato e perché a due mesi dall’sottoscrizione dell’accordo con l’Italia si è arrivati alla sottoscrizione di una intesa con la Federazione russa. In accordo con l’Italia, il fatto non siano indicate dosi minime o date, rende questo accordo un po’ vago. Quando diciamo che l’Italia ha disatteso l’accordo non credo sia così: entro il primo trimestre -che finirà a fine marzo- è il termine indicato per la prima consegna e ci rientriamo. Altro punto non chiaro sulle dichiarazioni pubbliche dei segretari di Stato: si è parlato di problemi tecnici e meccanismi che hanno complicato le cose. Mi fa pensare ci siano problemi di gestione e che non soddisfiamo richieste di tipo gestionale? Sarebbe grave perché è da agosto che ci stiamo preparando. Non basta dire l’accordo con l’Italia è stato disatteso perché così non è. Non possiamo far sì che l’euforia del momento ci faccia dimenticare che sono i mesi passati, che se avessimo voluto avremmo potuto vaccinarci con il vaccino russo già da dicembre. Ci siamo sentiti prima dire che non si poteva e che ‘meglio di così non si poteva fare’. Non ci basta, ci servono risposte chiare e le pretenderemo.
Gloria Arcangeloni, Rete
Il consigliere Conti era presente in commisisone sanità, sono stati spiegati tutti ipassaggi, e i reali motivi per cui non sono arrivati i vaccini. A San Marino non siamo pronti? Siamo prontissimi, il piano vaccinale c’è da tempo, sappiamo invece delle difficoltà per Pfizer e altri vaccini e che a dicembre non si poteva avere lo sputnik, non era ancora disponibile. La commissione era il momento di prendere le informazioni, non si prendono da testate giornalistiche che le manipolano ad arte.
Denise Bronzetti, Npr
Le critiche mosse sia nei confronti Sds Sanità, e in maniera più allargata all’esecutivo e alla maggioranza che lo sostiene, sulla gestione dei vaccini siano davvero ingenerose da parte delle forze di opposizione. Per quanto riguarda la gestione Iss, onestà intellettuale vorrebbe si riconoscessero gli sforzi fatti nel prendere in mano l’istituto e luna delega del segretario difficile in ragione di errori commessi nella passata legislatura e della gestione di quella segreteria di Stato. I dati sono stati forniti e lo saranno qualora lo venga richiesto nelle sedi preposte come la commisisone consiliare, ed è anche una gestione difficile. Non sfuggirà a nessuno, perché è noto a tutti, che ci sono rapporti di forza tesi e importanti all’interno dell’Iss e spesso si può finire anche sotto il fuoco amico e non ce lo possiamo negare. Questo complica notevolmente il ruolo di chi per delega ha la responsabilotà di gestire un comparto complesso con l’Iss.
Non sfuggirà a nessuno quanto la questione vaccini abbia a che fare con il difficile equilibrio geopolitico. Vogliamo per forza criticare le modalità con cui si è gestito il rapporto con Italia e Ue, piutttosto che, ad un certo punto, di fronte oggettive difficoltà, perché ci si sia rivolti altrove? Non sfugge a nessuno quanto questioni relative alle forniture dei vaccini si intersecano con rapporti bilaterali e multilaterali, è un equilibrio delicato e non scontato. Su questo avremmo dovuto ragionare meglio piuttosto che, in uno scontro tra maggioranza e opposizione, sentire voci su tutte le questioni possibili e immaginabili. Non possiamo farla passare come un posizionamento diverso di questo Stato nello scacchiere mondiale. Vorrei ci fosse lo sforzo dell’aula a gestire meglio percorsi che anche nella passata legislatura si sono verificati, per esempio anche nell’esito della ricerca di quelli che potevano essere aiuti economici per lo stato. Se vale da una parte, deve valere soprattutto di fronte a una pandemia monidale.
Roberto Ciavatta, Sds alla Sanità replica
La campagna inizia prestissimo, ci auguriamo la velocità con cui i medici riuscirano a gestirla possa permettere in poche settimane di avere un avanzamento consistente in grado di coprire tutte le fascie più a rischio. Nel frattempo vi chiedo responsabità come aula: il protocollo tanto vituperato con l’Italia e l’Ue sta andando avanti con tutti i ritardi, ma va avant. Continuare a dire che ‘fa schifo’ significa dire al loro ministero e al loro commissario straordinario che hanno lavorato male. Sta anche quello dando i suoi frutti, cerco di non dare informazioni finché non abbiamo esiti, ma le strade vanno avanti. Quando si ripete che un Odg dell’opposizione non è stato approvato, ci si dimentica di dire che non sia stato approvato per il semplice fatto che il mandato che forniva era già percorso e i canali che chiedevao di aprire erano già aperti. Se volete continuare a dire che è grazie all’opposizione che si sono aperti dei canali, va benissimo, ma quei canali che stanno inziando a dare i suoi frutti, canali istituzionali, erano già aperti. Noi ci siamo mossi su canali formali e istituzionali con i tempi richiesti da trattative e accordi e tutti quelli su cui ci siamo mossi sono stati portati a casa. A sentire certi interventi, allora lo sputniklo potevamo avere ad agosto, visto che in Russia hanno iniziato a vaccinare ad agosto, ma si ha un dibattito frustrante. I canali sono numerosi e tutti ancora in corso: San Marino quando sarà nelle condizioni di iniziare la vaccinazione sarà anche nelle condizioni di finirla prima di altri. Vediamo difficoltà di tutti paesi. Il problema rimarrà perché la produzone di vaccini a livello mondiale non potrà aumentare più di tanto, a meno che non ci siano accordi tra case farmaceutiche per avere più catene produttive interne agli Stati, come sta facendo l’Italia, se no la penuria di vaccini continuerà fino a settembre. Mentre nel circondario sono tutti preoccupati del fatto che in breve tempo potremo trovarci più avanti nell vaccinazione, noi qui dentro continuiamo a dirci che fa tutto schifo. L’Italia è stata estremamente collaborativa, in poche ore abbiamo sottoscritto accordi, ma quando poi la palla passa alle case a farmaceutiche che non riescono a garantire la produzione modiale, il livello di priorità di un paese che chiede 10 mila dosi non è elevato. Non siamo al centro del mondo. Altri canali possiamo percorrerli ma nel momento in cui abbiamo dimostrato di aver percorso tutte le strande con i paesi limitrofi. Avere lo sputnik come stock aggiuntivo è un conto, un conto è farlo arrivare a dicembre, sarebbe stato come dire ‘ce ne freghiamo e andiamo avanti sulla nostra strada’. E’ stato chiesto se l’Italai è al corrente di questo acquisto. Certamente sì, ed è talmente evidente che sia così. In questo periodo non è semplice far entrare in iIalia vaccini anticovid, appena arrivano alla dogana vengono smistati solo con l’autorizzazione del Ministero della salute, noi ci siamo attivati con il ministero che ha contattato la dogana aeroportuale per dare indicazioni sul loro transito.
Così come questa mattina la mia Segreteria ha intrattenuto colloqui con il Consolato americano di Firenze: anche in quel caso abbiamo necessità di dire che la scelta sputnik non è una scelta prima e ultima, ma una scelta emergenziale di un paese che ha tentato tutte le strade per acquisire vaccini Ema, ma non ha trovato ad oggi soluzione.
Noi siamo in una condizione estremamente grave, le regioni limitrofe sono tornati in zona arancione e si apprestano ad avvicinarsi in zona rossa, noi abbiamo un aumento evidente della varianti inglese e la situazione potrebbe diventare esplosiva nelle prossime settimane e dovremmo vedere come affrontare le prossime due-tre settimane, nel momento in cui iniizamo una vaccinazione massiva abbiamo necessità di garantire che non esplodano i nostri reparti.
Poi il ‘caro segretario lei è inadeguato, è stato salvato dal segretario agli esteri e dovrebbe ritirarsi’ in modo di mettere frizioni tra il governo: il governo opera in modo molto collegiale e produttivo in questa fase e non credo dovremo cercare di fare delle pagelle. Le soluzioni le trova il governo insieme, se in poche settimane sono arrivati risultati su più fronti è un governo utile al paese.
Luca Boschi, Libera
Nessuno dice che lei sta affrontando situazione facile. Noi siamo entusiasti fino alla commozione per l’arrivo dei vaccini e lo sono tutti i cittadini, allo stesso modo dico che siamo arrabbiati per i ritardi con cui i vaccini sono arrivati, non mi sembra una posizione contradditoria.
Nicola Renzi, Rf
Alcuni segretari di Stato hanno rilasciato dichiarazioin pubbliche in cui dicevano che l’Italia stava disattendendo gli accordi, sono dichiarazioni che non fanno bene. Le dichiarazioni di Ciavatta da quando ha iniziato a parlare di vaccini erano rassicuranti: noi abbiamo scelto una strada, quella della nostra collocazione geopolitica con l’Ue e con l’Italia, poi signori, se vogliamo dirci la verità diciamocela, se no va bene così, ma non è utile. Ai cittadini si può dire che c’è la corsa ai vaccini e diciamo cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Credo dai numeri che abbiamo che San Marino si trova pienamente nella terza ondata e bisogna guardare avanti 1) se i contagi continuano siamo in grado di iniziare una campagna vaccinale? 2) si sta guardando come contemperare all’aumento di casi con la campagna vaccinale? 3) quello che ci chiedete oggi, di inserire due emendamenti in un decreto, su cui abbiamo già detto si, non si poteva pensare 2 o 3 mesi fa? Giuseppe MariaMorganti, Libera
Abbiamo presentato anche un nostro emendamento per prevedere che non sia la politica che decida strategie scientifiche per la selezione di farmaci.
Andrea Zafferani, Rf
Sono stati coinvolti gli organi tecnici del nostro paese rispetto alle decisioni degli ultimi giorni sull’ approvvigionamento e utilizzo dello Sputnik? Lo chiedo e mi riferisco ad Autority e comitato di bioetica. E cosa hanno detto a riguardo? Altra domanda al Segretario: il piano vaccinale prevedeva che nel nostro paese sarebbero stati usati solo vaccini autorizzati Ema e li elencava. Da questo documento pare che i nostri tecnici avessero preso una linea e che tale fosse anche quella del governo. Chiederei su questo se c’è in programma la revisione del piano vaccinale sulle mutate condizioni di approvvigioamento. Quando parlavo di accordo pessimo con l’Italia, non c’è nessuna accusa all’Italia, ma si sottolinea che abbiamo firmato noi un accordo non tutelante. Sui prossimi decreti: quale è la linea che intende prendere il governo?