“Sputnik, nessuna trattativa in corso con le Regioni a noi vicine”

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Non c’è nessuna trattativa in corso della Repubblica di San Marino con l’Italia o con le Regioni limitrofe- Marche ed Emilia Romagna- per il loro approvvigionamento di Sputnik V. Tutto il resto ad oggi sono solo “suggestioni”. In Commissione Affari Esteri, riunita oggi a Palazzo Pubblico, il segretario di Stato Luca Beccari risponde in comma Comunicazioni alle sollecitazioni dei consiglieri di opposizione che chiedono chiarimenti sulle notizie apparse sui media sul possibile ruolo del Titano nella fornitura del vaccino russo all’Italia, anche all’indomani dell’incontro avuto con una delegazione sammarinese con il senatore Matteo Salvini.
“Abbiamo sempre sostenuto che lo Sputnik è una integrazione di stock rispetto alla via maestra dell’approvvigionamento con l’Italia- chiarisce il Segretario di Stato per gli Affari esteri- Tutto quello che è venuto fuori dopo, in parte alimentato dalla curiosità dei media, sono solo suggestioni, non ha senso immaginarci noi come Stato che due settimane fa non aveva un solo vaccino in casa, e adesso si mette a rifornire altri Paesi, non ha ragion d’essere”
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Diversamente, a San Marino potrebbe interessare una collaborazione, se ci fossero in futuro le condizioni, per la copertura dei lavoratori frontalieri: “Quello che c’è di vero è il fatto che chiaramente nell’ipotesi che San Marino possa avere- non oggi ma tra uno o due mesi che sia- una disponibilità di vaccino diversa da oggi, si potrebbero valutare forme di collaborazione con territori limitrofi e ragionare anche sul tema dei frontalieri che rappresentano numericamente un 20% della popolazione residente”. Una percentuale non indifferente per il piccolo Stato che punta alla vaccinazione del 70% dei suoi residenti per ottenere l’immunità di gregge: “Se guardiamo al rischio contagio e vacciniamo il 70% della popolazione ma abbiamo la presenza quotidiana in territorio di un 20% di frontalieri, il rischio è ben superiore”.
In ogni caso, qualsiasi accordo dovrebbe passare a livello governativo: “Se si fa, lo si fa nel quadro di un’intesa prima con il Ministero della Salute e poi con le autorità locali”, puntualizza Beccari che smentisce eventuali dichiarazioni contrarie apparse sulla stampa italiana. “Non abbiamo firmato accordi né con le Marche, né con l’Emilia-romagna per la somministrazione dei vaccini”, chiarisce. Si sofferma anche sull’ipotesi di acquisto di altre partite di Sputnik: “E’ tutto in divenire, da lunedì è iniziata una consegna dei vaccini Pfizer, poi arriveranno i Moderna dal canale Italia- Ue, in base alla proporzione stabilita- spiega- Se non ci saranno interruzioni, settimanalmente riceveremo in maniera costante i vaccini. Possiamo valutare di prendere stock aggiuntivi, ma sono tutte valutazioni aperte che non hanno portato a una decisione finale”. Priorità resta la vaccinazione dei sammarinesi: “Adesso dobbiamo pensare alla nostra campagna vaccinale per vaccinare i residenti nel più breve tempo possibile- manda a dire- poi ci sono i sammarinesi che vivono fuori territorio, i frontalieri, persone che vivono quotidianamente il nostro territorio, però dobbiamo stare dentro la realtà: fino ad oggi San Marino ha ricevuto meno di un terzo del suo fabbisogno rispetto alla copertura del 70% della popolazione”.

Concluso il comma Comunicazioni, i lavori sono passati alla presa d’atto dell’Accordo di sede fra la Repubblica di San Marino e l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e al riferimento del Segretario di Stato sulla risoluzione conclusiva e sul verbale della 45^, 46^ e 47^ Consulta dei cittadini sammarinesi all’estero. I lavori sono proseguiti in seduta segreta per affrontare il comma relativo al riferimento del Segretario di Stato per gli Affari Esteri sullo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con l’Unione Europea e al successivo dibattito.

Di seguito un estratto sul dibattito della mattina.

Comma 1. Comunicazioni.

Paolo Rondelli, Presidente

Una comunicazione relativa agli incontri con il Gruppo di amicizia interparlamentare del Regno unito, giovedì scorso c’è stato un primo incontro di contatto con un rappresentate di ogni gruppo consiliare, credo sia stato di grande cortesia. Ci siamo lasciati dicendo di dare una periodicità a questo tipo di incontri anche per cominciare ad affrontare temi specifici, è emerso il tema della definizione di un accordo di protezione degli investimenti per favorire anche una relazione di tipo economico con alcuni settori del Regno unito. Possibilmente, si è proposto anche uno scambio di visite reciproche, a Londra e a San Marino.

Altra comunicazione: lo scorso gennaio ho chiesto un riferimento all’Ufficio attività sul controllo del consolidamento delle residenze. Ci stanno lavorando e hanno abbozzato una serie di dati sulle pratiche in essere, ho chiesto ai colleghi del Dipartimento Affari esteri e Affari giuridici che si occupano di residenze di aggiungere elementi per una maggiore valutazione. Credo nella prossima commissione di aprile potremo affrontare una discussione e le analisi casistiche.

Luca Beccari, Sds Affari Esteri

Non ho comunicazioni specifiche da fare, rispetto ai comma in esame, se ci sono domande da parte dei commissari sono a disposizione.

Francesco Mussoni, Pdcs

Ringrazio il Presidente per il riferimento sull’incontro con alcuni parlamentari inglesi, ci tengo a sottolineare l’opportunità di svolgere questo tipo di relazioni, spero sia la premessa per incontri volti a sugellare un asset importante con il Regno unito. Ritengo sia quindi da continuare l’iniziativa nei prossimi mesi anche con incontri nei nostri paesi perché nascano progetti a sostegno di cultura e economia. Credo sia una modalità da svolgere anche con altri Paesi, in passato si parlava di Russia e Cina e altri paesi in cui le delegazioni del nostro Consiglio e della Commissione esteri possano avviiare un’azione di contatto parlamentare e istituzionale che può aiutare l’iniziativa di San Marino nel mondo.

Alessandro Bevitori, Libera

Sui dati delle residenze il mio auspicio è che siano il più fruibili possibile e compatibili con i lavori della commissione. Questa commissione è investita dal compito di poter valutare il mantenimento di una residenza quando il richiedente non ha mantenuto gli impegni assunti nel momento di presentazione della richiesta di residenza. Nella scorsa commissione si è condiviso un modello in cui da una parte fosse posto il nominativo del richiedente, poi una colonna con gli impegni assunti e un’altra con ciò che non è stato mantenuto. I dati devono essere fruibili e agili per poter valutare il mantenimento o la revoca della residenza. E’ una raccomandazione a priori.

Quindi sugli incontri fatti a livello interparlamentare, non faccio che raccogliere con grande soddisfazione che in questa legislatura ci sia stato un apprezzamento su questo tipo di attività estremamente importante, in particolare con il Regno unito è importante per capire i problemi che sta vivendo con la Brexit, ma sarebbe bene avviarli anche con Cina, Russia, Australia…più creiamo queste relazioni meglio è per la Repubblica.

Infine, sull’incontro con il Senatore Salvini a Roma: vorrei sapere se si è parlato del caso ‘targhe’, lui è stato estensore del Decreto sicurezza che ha creato tanti problemi alla Repubblica e oggi i problemi non sono risolti, chiederei se ci sono novità in questo senso, lo chiedo al Segretario e alla luce dell’incontro avuto con Salvini, è un problema che sta andando nel dimenticatoio ma è tuttora un problema.

Nicola Renzi, Rf

La questione ‘vaccini’ sta diventando un po’ confusionaria, forse sono io che mi sto perdendo. Sono convinto abbiate fatto bene ad andare da Salvini, però dal resoconto di quella missione non ho capito alcune cose, allora Segretario gliele chiedo. A me sembra che noi abbiamo fatto un accordo con l’Italia l’11 gennaio scorso che doveva riguardare la fornitura di vaccini dall’Italia a San Marino. Ci sono varie dichiarazioni fatte da diversi Segretari di Stato intorno dicembre-gennaio sul fatto che quello fosse il punto unico per l’approvvigionamento: la via maestra era l’Ue tramite l’Italia. Poi malgrado il protocollo vigente, siamo stati due mesi senza vaccini perché dall’Italia non erano arrivate le forniture, anche perchè il protocollo non dava tempistiche precise. Poi si arriva allo Sputnik, il governo ha deciso di percorrere altre strade – e io credo si potesse fare anche molto prima- oggi però io non mi trovo più, le ultime cose lette dalla stampa italiana sono che ora San Marino diventerà fornitore di vaccini per l’Italia. (Ndr: Renzi dà lettura di un articolo di “Italia Oggi” in cui sono riportate le dichiarazioni del sindaco di Montegrimano, Elia Rossi, e in cui si riporta che San Marino ha già vaccinato tutta la sua popolazione e che le Marche, in particolare la provincia di Pesaro- Urbino, a partire dai frontalieri, attendono dosi da San Marino). Insomma veniamo a scoprire che con il Ministro Speranza faremo un nuovo accordo per fornire noi lo Sputnik. A me pare di sognare. Lei Segretario ha fatto le uniche dichiarazioni di buon senso sentite da parte del governo e le chiederei a che punto è la nostra fornitura vaccinale: Quanti ne abbiamo e quanti prevediamo che arrivino e da chi? Quanti pensiamo ne arriveranno nei prossimi giorni? E che numeri pensiamo di riuscire a vaccinare nel tempo, quando pensiamo di riuscire a chiudere la nostra campagna vaccinale nella Repubblica di San Marino? Credo serva un punto fermo che chiarisca le scelte del governo e che dica le verità, se no, non si possono illudere frontalieri e creare misunderstaning tra sammarinesi.

Paolo Rondelli, Rete

Il buon giornalismo dovrebbe verificare fonti, dare notizie di questo genere credo non sia responsabilità di un governo, ma di un giornalista che non dà informazioni corrette e non si informa, gli basterebbe guardare il sito dell’Iss per verificare se tutta la popolazione è stata vaccinata o meno.

Andrea Zafferani, Rf

Nell’articolo c’è un virgolettato del sindaco di Montegrimano, Elia Rossi, che sostiene che San Marino abbia dosi a sufficenza per rifornire prima i frontalieri, poi il circondario, io non credo questo sindaco si sia inventato di sana pianta queste parole. Il Segretario smentirà. Oppure se non c’è del vero o se c’è del ‘in progress’ mi piacerebbe saperlo. Non sono tanto preoccupato delle parole del giornalista che si lascia un po’ andare, ma delle dichiarazioni di un sindaco. E vorrei sapere se c’è un lavoro in corso oppure no.

Luca Beccari, Sds Affari Esteri

Il tema vaccini è un tema affrontato sulla base di una serie di condizioni e del contesto: San Marino in quanto Paese terzo Ue non aveva possibilità di partecipare al meccanismo unico di approvvigionamento dell’Ue. Il sistema Covax, lo stesso, non ha avuto successo nella fase iniziale della campagna vaccinale. L’Ue si è espressa dicendo che potevamo acquistare vaccini da Stato terzo e già prima, a settembre, avevamo iniziato a negoziare con l’Italia il testo dell’accordo firmato a gennaio. Il tema vaccini è stato affrontato anche a fine novembre durante la visita del’ex sottosegretario Scalfarotto a San Marino che aveva confermato la volontà dell’Italia. In Italia i vaccini sono arrivati il 27 dicembre. Il nostro accordo con l’Italia è arrivato esattamente come doveva arrivare in base alla disponibilità italiana. I tempi di maturazione delle scelte fatte poi credo abbiano un valore: un conto è acquistare un vaccino non approvato Ema dopo che altri 30 Stati abbiano iniziato a usarlo- e quindi attendere anche di vedere l’evoluzione di questo prodotto sul mercato- un conto è fare una scelta nei primi passi della sua introduzione sul mercato. Se San Marino si fosse approvvigionato esclusivamente con lo Sptunik si sarebbe preclusa la possibilità di avere altra tipologie di prodotti e sappiamo tutti quanto sia importante avere una varietà di vaccini, perché la sperimentazione per nessuno dei vaccini ha avuto corso ‘normale’ sul lungo termine, e ogni vaccino è stato caratterizzato per l’uso a certe tipologie di assistiti o di certe età. Ci siamo quindi adattati all’evoluzione del contesto. L’accordo con l’Italia resta la via maestra, è una questione di numeri, prevede 50 mila dosi. Abbiamo poi scelto lo Sputnik perché dalla firma dell’accordo c’è stato un ritardo non dipendente dalla volontà politica né di Italia, né dell’UE, ma dovuto al fatto che questa fornitura, che sembrava potesse essere semplicemente ceduta dall’Italia rispetto al suo contingente, ha invece richiesto successivi contratti e accordi con il fornitore. I vaccini hanno tutta una serie di prerogative nella consegna, nel mantenimento della catena del freddo…etc. è anche un rischio per uno Stato acquistare troppi vaccini tutti in una volta. Non è una merce normale. Ci avremo messo un po’ più di tempo, ma abbiamo scelto di evitare canali che non garantissero una perfetta qualità del prodotto. Forse potevamo averli prima, ma non so se ci avrebbe garantito comunque di rispettare delle prescrizioni inderogabili. Anche le valutazioni scientifiche sullo Sputnik dei nostri comitati si sono potute basare a febbraio su evidenze e dati che a dicembre non c’erano. Credo che la comunicazione che il congresso di Stato ha fatto fin dalla prima conferenza stampa sullo Sputnik sia stata sempre chiara.
Abbiamo sostenuto che lo Sputnik è una integrazione di stock rispetto alla via maestra con l’Italia. Tutto quello che è venuto fuori dopo, in parte alimentato dalla curiosità dei media, sono solo suggestioni. Non ha senso immaginarci noi come Stato che due settimane fa non aveva un solo vaccino in casa, adesso si mette a rifornire altri Paesi, non ha ragion d’essere. Quello che c’è di vero in questo ragionamento e che lo Sputnik ha indirettamente provocato, è il fatto che chiaramente nell’ipotesi che San Marino possa avere- non oggi ma tra uno o due mesi che sia- una disponibilità di vaccino diversa da oggi, si potrebbero valutare forme di collaborazione con territori limitrofi e ragionare anche sul tema dei frontalieri che rappresentano numericamente un 20% della popolazione residente e per noi non è indifferente che il 20% delle persone che circolano quotidiamente a San Marino siano vaccinati o no. Se guardiamo il rischio contagio, se vacciniamo il 70% della popolazione, ma abbiamo frontalieri, il rischio è ben superiore. Poi si possono fare valutazioni nei rapporti socioeconomici con i territori limitrofi, ma abbiamo sempre detto che se si fa, lo si fa nel quadro di un’intesa prima con il Ministero della Salute e poi con le autorità locali. Sinceramente faccio fatica a rispondere a dichiarazioni di altri. Non abbiamo firmato accordi né con le Marche, né con l’Emilia-romagna per la somministrazione dei vaccini. E’ evidente che non abbiamo vaccinato tutta la popolazione residente, andiamo avanti con la linea già tracciata: collaborazione che passa da Roma e si sposta se ci sono le condizioni con i territori vicini.
San Marino può comprare altro Sputnik? E’ tutto in divenire, da lunedì è iniziata una consegna dei vaccini Pfizer, poi arriveranno i Moderna dal canale Italia- Ue, in base alla proporzione stabilita. Se non ci saranno interruzioni, settimanalmente riceveremo in maniera costante i vaccini. Possiamo valutare di prendere stock aggiuntivi, ma sono tutte valutazioni aperte che non hanno portato a una decisione finale.

Sul tema vaccini credo si debba avere molta concretezza e si debba trattare con lucidità questa tematica, come con lucitdità abbiamo scelto di fare questo percorso. Adesso dobbiamo pensare alla nostra campagna vaccinale per vaccinare i residenti nel più breve tempo possibile, poi ci sono i sammarinesi che vivono fuori territorio, i frontalieri, persone che vivono quotidianamente il nostro territorio…però dobbiamo stare dentro la realtà: fino ad oggi San Marino ha ricevuto meno di un terzo del suo fabbisogno rispetto alla copertura del 70% della popolazione.

L’incontro con Salvini: si è montato anche qui un caso che non aveva ragione di essere. Stiamo parlando di un senatore italiano, esponente politico di primo piano, che ha espresso la volontà di confrontarsi sul tema vaccini, valorizzando l’opportunità di una collaborazione con San Marino, non credo sia venuta fuori una immagine diversa dalla filosofia che vi ho sintetizzato.

Altri temi: il tema targhe non è mai stato accantonato, tra l’altro abbiamo anche recentemente sollecitato, al di là della possibilità di intervenire con un ulteriore emendamento sul testo della norma, per circolari ministeriali che chiariscano aspetti amministrativi almeno sui frontalieri. I casi segnalati ultimanetne non sono stati molti, è bastato poco per risolvere le problematiche. Certamente quell’emendamento presenta un passo in avanti, ma non è stato risolutivo e bisogna continuare a insistere. Negli ultimi mesi dalla controparte c’è stata una presa di coscienza che quella norma ha finito per penalizzare di fatto italiani che legittimamente utilizzano veicoli con targhe sammarinesi.

Sulle residenze: sono d’accordo sul fatto che dobbiamo utilizzare sempre il buon senso, ci sono impegni assunti all’atto della domanda di residenza che valutiamo e monitoriamo per vedere se il progetto aziendale si è sviluppato e se ci siano discrepanze squalificanti o accettabili, bisogna tener conto che l’azienda subisce adattamenti a tanti fattori.

Comma 2. Esame, ai sensi dell’art. 1, ultimo comma, della Legge n.13/1979 così come modificato dall’art. 1 della Legge n. 100/2012, dell’Accordo di sede fra la Repubblica di San Marino e l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, firmato a San Marino il 12 febbraio 2021

Paolo Rondelli, Presidente

La nuova sede di un organismo internazionale a San Marino organismo è un’opportunità di crescita per i giovani, è comparsa la prima offerta di lavoro, è un passo importante che stiamo per compiere.

Luca Beccari, Sds Affari esteri

Oggi seguiamo l’iter normativo tradizionale, forti di una decisione del Consiglio grande e generale all’unanimità che ha approvato il testo dell’accordo di sede. La “Pam” (Assemblea parlamentare del Mediterraneo) coinvolge i parlamenti. La costituzione a San Marino di un ufficio studi permanente della Pam rappresenta un valore aggiunto importante per la nostra Repubblica, permetterà di raggiungere in piccolo diversi obiettivi, cominiciamo a maturare esperienza come Paese ospitante con una organizzazione internazionale che è nelle nostre corde e avere un ufficio studi significa avere ricercatori ed esperti che transitano per San Marino e interagiscono con la comunità locale e creano esternalità positive. Poi c’è il fatto che il ruolo di San Marino nella Pam assumerà un valore aggiunto più alto. E’ un obiettivo raggiunto grazie al lavoro di tanti, dobbiamo ringraziare chi ha avuto le prime intuizioni in questo senso, al compianto consigliere Gian Franco Terenzi che fu il primo ad intravvedere questa opportunità. Poi c’è stata l’opera importante dei rappresentanti consiglieri che partecipano alla Pam e poi ovviamente quella dei funzionari del Dipartimento Affari esteri che hanno saputo cimentarsi con qualcosa che doveva essere messo a punto. L’accordo prevede una serie di diritti e doveri delle parti, una serie di immunità e privilegi riconosciuti al personale dell’organizzazione che risiederà a San Marino e avrà la possibilità di acquistare o noleggiare immobili o automezzi, c’è il tema dell’uso in concessione della sede e altre questioni di tipo funzionale. Crediamo sia un accordo importante e che anche dopo la decisione unanime del Consiglio il percorso non possa che andare avanti come già prospettato.