Potenziamento della terapia intensiva, preoccupazione delle federazioni pubblico impiego

0
13
TIM-SM-2021-Halloween-iPhone13

’ forte la preoccupazione della Federazioni Pubblico Impiego di CSdL,CDLS e USL per i “ritardi e i continui rinvii” di fronte alla situazione d’emergenza del reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Stato. E tornano con forza a chiedere “interventi immediati” a sostengo del personale infermieristico e medico.

“Siamo ancora in attesa – sottolineano le Federazioni Pubblico Impiego – che vengano attuati i lavori di adeguamento della Terapia Intensiva e Semintensiva dell’Ospedale di Stato. Dopo le continue e ripetute segnalazioni, e gli incontri con i vertici ISS, rispetto alla necessità di interventi di adeguamento tecnologico e strutturale e nonostante le cospicue donazioni ricevute da vari enti, al momento quasi nulla si muove. E questo anche di fronte alle ultime delibere del Comitato Esecutivo in cui si prevedono gruppi di lavoro specifici per l’Area Critica”.

“La tempistica è fondamentale – avvertono i sindacati – e non vorremmo che fossimo già in ritardo rispetto ad una, purtroppo, possibile nuova recrudescenza dei contagi e dei ricoveri.
Inoltre va sottolineato che l’incertezza organizzativa e la carenza di personale nei vari Servizi ISS, nonostante gli spostamenti e i cambiamenti organizzativi attuati, non ha permesso di affiancare e formare nuovo personale Infermieristico nella misura necessaria per la specifica aerea della Terapia Intensiva, cosi da essere pronti per affrontare una nuova possibile emergenza.

E insistono: “Ciò rende complesso fare della doverosa programmazione e rischia di compromettere una ‘sana’ erogazione dei servizi. Dopo la prima ondata della pandemia – insistono – dove tutto è stato gestito in via straordinaria, è mancata la capacità di mettersi al riparo, adeguando le strutture e potenziando gli organici in modo da prepararsi strutturalmente, approfittando del periodo di calo dei contagi”.

Come più volte ripetuto, le tre Federazioni Pubblico Impiego tornano a farsi portavoce di forti preoccupazioni, sollecitando interventi immediati: “Non è più accettabile subire continui rinvii, rimandando ad autorizzazioni o iter burocratici che non tengono conto della situazione di emergenza che il personale sta da tempo vivendo”.