L’appello al voto del Comites ai residenti italiani: “Andate a votare”

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“Gli italiani residenti a San Marino non perdano l’occasione di votare il prossimo 4 marzo in modo da restituire dignità alle istituzioni e fiducia ai partiti”. Questo è l’appello al voto lanciato ai propri concittadini da Alessandro Amadei, vicepresidente del Comites San Marino.

Amadei, in una nota, auspica che lo schieramento politico che uscirà vincitore dalle prossime elezioni politiche “possa garantire un governo stabile, autorevole e rispettabile a livello europeo in modo da affrontare al meglio le varie emergenze del paese ovvero il lavoro, la sicurezza, la lotta alla corruzione e l’immigrazione”.

All’appuntamento elettorale parteciperanno oltre 4 milioni di cittadini italiani residenti nei Paesi esteri, ai quali sono riservati 12 seggi alla Camera e 6 seggi al Senato, suddivisi nelle 4 ripartizioni territoriali che compongono la circoscrizione estero: Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. I seggi sono attribuiti in base al numero dei cittadini italiani residenti nella ripartizione territoriale, cosicché nella ripartizione Europa, che comprende anche la Repubblica di San Marino, si eleggeranno 5 deputati e 2 senatori. Nella circoscrizione estero non si applica il “Rosatellum”, il sistema elettorale misto proporzionale- maggioritario in vigore in Italia, bensì il sistema proporzionale introdotto con la Legge 459 del 2001, meglio conosciuta come “Legge Tremaglia” che prevede la possibilità per gli elettori di esprimere una preferenza, se la loro ripartizione elegge un solo deputato e un solo senatore, oppure due se ne vengono eletti due o più.

“Il voto all’estero – conclude Amadei – è un evento politico straordinario che potenzia il rapporto tra l’Italia ed i suoi cittadini presenti in tutto il mondo con la possibilità di sviluppare dinamiche internazionali e prospettive culturali essenziali per il progresso dell’Italia. Inoltre in questa tornata elettorale il voto all’estero potrà risultare determinante, così come accadde nel 2006 quando la coalizione vincente ottenne la maggioranza al senato in virtù dei 4 seggi conquistati all’estero”.

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