Governo, la Lega presenta la mozione di sfiducia a Conte, presunta data il 19 agosto, possibili urne il 27 ottobre

Prima la mozione, poi le consultazioni: le tappe

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Il giorno dopo l’avvio della crisi, è già piena campagna elettorale. E’ tutti contro tutti. Matteo Salvini teme un “inciucio” fra Pd e Movimento Cinque stelle e presenta la mozione di sfiducia al premier al Senato. Conte risponde chiedendo ai presidenti delle camere di poter intervenire con sue comunicazioni che potrebbero, teoricamente, troncare il dibattito parlamentare sul nascere qualora il presidente del Consiglio annunciasse la sua intenzione di recarsi al Colle per dimettersi.

E’ guerra dei nervi, dunque, nella ex maggioranza con i pentastellati che rispondono al ministro dell’Interno dandogli del “giullare”, del traditore, accusandolo di aver accelerato la rottura per evitare l’approvazione della legge sul taglio dei parlamentari. Il premier Giuseppe Conte si è comunque preso una giornata di riflessione. Si è fatto vedere poco a Palazzo Chigi. I suoi collaboratori dicono che ha preferito passare delle ore in famiglia. Quello che aveva da dire lo ha detto ieri, in una conferenza stampa all’attacco di Salvini. Intanto si delinea il percorso. Elisabetta Casellati, ha convocato i capigruppo per lunedì, per stabilire la data del voto sulla mozione di sfiducia, atteso, al momento, per dopo Ferragosto.E,a questo punto, delle comunicazioni del premier. La Lega ha già presentato la sua mozione: “Troppi no”, come quello “clamoroso e incredibile alla Tav, fanno male all’Italia”, c’è scritto. Ma i pentastellati rilanciano: approviamo subito in via definitiva la sforbiciata alla poltrone.

L’intenzione del partito di Di Maio è quella di chiedere la convocazione straordinaria della Camera per votare la riforma prima della discussione al Senato sulla mozione di sfiducia. E allora anche il Pd ci prova: votiamo anche la mozione di sfiducia a Matteo Salvini, quella che i Dem hanno depositato tempo fa sui sospetti fondi russi alla Lega. Salvini guarda con sospetto a queste sfide, a questa convergenza di attacchi. Prima attacca: sono solo stratagemmi per non andare a votare, visto che “tanta gente ha paura di non essere rieletta”. Poi evoca lo spetto degli “inciuci”, dei governi tecnici. “Sento che ci sono toni simili tra Pd e M5S – dice – Sarebbe incredibile un governo Renzi-Di Maio. Sarebbe un governo inaccettabile per la democrazia”. Chiamati in causa, Cinque stelle e democratici negano alleanze segrete, piani sotterranei. I primi gli danno del traditore, mentre Zingaretti sentenzia: “Il populismo al governo ha fallito”, per questo la sfida delle elezioni “non è persa. Ci saranno due alternative: la Lega o il Pd”.

La prima mossa l’ha fatta la Lega, annunciando la crisi e presentando la mozione di sfiducia in Senato, e ora toccherà alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama decidere il giorno della votazione. Poi la partita si sposterà al Colle e i partiti, anche di opposizione, torneranno protagonisti.

Ecco le tappe principali da qui alle urne.

– PRIMA LA CAPIGRUPPO, POI IL VOTO SULLA MOZIONE: La Lega ha presentato oggi la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. Il regolamento del Senato non prevede una scadenza per la discussione e il voto: a decidere sarà la conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Elisabetta Casellati lunedì 12 agosto alle 16. Qui, a maggioranza, i gruppi parlamentari dovranno trovare un’intesa su quando andare in Aula. La Lega vorrebbe andare al voto subito ma convocazione dell’Assemblea potrebbe slittare a dopo ferragosto: il 19 al momento sembra la data più probabile.

– DOPO LA SFIDUCIA, CONSULTAZIONI SPRINT: una volta sfiduciato, il premier salirà al Quirinale per rimettere il proprio mandato. A quel punto partiranno le consultazioni del presidente della Repubblica che – al momento – si prevedono veloci.

– POSSIBILE UN MANDATO ESPLORATIVO: il Capo dello Stato potrebbe decidere di affidare un mandato esplorativo, anche al presidente del Senato, per verificare la possibilità di dare vita a un governo diverso da quello giallo-verde.

– CAMERE SCIOLTE, ARRIVANO LE URNE: le Camere vengono sciolte da un decreto del Presidente della Repubblica, che poi firma il decreto con cui il presidente del Consiglio indice le elezioni in un arco di tempo compreso tra i 45 e i 70 giorni. In genere ne servono 60, a causa delle pratiche per il voto all’estero.

– GOVERNO PER GLI AFFARI CORRENTI: In assenza di un altro Esecutivo, anche solo che traghetti il Paese al voto, resta in carico il Governo Conte dimissionario. Dalle opposizioni c’è chi fa notare l’inopportunità del doppio ruolo di Matteo Salvini che sarebbe al contempo candidato premier e titolare del Viminale da dove si gestiscono le operazioni di voto.

– ELEZIONI IN AUTUNNO: la data del voto anticipato dipenderà dunque dal timing della crisi. Potrebbero essere a ottobre: con il passare delle ore il giorno cerchiato di rosso è sempre di più il 27.

– NUOVO GOVERNO A NOVEMBRE: Chiuse le urne, ci vorrà qualche settimana prima che si formi un nuovo Esecutivo e che entrino in funzione a pieno regime di nuovo le Camere. Se tutto filasse liscio il nuovo governo potrebbe nascere a metà novembre e a quel punto dovrebbe ingaggiare una corsa contro il tempo per varare la manovra ed evitare l’esercizio provvisorio.

Fonte ANSA

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