Floyd, sesta notte di incidenti. Tafferugli davanti alla Casa Bianca

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Nuova notte di proteste negli Stati Uniti dopo la morte dell’afroamericano George Floyd, citato in tribunale per oggi. Coprifuoco in 40 città, con la Guardia nazionale mobilitata in 15 Stati. In totale, secondo un bilancio del Washington Post, la polizia ha arrestato 2.564 persone, un quinto circa delle quali a Los Angeles. Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento. A New York, invasa da migliaia di manifestanti, tra gli arrestati di sabato c’è stata anche Chiara de Blasio, figlia del sindaco della città.
 
Intanto, il presidente Donald Trump, che oggi terrà una videoconferenza con i governatori degli Stati, i rappresentanti delle Forze dell’ordine e i dirigenti della sicurezza nazionale, rilancia su Twitter uno degli slogan della destra usato a fine anni Sessanta dall’allora candidato presidenziale Richard Nixon e da Ronald Reagan, all’epoca governatore della California: “Ordine e legge”. Il presidente, che venerdì all’inizio delle tensioni davanti alla Casa Bianca sarebbe stato condotto in un bunker sotterraneo, ha anche minacciato, sempre via Twitter, di fare intervenire l’esercito se gli amministratori locali democratici non useranno il pugno duro contro la violenza.
 
Nella capitale Washington, tafferugli fino a tarda sera davanti e nei pressi della Casa Bianca, dove la polizia ha usato i lacrimogeni e gli spray urticanti per rispondere al lancio di oggetti da parte di alcuni manifestanti, che protesta anche contro Trump. In piazza Lafayette i dimostranti hanno acceso un grande falò, altri hanno acceso diversi piccoli roghi e danneggiato alcuni edifici.
 
I poliziotti hanno usato diverse volte i lacrimogeni, i gas urticanti e le granate stordenti per disperdere la folla. Una volta sgomberati dagli agenti, i dimostranti, sfidando il coprifuoco, sono rimasti in zona e sono tornati a più riprese a fronteggiare gli agenti schierati con scudi e manganelli.
 
Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, si è recato sul luogo dell’uccisione di Floyd “per rendergli omaggio”. Rispondendo in diretta sulla Cnn alla famiglia della vittima che chiede l’arresto anche degli altri tre poliziotti coinvolti, ha detto che “il silenzio e l’inazione sono complicità”. La morte di Floyd, ha aggiunto, è stata una “violazione di umanità”.
 
La Cina, intanto, attacca gli Stati Uniti e definisce il razzismo “una malattia cronica della società americana”. Le turbolenze manifestano “la gravità del problema del razzismo e della violenza della polizia negli Usa”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian.
Fonte ANSA

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