No all’offerta di acquisto di Banca Cis da parte di Stratos, collegato al gruppo Lunalogic

Bocciata la proposta da Banca Centrale, adesso si fa strada il “piano B”

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Banca Centrale dice no all’offerta di acquisto di Banca Cis da parte di Stratos, collegato al gruppo Lunalogic. La risposta non sorprende, il diniego era nell’aria. E’ stato comunicato ufficialmente poco fa, durante il Ccr allargato. Presenti i 4 Segretari del Comitato per il Credito e il Risparmio, tutte le forze politiche, Anis, rappresentanti delle forze sindacali, Consiglio di Previdenza e ABS. Scartata l’ipotesi di vendita si fa strada, quindi, il “piano B”, l’attivazione della procedura di risoluzione, limitando il più possibile l’intervento economico dello Stato. Ed è proprio su questo che il CCR si sta confrontando. Dall’incontro – tuttora in corso – filtrano numeri più o meno noti. Il buco del Cis è di circa 120 milioni. Cifra alla quale potrebbero aggiungersi, in assenza di continuità aziendale, 86 milioni di credito d’imposta. Il piano d’azione vede, al primo punto, l’eliminazione del deficit. Sul tavolo, ovviamente, la questione dei fondi pensione. Il CCR tornerà a riunirsi alle 18, dopo l’incontro di Bcsm, Governo, Consiglio di Previdenza e Abs su soluzioni condivise. Mentre si ragiona su diverse opzioni ed ipotesi d’intervento, l’ANIS anticipa che non accetterà una soluzione a spese di imprese e lavoratori “con la prospettiva di ulteriore debito pubblico, che cadrebbe sempre sulle loro spalle in futuro”. Chiede in una nota “un piano di rientro serio e credibile e soprattutto un progetto di rilancio dell’intero settore bancario, che ancora non c’è”. Condizione essenziale – aggiunge – affinché tutti i soggetti coinvolti mettano a disposizione le proprie risorse, o quelle gestite per conto di imprese e lavoratori. Gli industriali rimarcano i ritardi e temono che lavorando in emergenza, a pochi giorni dalla scadenza del blocco dei pagamenti, qualsiasi scelta risenta dell’urgenza. Il confronto – dice – sarebbe dovuto iniziare all’indomani del commissariamento del Cis. Ora – avvertono – diventa più difficile costruire la strategia migliore e più sostenibile. Intanto l’Unione Consumatori Sammarinesi – non invitata nel CCR – torna all’attacco del metodo. Come si può pensare che su una tematica cruciale per il Paese, davanti alle innumerevoli richieste di informazioni ufficiali e nostri suggerimenti a tutela dei correntisti – scrive in una nota – si possano instaurare tavoli di confronto, senza chiamare chi li rappresenta?

Articolo Monica Fabbri/Fonte San Marino RTV

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