“Un banchiere afferma a un giornalista che l’80% dei Consiglieri ha avuto crediti dalla sua banca”

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Prima un banchiere che telefona ad un giornalista affermando, di fatto, che l’80% dei Consiglieri ha avuto crediti dalla sua banca o da altre per finanziare le loro aziende. Non ci sarebbe niente di male se non specificasse che la prassi di prestare soldi senza chiedere garanzie quando si tratta di persone “stimabili” è tuttora diffusa, gettando così un’ombra sulla gran parte dei politici sammarinesi. Poi la pubblicazione dei dati, da parte di Banca Centrale, dei debitori verso lo Stato: ne emerge un quadro desolante per numero ma soprattutto per il volume di talune esposizioni. Crediamo di non sbagliare, ritenendo che vi sia stato lassismo – o peggio – se aziende aventi debiti milionari non sono state fatte chiudere prima che creassero buchi di queste dimensioni. Eppure, se non parzialmente rispetto al secondo fatto, nessuna forza politica ha preso posizione. A questo punto, ci vengono in mente solo due ipotesi: o il banchiere ha ragione e quindi i politici devono solo stare zitti, aspettando che tutti se ne dimentichino; oppure i Consiglieri ed il Congresso di Stato pensano che abbia detto una serie di “pataccate” che non meritano neanche una risposta, tantomeno una querela. La seconda sembrerebbe la più verosimile, visto che in realtà, stando a quanto dichiarato al momento della candidatura alle elezioni del 2016, coloro che sono liberi professionisti e/o soci di attività economiche sono meno di un quarto del totale. Il banchiere ha clamorosamente fatto male i conti oppure molti nascondono qualcosa? A nostro avviso, il Consiglio Grande e Generale ed il Governo dovrebbero contraddire quanto asserito dal banchiere, a maggior ragione visto che si prospettano ulteriori provvedimenti a sostegno del settore bancario e finanziario. Ciò sarebbe importante anche affinché non vi siano dubbi sulla genuinità dei risultati cui perverrà la Commissione d’inchiesta. Comprovare di essere liberi da condizionamenti è determinante altresì nel momento in cui si discuterà delle riforme necessarie per far fronte al debito pubblico contratto per colmare le voragini create dagli istituti di credito e di come accedere ad eventuali finanziamenti esteri. Un primo passo in tal senso sarebbe il rendere pubblico chi non ha restituito i soldi prestati loro dalle banche, visto che lo Stato si è assunto l’onere di far fronte ai relativi ammanchi patrimoniali, anche attraverso i crediti d’imposta. Infine, occorre mettere in atto tutte le azioni necessarie per recuperare quanto più possibile a favore dell’Amministrazione, senza fare sconti a nessuno. Onorevoli Consiglieri e Segretari di Stato, gli unici debiti di riconoscenza che dovete avere sono quelli verso i cittadini che vi hanno eletto. Per favore, smentite chi afferma il contrario!

Enzo Merlini – Segretario Confederale CSdL Alfredo Zonzini – Segretario FUCS/CSdL

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