S.O.S poste: gravi disservizi all’utenza!

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Il numero ridotto di portalettere ha lasciato scoperte molte zone postali, mentre molti uffici hanno ridotto gli orari di apertura con evidenti disagi per i cittadini. Continua la raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare che chiede l’abrogazione della legge che istituisce le Poste Spa. Oltre mille le firme finora raccolte

RSM 14 novembre 2019 – Il Comitato Pro-Poste, preso atto della risposta della  Direzione e del Consiglio di Amministrazione di Poste SpA alle affermazioni fatte da questo comitato, nel ringraziare Direzione e CdA per aver confermato che il personale delle poste svolge il proprio lavoro con “connotati di qualità ed efficienza”, ci tiene a sottolineare che questo avviene nonostante le difficoltà create ai lavoratori a causa di una riduzione del personale esagerata, tranne che in Direzione, dove il personale è numericamente lievitato.

Mai come quest’anno sono rimaste scoperte tante zone postali e, a causa dell’insufficiente numero di portalettere e la riduzione dell’orario di apertura di molti uffici, si è causato un disservizio senza precedenti a tutta l’utenza.

Tutto ciò è confermato dalla Direzione e dal CdA che hanno motivato la riduzione dell’orario di apertura degli uffici con “mere ragioni di economicità”, dimenticando di dire però che quel personale viene comunque impiegato in altri uffici, per cui non si è verificato nessun risparmio, solo caos e accavallamento di turnisti pomeridiani negli uffici aperti, totalmente inutili ai fini del servizio.

Totalmente falsa e priva di buon gusto risulta anche l’affermazione riguardo alla chiusura pomeridiana degli uffici che si millanta abbiano “lunghi tempi di inattività comunque retribuiti”, poiché dati alla mano e a mero titolo di esempio, mettendo a confronto gli uffici di Borgo Maggiore, chiuso al pomeriggio, e Domagnano, aperto a pomeriggio, si nota che le operazioni per ogni ora di lavoro di Borgo sono superiori a quelle di Domagnano. Per cui la decisione, unilaterale e priva di confronto, di Direzione e CDA, in questo caso oltre che arbitraria è anche antieconomica.

La nostra affermazione sul fatto che Poste SpA sta dando servizi del tutto ordinari è pienamente contestualizzabile nell’attuale momento storico, poiché le millantate “attività sempre più qualificate e specialistiche” e la “straordinaria innovazione”, sono, probabilmente, più frutto di una idealizzata e futura volontà che non di una realtà in essere.

In merito al tavolo di confronto con le parti sociali, da aprirsi a seguito della trattativa che portò il DDL n. 60 alla sua approvazione, sottolineiamo che la presentazione del fabbisogno rappresenta la situazione attuale e non quella prevista che deve seguire il piano aziendale; per essere più chiari, prima si fa il piano aziendale e poi si indica il personale necessario a realizzarlo.

È una questione di logica e non è opinabile. Il termine previsto indicava il 30/06/2019 ed è noto a tutti che il governo era a pieno regime a quella data. Si è disatteso il punto principale che portò alla sospensione della mobilitazione del personale, e questo è un fatto. Nonostante ciò, e nonostante il personale “di alto livello” presente in seno alla direzione di Poste SpA, si è reso necessario – tramite delibera del CdA – dare mandato ad un consulente esterno al fine di realizzare un piano aziendale da presentare.

Per chi fosse interessato i termini di quella delibera sono reperibili sul sito di Poste Spa sotto la pagina di amministrazione trasparente (Delibera n. 43 del 26/06/2019). Sono lì reperibili anche altre delibere molto interessanti che forse meglio di tante chiacchiere rispondono alle domande che molti cittadini, oltre ai circa 1000 firmatari della proposta di legge abrogativa, si fanno sulla situazione di questa SPA di diritto privato il cui unico socio è lo Stato.

Alcune precisazioni dovute: il personale di Poste SpA è personale del pubblico impiego, per cui nessuna motivazione in termini contrattuali è alla base di questa proposta di legge. L’unica volontà di questo comitato è proporre una legge di iniziativa popolare che abroghi l’attuale gestione societaria di un servizio sostenuto economicamente dallo Stato, società nata 6 anni fa con lo scopo, unico, di predisporre servizi finanziari. Questo non è avvenuto, come non sono mai state fatte le verifiche periodiche sulla situazione che doveva portare alla realizzazione di quei servizi.

In tal senso continua la raccolta firme a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare, predisposto dal Comitato Pro-Poste, che chiede l’abrogazione della legge che istituisce le Poste Spa. Trai luoghi in cui è possibile firmare, anche la sede della Centrale Sindacale Unitaria.

Il Comitato Pro-Poste

 

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