Segreteria Interni: PA operativa al 100% e turni di lavoro pomeridiani

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La Pubblica Amministrazione si riorganizza attorno a un principio: la tutela della salute. E lo fa anche attraverso una rimodulazione pomeridiana dei turni di lavoro degli uffici pubblici. Un intervento solo apparentemente semplice perché la macchina pubblica è ampia e multiforme così come lo sono le esigenze dei dipendenti e degli utenti che, al tempo stesso, sono anche cittadini, lavoratori, operatori economici, genitori, figli, studenti. Tutelare la salute dei dipendenti significa soprattutto agire sulla prevenzione, minimizzare i rischi diminuendo le possibili occasioni di contagio da Covid-19 nel settore privato e pubblico. Nelle scorse settimane il Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione ha effettuato una serie di sopralluoghi negli uffici pubblici e verificato, producendo un’apposita relazione, la sostanziale conformità alle misure di sicurezza. In seguito, attraverso i confronti intercorsi con le Autorità sanitarie, è stata ritenuta necessaria l’adozione di accorgimenti organizzativi per ridurre la compresenza dei dipendenti e degli utenti. Perciò, anche in base alla Legge quadro sulla sicurezza del 1998 e al Decreto 92/2002 che identifica il Congresso di Stato quale datore di lavoro per il Settore Pubblico Allargato, la Segreteria di Stato Affari Interni e la Direzione Generale Funzione Pubblica hanno tenuto un lungo e costruttivo confronto con le Organizzazioni sindacali. Un confronto relativo all’opportunità di una rimodulazione degli orari che prediligesse la minimizzazione della compresenza dei dipendenti e la gestione pianificata e dilatata dell’utenza su un arco temporale più esteso, comprendente anche il sabato.

Purtroppo la trattativa non si è perfezionata ma il confronto è proseguito su elementi che, pur non incidendo sulla modifica degli orari di lavoro, permettono comunque di “diluire” le presenze sia del personale pubblico sia degli utenti, in virtù del graduale allentamento delle misure restrittive conseguenti all’emergenza sanitaria.

Pertanto da oggi il settore Pubblico Allargato non solo riprende la sua piena operatività riattivando tutti i servizi, inclusi quelli aperti al pubblico, ma lo fa attuando rientri pomeridiani alternati fra i dipendenti in modo tale da garantire l’apertura dal lunedì al giovedì/venerdì per le Unità Organizzative con più di 10 dipendenti. A questo intervento si affiancano l’introduzione della flessibilità di 30 minuti in ingresso e uscita e uno scaglionamento della pausa pranzo. Rimane invariata la possibilità di usufruire di ferie e recuperi, ulteriormente ampliata con il Decreto Legge 96/2020, e di una gestione più flessibile dei ritardi. Con parere favorevole del Dirigente, inoltre, il dipendente che ne fa richiesta può usufruire del TTR-Trattamento Retributivo Ridotto.

Come è evidente, questi accorgimenti riducono la compresenza dei dipendenti sui luoghi di lavoro e consentono di gestire i flussi dell’utenza in maniera pianificata e dilatata su un maggiore arco temporale allo scopo di evitare assembramenti. Sempre con questo obiettivo, permangono gli strumenti messi a disposizione per agevolare i rapporti degli utenti con la PA: dall’opportunità di invio telematico dei documenti e atti, alla possibilità di prenotarsi per accedere agli uffici attraverso “BookPA”. Naturalmente rimangono in vigore tutte le misure igienico sanitarie che oramai ben conosciamo (distanziamento, mascherine, febbre, igienizzante ecc.).

Al tempo stesso, perdura l’attenzione nei confronti dei dipendenti con figli minori, disabili o persone non autosufficienti nel proprio nucleo familiare. Oltre a poter beneficiare del permesso parentale straordinario previsto dall’art.2 Decreto-Legge 91/2020 possono continuare ad usufruire delle misure di sostegno previste dall’art.8 Decreto-Legge 92/2020. In particolare, fino al 31/12/2020: – possono godere dei recuperi ore maturati e dei giorni di congedo ordinario senza che quest’ultimo sia soggetto agli ordinari limiti dei sei periodi massimi di fruizione e con un preavviso ridotto a due giorni lavorativi; – in caso di articolazione dell’orario di servizio in distinti turni o fasce orarie giornalieri, possono suddividere la propria prestazione lavorativa giornaliera in distinti turni/fasce orarie; – possono accedere al regime di lavoro a tempo parziale a 18, 24 o 30 ore settimanali.

Il principio attorno cui ruotano tutti questi provvedimenti atti a conciliare la vita lavorativa e privata è quello di salvaguardare la salute del singolo a beneficio della salute collettiva affinché i legame professionali, familiari e affettivi cessino di essere terreno fertile per il virus e tornino ad essere linfa vitale della comunità. Siamo consapevoli che le nuove sfide poste da una PA più flessibile, per quanto puntino ad un miglioramento della qualità della vita lavorativa e privata, possano essere fonte di tensioni e criticità ma rappresentano, soprattutto in questa fase, un investimento sul futuro. La Segreteria di Stato per gli Affari Interni è comunque sempre disponibile a ricevere sollecitazioni e suggerimenti, conta fin d’ora sulla professionalità dei Dirigenti e di tutto il personale per una corretta ed equa applicazione delle disposizioni e ringrazia l’intero Settore Pubblico Allargato che, certamente, saprà cogliere questa sfida e trasformarla in opportunità.

San Marino, 01 giugno 2020

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