Pio Ugolini (UNAS): “Così artigiani e Pmi stanno affrontando la crisi”

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La nostra intervista a Pio Ugolini (UNAS – Unione Artigiani e PMI)

Le attività artigianali sono senza dubbio tra quelle che hanno maggiormente sofferto per gli effetti della pandemia di Covid-19. In che modo gli artigiani sono riusciti a tenere aperte le loro attività e a reggere l’impatto della crisi?

“Una azienda artigiana non è una semplice realtà economica, valutata attraverso la differenza tra costi e ricavi. Ed essere artigiano non vuol dire essere un mero titolare o rappresentante legale. L’artigiano è la mente, le braccia ed il cuore di una azienda creata dallo stesso o continuata da un proprio genitore. Essere artigiano vuol dire condurre una impresa sapendo che a “bordo della nave” ci sono i propri risparmi, la propria famiglia e tanti collaboratori che non sono solo dipendenti, ma amici, famiglie, persone con cui si fa un vive un pezzo più o meno lungo della propria vita.Come ha fatto l’artigiano a reggere l’impatto della crisi? Non certo con gli aiuti esterni, ma con tutta la propria energia per cercare di contrastare la tempesta e portare in salvo la propria barca. La prima ondata è stata difficile, perché tremenda, inaspettata ed imprevedibile… ora stiamo affrontando la seconda! Da una parte c’è più consapevolezza, dall’altra l’angoscia per una situazione che sta minando tutte le certezze di una vita. Dobbiamo evitare e far di tutto per uscire dalla seconda fase ed evitare a tutti i costi che ce ne sia una terza…. Potrebbe essere deleteria per tutto il sistema”.

Quali sono le prospettive per il rilancio e lo sviluppo del settore artigianale a San Marino, alla luce anche di quelle che sono le possibilità offerte dalle nuove tecnologie?

“I settori dell’artigianato sono quasi indefinibili, quindi la possibilità dello spaziare dalla tradizione alla tecnologia è ampio. Ciò che è nuovo sicuramente è efficacie sotto il profilo delle comodità e del risparmio del tempo. Comunicazioni, adempimenti burocratici, pagamenti, immediatezza degli scambi di informazioni sono aspetti che già erano preponderanti e che ora diventano non più rinunciabili.
Diverso il binomio prodotto/tecnologia. Nel mondo della piccola impresa ancora oggi la materia prima principale è data dal lavoro della persona. Edilizia, impiantistica, Manifatturiero, possono beneficiare di soluzioni per snellire e semplificare il lavoro: ma l’uomo non potrà mai essere sostituibile da una macchina. Sull’artigianato artistico, poi, meno che meno. L’arte di un ceramista, l’estro di un vetraio, la maestria di fabbro artistico, la padronanza di un falegname, sicuramente testimoniano che il nostro mondo vede ancora la persona al centro del sistema economico. Oggi il rilancio del settore deve confidare sulla capacità di un Paese nel dare fiducia a chi con scienza e coscienza, cuore e passione, desidera rischiare ed avventurarsi in un progetto”.

Quali sono le richieste che, come UNAS, vi sentite di rivolgere all’esecutivo?

“Sintetizzarle in una risposta secca non renderebbe giustizia ai tanti tavoli aperti di confronto.  Tutti conoscono l’aforisma “Fa’ più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce.” – Sostanzialmente chiediamo di non dare per scontato questo settore, che generalmente lavora tanto e si lamenta poco. Rispetto, equità, sostenibilità e sburocratizzazione sono alcuni degli spunti da cui si muove la filosofia della categoria”.

Uno dei temi di maggiore dibattito negli ultimi giorni è legato al ‘prestito – ponte’: qual è il vostro giudizio su questa operazione?

“Il focus sul quale poniamo l’accento non è tanto la tipologia dello strumento e del tecnicismo dello stesso, ma sul piano di rilancio per onorare il debito contratto. Ottenere un finanziamento non è vincere al totocalcio o al superenalotto. Ma è contrarre un impegno di restituzione, tra l’altro oneroso, che precluderà i risultati economici per gli anni a venire. Fondamentale è avere le idee chiare, per evitare che il finanziamento serva per sostenere la spesa corrente ed un benessere apparente, anziché sostenere una ripresa economica ed un rilancio dei bilanci pubblici per gli anni a venire. Ed in questo senso le preoccupazioni circa l’utilizzo ci sono”