“Gli uomini devono difendere le donne e promuovere la parità”

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Riceviamo e pubblichiamo stampa di Elio Pozzi, Segretario FUPS-CSdL.

Gli uomini non possono lasciare che la lotta per la parità dei diritti e per l’eliminazione di ogni forma di violenza di genere sia lasciata solo alle donne; dobbiamo impegnare tutta la nostra energia per ottenere un cambiamento radicale di tutta la società. Essendo la stragrande maggioranza delle posizioni politiche di comando ancora occupate da uomini, è necessario che essi si adoperino fino in fondo per migliorare la condizione femminile nella direzione della effettiva parità dei diritti e delle opportunità. Al contempo occorre consentire che le posizioni di responsabilità e di potere siano sempre più occupate da donne, in ogni ambito della società, dell’economia e delle istituzioni.

Il messaggio che deve essere recepito nella nostra cultura, ancora dominata da stereotipi maschili, è che la parità tra i sessi non deve essere una conquista, ma già di per sé deve costituire un diritto fondamentale delle donne e del genere umano. Uno strumento fondamentale è rappresentato dal corpus di norme e leggi che regolano la vita sociale, che devono porsi l’obiettivo di favorire una distribuzione più equa e paritaria dei carichi familiari tra uomini e donne, potenziando ed estendendo i servizi e i diritti a favore della donna e della famiglia; ciò è ancor più necessario in questo periodo in cui si è aggiunta la pandemia.

Una riflessione la voglio dedicare in modo particolare alla violenza sulle donne. Mi è estremamente difficile accettare il femminicidio; ogni volta che si ascoltano al TG simili tragedie – e purtroppo succede di frequente – ci si chiede come sia possibile. Spesso chi uccide coinvolge anche i propri figli, distruggendo intere famiglie.

Nessuna ragione può rappresentare una giustificazione al femminicidio, tanto più se ad essere uccisa è stata la propria compagna e madre dei propri figli.

Forse si è incapaci di accettare di perdere ciò che si pensa di possedere, ma al di là di un modo di dire – la “mia” moglie, la “mia” compagna, ecc. – non si possiede una persona, almeno non in senso materiale; se chi è rimasto con noi anche per molto tempo decide di andarsene, non è possibile impedirlo, anzi il vero amore deve arrivare alla rinuncia, se è per il bene dell’altra persona.

Personalmente non credo molto ad una separazione della società in categorie, in quanto la suddivisione in gruppi omogenei di persone rappresenta invece l’inizio della contrapposizione; la persona umana, dal momento della nascita all’ultimo istante di vita, ha diritti inviolabili indipendentemente dall’essere uomo o donna, dalla fase della sua vita in cui si trova, dalle sue condizioni di salute o dal suo status economico e sociale.

Per discutere di “Donne, lavoro e famiglia al tempo del Covid-19”, nella serata di lunedì 8 marzo, in occasione della Festa della donna, è in programma alle ore 21.00 il dibattito organizzato dalla Confederazione del Lavoro, e che sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”. Interverranno qualificate relatrici che porteranno le loro testimonianze dirette sul ruolo delle donne in questa difficile fase della vita di ognuno di noi, e offriranno molteplici spunti di riflessione per tutti.

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