Non ti scordar di me – Giacomo Volpinari (Istituto Musicale Sammarinese)

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La rubrica settimanale “NON TI SCORDAR DI ME”, a cura della redazione di tribunapoliticaweb.sm, vuole essere una raccolta di testimonianze, per il tramite di interviste, di tutti coloro che si impegnano quotidianamente a favore della Repubblica di San Marino, delle istituzioni sammarinesi, dell’economia e della comunità in generale. Di tutti coloro che si impegnano, anche solo a titolo personale, per promuovere nel migliore dei modi l’immagine della Repubblica di San Marino, dentro e fuori i nostri confini. A quelli che in definitiva possiamo considerare gli Angeli Custodi della Repubblica più antica al mondo.

Giacomo Volpinari (Istituto Musicale Sammarinese)

Cosa vuol dire essere alla guida di un ente prestigioso e importante come l’Istituto Musicale Sammarinese, soprattutto per un giovane?

Assumere ruoli di rilevanza pubblica probabilmente è uno dei carichi di responsabilità maggiori che si possano avere nel proprio percorso sociale e professionale. Quando questo, tra l’altro, riguarda obiettivi formativi e sociali come quelli affidati all’Istituto Musicale Sammarinese, questo diventa ancora più rilevante in quanto ciò che verrà realizzato inciderà positivamente o negativamente sull’intera società del presente ma anche, e soprattutto, del futuro.
In questo senso è motivo di grande orgoglio personale pensare che il Consiglio Grande e Generale mi abbia ritenuto all’altezza per tale incarico e per l’opportunità, che per me assume un valore particolare in quanto la musica è una delle mie più grandi passioni ed è stata una fondamentale medicina naturale per affrontare e superare gravi problemi nel mio passato adolescenziale.
Ed è proprio per quanto poc’anzi riportato che in questo primo anno di lavoro, pur dovendo affrontare l’emergenza sanitaria straordinaria che ha necessariamente indirizzato gran parte delle attività, ho cercato di mettere tutta la mia passione al servizio di questa Istituzione. In questo senso ho cercato, anche alla luce del mio background in altri settori, di porre le basi di un lavoro di squadra che comprendesse sia i problemi e sia le potenzialità dell’IMS, per di risolvere i primi e valorizzare e potenziare le seconde nella speranza di riuscire a dare un contributo positivo e costruttivo.
Certamente è una grande sfida che non posso affrontare solo: a tal proposito, voglio ringraziare tutto il personale dell’IMS senza il quale il mio ruolo sarebbe indubbiamente inutile. Sono infatti convinto che per raggiungere gli obiettivi affidati dalla legge all’IMS sia fondamentale riuscire a creare sinergie e percorsi che coinvolgano l’IMS nel suo complesso, le Istituzioni e l’intera società, e ci tengo a sottolineare come sia stato proprio l’organo centrale della democrazia del nostro Paese ad istituire e definire i principi cardine di questo ente, aspetto da tanto tempo dato per scontato.
In linea con questo mio pensiero, l’obiettivo che mi sono posto nella veste di Presidente è proprio quello di impegnarmi per cercare di creare questa alchimia che permetta di promuovere il progresso della cultura musicale che è globalmente riconosciuto quale balsamo benefico alla costruzione della società e dei suoi individui.

Quali sono i progetti che vi vedono impegnati in queste settimane?

Per diverso tempo la pandemia non ha permesso l’organizzazione di eventi, purtroppo anche quelli che sono da anni appuntamenti immancabili per l’Istituto Musicale. Proprio per questo motivo, attuando ogni cautela necessaria, a conclusione di questo anno accademico abbiamo voluto dare un segnale forte di ripartenza organizzando una speciale rassegna di eventi che abbiamo intitolato, non a caso, “FINALMENTE…MUSICA”. Partita il 24 maggio, la rassegna terminerà il 9 luglio prossimo per un totale di 14 appuntamenti: dai saggi degli allievi, ad eventi dedicati a singoli strumenti musicali sino a concerti orchestrali che hanno visto un coinvolgimento di allievi, ex-allievi, docenti e professionisti. Mi preme, pertanto, sottolineare come la preparazione di queste attività abbia dimostrato il grande desiderio dell’intera organizzazione, dei docenti e, in particolare, dei ragazzi di tornare a fare musica insieme.
Desiderio che si è trasformato in entusiasmo e che ha trovato conferma dalla grande partecipazione a tutti gli eventi, soprattutto per i concerti dell’11 giugno e del 17 giugno, rispettivamente quello dell’Orchestra dei docenti e degli allievi nella Cava dei Balestrieri e quello dell’Orchestra Junior e fiati presso l’Ex Tiro Volo, dove si è respirata un’atmosfera veramente emozionante.
Abbiamo inoltre voluto organizzare una rassegna di favole musicali, denominata “UNA CITTA’ DA FAVOLA”, dedicate ai bimbi ed alle loro famiglie. Si svolgerà su tre date (23 giugno, 7 luglio e 21 luglio) e verrà ospitata in alcuni luoghi davvero meravigliosi della nostra Capitale quali gli Orti Borghesi, il c.d. Cantone del Macello e l’Anfiteatro del Cinema Turismo.
Personalmente credo che l’entusiasmo che si è visto in questo periodo debba essere coltivato e alimentato ed è per questo che auspico possano essere creati tanti ulteriori progetti, ed il mio impegno certamente non mancherà in tal senso, che valorizzino le qualità dell’IMS, ma anche di tutte le realtà formative e culturali sammarinesi.

Com’è stato possibile portare avanti le attività in campo musicale anche in questo ultimo anno e mezzo di Covid?

Innanzitutto, va chiarito che in uno scenario così inatteso e decisamente “disorientante”, la prima difficoltà è stata quella di reagire in senso concreto e propositivo per ricercare percorsi alternativi utili a mantenere accesa la relazione educativa oltre che la didattica in senso stretto. Sul piano della fattibilità dell’insegnamento e del conseguente apprendimento a distanza, in ambito musicale dobbiamo certamente sottolineare che i limiti possono essere davvero molti. La pandemia è stata certamente un’occasione importante di alfabetizzazione tecnologica per allievi e docenti, tuttavia va evidenziato come ci siano oggettivamente delle aree di non applicabilità legate sia a problemi di infrastrutture e strumenti ma anche in termini di mancanza di presenza fisica, che difficilmente potrà essere superata in termini di qualità.
Nonostante tutto, ce l’abbiamo messa tutta per entrare nelle case degli allievi e delle famiglie oltre che con le lezioni di DAD, anche attraverso attività “orchestrali” coordinate a distanza e con spettacoli in diretta dedicati a più piccoli che hanno visto centinaia di collegamenti.
Mi preme specificare che senza la collaborazione, la dedizione e la disponibilità dei docenti a reinventare il proprio modo di fare lezione, molte attività non avrebbero potuto essere portate avanti: difatti la pandemia ci ha permesso di sperimentare, aprirci a nuove procedure e cimentarci con inusuali percorsi e strumenti, che, personalmente, credo debbano contribuire a migliorare anche in un, speriamo prossimo, ritorno alla normalità.
Se da un lato l’interruzione del rapporto fisico tra allievo e maestro, la qualità dell’audio e le difficoltà tecniche, l’impossibilità di utilizzare aule studio, soprattutto per gli allievi che praticano strumenti decisamente espansivi o ancora l’impossibilità di relazionarsi in gruppi siano dei limiti piuttosto importanti, dall’altro lato abbiamo compreso ancora meglio come la musica è pur sempre una potente medicina per l’anima e un mattone insostituibile per rinnovare la società e la dignità umana nel segno della bellezza e che gli stessi studenti ne hanno beneficiato in un periodo di enormi cambiamenti e limitazioni.

Qual è la sua formazione e il suo percorso professionale?
Il mio percorso formativo e professionale si sviluppa in un ambito che è completamente diverso da quello musicale, ovvero quello economico e finanziario. Pochi giorni dopo la presentazione di una tesi dedicata alla “Crisi dei mutui subprime” ho iniziato a lavorare in ambito bancario proseguendo contemporaneamente i percorsi formativi che si sono evoluti in concomitanza con il mio percorso professionale. In tale ambito, infatti, ho avuto l’opportunità di assumere diversi incarichi di responsabilità (tra i quali, Responsabile Incaricato Antiriciclaggio, Risk Manager, Compliance Officer, CFO ecc) che naturalmente hanno richiesto un particolare impegno in termini di specializzazione formativa. Sempre in tali ambiti ho avuto l’opportunità di assumere anche incarichi istituzionali e già dal 2016, a seguito anche di tali percorsi, sono diventato titolare di codice operatore economico dapprima in ambito di consulenza aziendale ed economica e poi estendolo anche per le attività artistiche.
Il primo approccio con la musica avviene per caso a seguito di un grave infortunio sportivo e rimarrà semplice svago per diversi anni, seppur la passione per l’arte musicale, ed in particolare per il basso elettrico, è cresciuta e maturata constatemene nel tempo. Il mio percorso formativo musicale si è sviluppato principalmente da autodidatta e, successivamente, assieme ai docenti della Music Modern Institute, naturalmente il tutto parallelamente alle attività professionali e formative principali descritte sopra. Negli anni l’impegno artistico si è intensificato sviluppandosi principalmente attraverso l’attività concertistica e di turnista in ambito musicale moderno, principalmente dance, funk, pop e rock.
Devo ammettere, infine, che la risposta a questa domanda è particolarmente stimolante in quanto mi dà l’opportunità di rappresentare un aspetto che ha segnato particolarmente la mia vita, e che anzi credo l’abbia proprio cambiata poiché la musica è diventata parte integrante ed irrinunciabile della vita stessa. Difatti, analizzando criticamente il passato non posso che riconoscere alla musica, oltre che alla mia famiglia chiaramente, il merito di avermi da una parte salvato dalla depressione derivante da un percorso sportivo fallito e dall’altra parte avermi cambiato totalmente anche come persona.