Non ti scordar di me – Francesca Mularoni: “BSM tra sfide attuali e obiettivi per il futuro”

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La rubrica settimanale “NON TI SCORDAR DI ME”, a cura della redazione di tribunapoliticaweb.sm, vuole essere una raccolta di testimonianze, per il tramite di interviste, di tutti coloro che si impegnano quotidianamente a favore della Repubblica di San Marino, delle istituzioni sammarinesi, dell’economia e della comunità in generale. Di tutti coloro che si impegnano, anche solo a titolo personale, per promuovere nel migliore dei modi l’immagine della Repubblica di San Marino, dentro e fuori i nostri confini. A quelli che in definitiva possiamo considerare gli Angeli Custodi della Repubblica più antica al mondo.

Francesca Mularoni

Il 2021 sta volgendo al termine: qual è il bilancio dell’attività svolta da BSM?

BSM, forte di una semestrale positiva sul 2021, si appresta a definire un Bilancio di esercizio che darà conto di un recupero di redditività nella gestione. E’ un dato significativo che arriva dopo un lungo periodo di risultati negativi a cui si è giunti grazie ad una serie di interventi strutturali ed organizzativi tesi ad efficientare l’andamento della Banca oltre ad una politica commerciale impostata sui margini e non sui volumi. Attendiamo con fiducia la chiusura dell’esercizio per poter comunicare ai nostri soci il ritorno alla reddittività della Banca e la rivalutazione del valore delle loro azioni, sperando che non si registrino shock di mercato che penalizzino il comparto finanziario. In tal senso la fiducia dell’Ente Cassa di Faetano ed il suo impegno verso la crescita della Banca è certamente uno degli interventi che ci consentirà di migliorare i profili patrimoniali e conseguentemente quelli reddituali, tanto attesi dai numerosi soci.

In qualità di Presidente quale impronta ha cercato di portare nella Banca?

Penso che un Presidente debba in primo luogo essere un mitigatore delle varie specificità ed un aggregatore delle differenti specificità appartenenti ad ogni componente del Consiglio. Ho la fortuna di avere colleghi molto preparati ed infiammati dall’entusiasmo del mandato ricevuto. Il risultato è “il gioco di squadra” basato sulla condivisione di un metodo di lavoro: analisi, studio, elaborazione e scelta obbiettivi, che ci ha visto realizzare un piano di lavoro basato su risultati prospettici, piano che controlliamo e monitoriamo sistematicamente. Il dialogo con il Collegio Sindacale è aperto, direi franco, nella condivisione dei documenti di lavoro a disposizione dell’organo di controllo e nel reciproco rispetto dei ruoli esercitati. Pensando a caratterizzare l’azione di governance di questi 16 mesi, direi che la prima tipicità sta proprio nel metodo e nel processo di lavoro che ci vede dialettici ma coesi verso l’obbiettivo senza personalismi di alcuno innanzi al modello di Banca retail che stiamo cercando di definire per il 2022 in architettura completa.

Cosa significa fare parte della governance di un simile organismo tenuto conto delle difficoltà di settore?

Occorre una primaria consapevolezza che l’amministrazione della banca è gestione dei risparmi della clientela, a cui si affiancano necessariamente competenze professionali che sostengono il ruolo. Il settore sebbene non contribuisca come il passato al PIL dello Stato, ha segnali di ripresa strutturali molto positivi e ciò è evidente dai rapporti elaborati da Banca Centrale e dal Fondo Monetario. L’azione del Vigilatore, attento ad ogni profilo anche gestionale delle singole banche, consente a tutti di verificare come la stabilità del sistema finanziario sia una priorità sistemica raggiunta per il tramite del supporto normativo e regolatorio del comparto bancario. La Banca diversamente non potrebbe essere tale senza un insieme di regole, norme, prescrizioni che debbono essere interiorizzate nell’azione operativa quotidiana in ragione del ruolo particolare che viene assegnato agli istituti di credito: gestire la fiducia dei propri clienti, amministrando le disponibilità ed i risparmi depositati per una re immissione positiva nel territorio, preservando il valore del cliente. Quindi, secondo il nostro mood, essere BANCA DI SAN MARINO, significa “pensarsi banca” dentro un futuro comune, da costruire insieme, significa responsabilità, perché ciascuno di noi è prezioso protagonista del futuro del nostro Paese.

Quali sono gli obbiettivi per il futuro?

Il futuro di BSM si identifica nel proprio pay off: “Futuro da una vita” e si definisce con la squadra e quindi con i dipendenti che la compongono. Oltre 100 anni di presenza sul territorio, liberi da vincoli di compagine societaria con poco meno di 2.000 soci persone fisiche sammarinesi.
Posto che BSM riscopre oggi la propria vocazione cooperativa e di vicinanza a famiglie e imprese del territorio, operando nel segmento della banca retail, il nuovo modello di business strutturato impegna la Banca nell’articolare un percorso che porti alla definizione di un Piano Industriale anche in ambito sociale.

Questo è sinteticamente il macro obbiettivo che si è posto questa Governance: un sistema aziendale che da il primato alla centralità della persona nella direzione dell’impegno, autonomia, partecipazione e cooperazione affinché i servizi e le utilità della Banca siano promozione dello sviluppo territoriale, nella cornice di una formazione permanente orientata al raggiungimento degli obbiettivi aziendali. In questo scenario il Consiglio attende la data del 18 giugno 2022 per tornare a confrontarsi con i propri Dipendenti nell’ambito del progetto “Insieme per ripartire” una data a cui vorremmo arrivare…. lanciando la sfida di un piano industriale che contenga al proprio interno tematiche di sostenibilità a tutti i livelli per la Banca della comunità sammarinese.