Banche, sprofondate nel labirinto di Cnosso

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San Marino. Le questioni che attanagliano le banche e tutto il sistema bancario, agli occhi dei cittadini, sembrano più intricate del labirinto di Cnosso, dal quale non si usciva se non morti. Prendiamo ad esempio la questione dei fondi pensione depositati in Asset, che dopo quasi tre mesi di commissariamento, ha visto la sua liquidità ridursi al lumicino. Dire che i fondi pensione sono a rischio, è solo un pallido eufemismo. Erano scaduti il 30 aprile scorso. Il sindacato ne rivendica la tutela e il governo promette: garantirà lo Stato. La preoccupazione è per tutti i 415 milioni di fondi pensione, ma l’emergenza ora è per quelli depositati in Asset. Che non può restituirli. E così, venerdì scorso, il governo emette una delibera con cui la garanzia viene prestata tramite l’Eccellentissima Camera mediante un contratto di fidejussione con beneficio della preventiva escussione del debitore principale. L’obiettivo è inviare la delibera al Consiglio di Previdenza, che si riunisce domani, lunedì 8 maggio. Ma Giuliano Tamagnini già grida che quella delibera non vale niente: “È carta straccia”.

Prosegue: “Quello che ci hanno mandato non serve a nulla. Non vogliamo la fideiussione dello Stato. Per garantirla dovrebbe modificare la legge di bilancio, fare debiti e non può permetterselo». Chiede che la fideiussione sia bancaria da Cassa di Risparmio «perché Carisp sarà la banca che assorbirà Asset. Se non è vero mi smentiranno». Insomma, non ci sono margini di trattativa per la Csdl: vuole che vengano resi liquidi i 30 milioni e non nasconde l’irritazione per un problema sollevato da oltre due mesi.

Quindi, per noi poveri mortali che non ci intendiamo di finanza, il problema si complica: primo, non si sa se la fidejussione è di natura mobiliare o immobiliare (in sostanza è il problema sollevato dalla Csdl); secondo, se è vero che Carisp assorbirà Asset, per la proprietà transitiva, vuol dire che anche Asset sarà statalizzata. Il che significa che i debiti dell’una si sommeranno ai debiti dell’altra. Infatti, c’è tutta in piedi la questione degli NPL, che sembra saranno venduti ad una società di gestione, ad un prezzo che può andare dal 20 al 40 per cento del loro valore nominale. Ma questo vuole anche dire che quello che prima era considerata una voce a credito nel bilancio delle banche, poi diventerà una voce a debito. E sarà una voce molto pesante. Chi paga? Chi metterà a posto i bilanci delle banche?

Dopo di che, rimangono in piedi tutti gli altri problemi: una Centrale Rischi che sembra sparita dal vocabolario quotidiano; una riorganizzazione del sistema bancario che non si sa dove andrà a parare (le ultime voci parlano anche di una soppressione, o comunque di una revisione, dell’AIF); un’assemblea Carisp che dovrà votare il bilancio con un presidente dimissionario, ma che rimarrà in carica, e con un altro membro del CdA pronto con le valigie; il perdurante silenzio di Banca Centrale, con i suoi vertici arroccati ai piani alti di via del Voltone; la nebulosa Asset, dove le voci che escono sono più preoccupanti dei silenzi;  una liquidità dello Stato che a giugno piomberà sotto i minimi di livello.

Poi ci sono le opposizioni che, con diverse sfumature, hanno tutte l’obiettivo di ottenere chiarezza dal governo, sia nella gestione attuale, sia nelle prospettive delle banche sammarinesi. Un incontro urgente tra maggioranza e opposizione è stata organizzato venerdì pomeriggio, dopo una sessione straordinaria del Congresso di Stato. Ma ne sono usciti tutti scontenti. Dall’esecutivo arrivano invece parole rassicuranti: “Il Governo vuole avviare una nuova fase nei rapporti con le opposizioni basata su una consultazione permanente su temi strategici”. Il Segretario Celli ribadisce l’impegno per la riorganizzazione, il rafforzamento e il rilancio del settore, con l’obiettivo di garantire risparmi, depositi e investimenti e salvaguardare posti di lavoro. Per noi poveri mortali è come uscire dal labirinto di Cnosso, senza finire nelle fauci del Minotauro.

 

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