2 miliardi di NPL: sette consiglieri autorizzano la vendita

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San Marino. Le opposizioni di nuovo in conferenza stampa per denunciare l’ennesima forzatura del governo e della maggioranza su una questione particolarmente delicata, come quella della vendita degli NPL. Un tesoretto, l’ultimo, sul quale San Marino avrebbe potuto ricominciare a costruire il suo futuro. I rappresentanti di PDCS, PS, Rete e MDSI hanno poi stilato una nota in cui sintetizzano il blitz avvenuto in Commissione Finanze.

Oltre 2.100.000.000,00 (avete letto bene, duemiliardi e centomilioni) di crediti non performanti (Npl) saranno venduti in cambio di pochi spiccioli per volere di 7 Consiglieri di Maggioranza: Giorgetti e Selva (RF/AP), Boschi e Andreani (Civico10), Margiotta, Carattoni e Izzo (SSD). Ci riferiamo naturalmente agli Npl di Delta all’interno della Cassa di Risparmio.

Questi Consiglieri, membri della Commissione Finanze, nella serata di ieri si sono auto-votati un ordine del giorno per procedere alla vendita di oltre due miliardi di Npl, dopo che per tutto il 2017 e fino a metà gennaio 2018, i membri di Adesso.sm e i Segretari di Stato si sono sperticati a pubblicizzare la gestione pubblica degli Npl (attraverso una bad bank o altro veicolo pubblico), proprio affinché venissero amministrati nell’interesse del nostro Stato.

La Commissione Finanze di ieri, attraverso l’audizione del dott. Trombone (Presidente della Società Gestione Crediti Delta) e del CdA di Cassa di Risparmio, è stata interamente incentrata sulla gestione e sulla proposta di cessione dei crediti non performanti. È stata l’unica occasione istituzionale in cui le forze di opposizione sono state messe a conoscenza di alcuni dati relativi alla proposta di cessione del pacchetto dei crediti Npl di Cassa di Risparmio.

A seguito dell’audizione le forze di opposizione hanno presentato una mozione d’ordine per riaggiornare la Commissione alla prossima settimana affinché le forze politiche potessero confrontarsi, valutare l’enorme mole di informazioni ricevute in quelle ore ed esprimere un indirizzo politico comune o, comunque sia, che trovasse la più ampia condivisione.

Nonostante la disponibilità dimostrata dalle forze di opposizione e nonostante lo stesso CdA di Cassa di Risparmio avesse sottolineato che ci sarebbe stato tempo fino alla fine del mese di aprile, la maggioranza ha nuovamente proceduto tramite forzatura, votando in maniera contraria alla mozione d’ordine e, di fatto, dando il suo assenso alla vendita degli Npl quando ancora non sono neppure terminate le procedure di selezione. Per garantire i voti della maggioranza (7) rispetto a quelli dell’opposizione (6) è stato determinante l’arrivo di un Consigliere di SSD che, pur non avendo partecipato alle audizioni in tutto il corso della giornata e quindi non avendo ascoltato le relazioni e i dati, è sopraggiunto giusto in tempo per spingere il bottone. 

Ancora una volta, la maggioranza ha preferito evitare di analizzare le conseguenze economiche e sociali delle scelte messe in atto, rinunciando al suo ruolo politico di garante dell’interesse generale e imponendo a tutto il paese decisioni prese da altri rifuggendo ogni tipo di condivisione.

La (S)vendita degli Npl non solo non risolve i problemi di Cassa di Risparmio ma andrà ad aggravare la situazione del bilancio dello Stato, e la modalità con cui è stata portata avanti mina ulteriormente la fiducia della cittadinanza e degli investitori: i Consiglieri di Maggioranza e gli stessi membri di governo invece di difendere la loro posizione per una gestione pubblica degli Npl di Cassa di Risparmio, sono diventati i primi promotori della vendita. 

Siamo dunque arrivati all’epilogo: Adesso.sm ha dato il benestare alla (S)vendita di oltre 2 miliardi di Npl grazie al voto di Consiglieri che hanno accettato a scatola chiusa, senza nemmeno attendere la conclusione della trattativa di Cassa di Risparmio con le due società interessate ad acquistare i crediti. Non sanno neppure cosa prevedano le offerte di acquisto (perché Cassa di Risparmio non lo ha reso noto, non essendo conclusi i negoziati) ma Adesso.sm ha già votato per venderli, non importa a chi, a quale prezzo e a quali condizioni.
In fondo, si tratta solo di due miliardi. 

 

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