Ordinanza Morsiani: in Consiglio è muro contro muro

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Lorenzo Lonfernini, Rf

Dopo la decapitazione Carisp, le varie vicende giudiziarie, si è giunti all’accordo di ristrutturazione interbancario su Delta per il recupero crediti. Nel corso degli anni sono rientrati crediti suddivisi tra tutte le banche interessate dall’accordo di ristrutturazione. Dal 2010 il trend di recupero si è ridotto del 90%, i crediti non riscossi sono ancora superiori ai 2 miliardi. In accordo con gli istituti italiani coinvolti nella Società di gestione crediti è stato avviato nel 2016 un processo di vendita, quando questo governo non c’era ancora. Perché i maggiori istituti italiani comproprietari di Delta premono per la vendita? Perché Cassa ha invece sempre tentennato sulla vendita? Forse perché avrebbe palesato una svalutazione crediti che non si voleva far conoscere? Dei crediti rimasti, c’è una parte di interessi che per alcuni si ritiene importante. Si hanno crediti per lo più di 10 anni e destinati al consumo. Il performing si è esaurito, questo il motivo per cui gli incassi sono in costante calo, e 1,9 miliardi di valore è credito deteriorato. Se ci si vuole accostare al problema in modo tecnico occorre saper i termini dell’accordo di ristrutturazione, conoscere i costi medi di recupero, se ci sono garanzie, conoscere la realtà dei crediti sanitari, quali sono oggetti a contenzioso e di difficile rientro. Io dall’approccio tecnico mi chiamo fuori subito, non ho né competenze, nè conoscenze, lo lascio ai tecnici cui ripongo fiducia, le mie considerazioni non possono che essere politiche e non possono non tener conto delle ordinanze-Morsiani che hanno avuto un effetto politico. Serve un’attenta valutazione di quello che ci dicono i tecnici, cosa comporta la finalizzazione o cosa comporta invece lo stop della vendita. Il Cda di Cassa fin da aprile 2018 ha ritenuto che la vendita del portafoglio Arcade fosse la cosa meno sconveniente per Cassa. Poter recuperare, a seguito della vendita, 190 mln di euro forse non è proprio una operazione sballata, occorre togliersi la casacca politica e valutare cosa sia meglio per Cassa e per il Paese. Sia vendere che non vendere avrà conseguenze per Cassa, occorre la condivisione più ampia in ogni caso della semplice della maggioranza. Io sono disposto a valutare l’opzione di dire no alla vendita, ma bisogna essere consapevoli che si va incontro a delle conseguenze. Le scelte politiche vanno fatte, non è più tempo di temporeggiare. Sulla questione Leiton come maggioranza e governo siamo tranquilli, il mandato dato a Cassa è stato quello di fare gli interessi dello Stato, se qualcuno ha deviato da questo mandato se ne assumerà le responsabilità. Aspettiamo gli esiti dell’inchiesta. A Margiotta rivolgo un rispettoso augurio di buona strada. Ma voglio anche dirgli che, malgrado le difficoltà che stiamo incontrando, non ritengo esaurita l’esperienza di questa maggioranza, ma ritengo doverosa invece un’autocritica. Autocritica sì, ma abbandono della nave in tempesta no. Il Paese ha bisogno di calma, ponderazione, di un atto d’amore non di cattiveria.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Vero, in politica le decisioni bisogna prenderle. Ma ho trovato, negli interventi, molto anomalo che la maggioranza non parli dei contenuti dell’ordinanza Morsiani. In Aula ricalchiamo i tempi della favola ‘i vestiti nuovi dell’imperatore’. Oggi vi scandalizzate che escono ordinanze, diversamente dal passato.  Parlate sempre di fake news. Il congresso di Stato però ha fatto una conferenza stampa anticipando la questione degli sms uscita poi fuori, e lo ha fatto per spostare l’attenzione dal sodalizio tra i suoi membri e alcuni ‘briganti’. A voi non vi importa cosa c’è scritto sull’ordinanza o negli sms, ma chi fa uscire queste notizie. A dimostrarlo, l’incarico dato all’Avvocatura di Stato di perseguire Anonymous e Giornale.Sm, suggerendo nella delibera anche gli articolati di legge previsti per gli attentati ai poteri dello Stato. Ma forse gli attentati ai poteri dello Stato li hanno fatti altri. Voi stessi avete legittimato le fake news, portando una lettera firmata ‘Claudio Podeschi’ in Ufficio di presidenza. State delegittimando lo Stato e date voi gli indirizzi all’Avvocatura per attaccare le persone.  Il Segretario Celli ha attaccato in modo indegno la legittima tripartizione dei poteri dello Stato e non ci sta che un collega di governo non lo abbia fermato.

Matteo Ciacci, C10
La preoccupazione per il clima in Aula della Reggenza è la nostra stessa preoccupazione. Le parole chiave che avete introdotto in maniera puntuale- serietà e responsabilità- sono parole calzanti che non vorremmo far cadere nel vuoto. Non vogliamo far cadere  nel vuoto il bellissimo appello che avete fatto in Aula. Ma per dargli attuazione abbiamo bisogno di atti e fatti concreti. Noi vorremmo seguire l’appello della Reggenza e dire con forza ‘basta’ a questo scontro, ma dirlo non è più sufficiente, lo dobbiamo fare con azioni, in primis noi di maggioranza rivendicando i nostri risultati. Ieri si è riunito il Ccr aperto per la prima volta alle forze di opposizione. Le ragioni sono evidenti: cambio di passo e tentativo di condivisione sulla scelta sistemica legata al pacchetto Delta. Abbiamo pensato di coinvolgere anche Banca centrale per poter dare delucidazioni ai commissari della commissione Finanze su una scelta tecnica. Secondo loro la vendita del pacchetto Delta generebbe ingresso di nuova liquidità, miglioramento dei parametri di Cassa e la valutazione sui crediti- cito- è interessante e di buon livello. Ora non possiamo più parlare strumentalmente di svendita del pacchetto Delta ma di vendita, è un aspetto fondamentale. Ci stiamo accingendo, se la  Commissione lo riterrà opportuno, a vendere il pacchetto Delta e non a svenderlo.
Ma se l’obiettivo è alzare sempre lo scontro, noi non possiamo più seguirlo. Se continuiamo a fare la guerra, colleghi di maggioranza, fallisce il nostro progetto politico e noi non possiamo più seguire quella strada. Lo dico con tanto rispetto alle opposizioni e con la consapevolezza che un cambio di passo ci deve essere. Noi a questo gioco non giochiamo più, il Ccr di ieri deve essere il punto da cui ripartire.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Con tutto quello che è accaduto nell’ultimo mese, sono esterrefatto per gli interventi dei consiglieri di maggioranza. Le dimissioni in Bcsm, l’ordinanza Morsiani, le dimissioni Celli e Margiotta, da ultimo la pubblicazione della nuova ordinanza-Morsiani: in tutto questo gli interventi di governo e maggioranza sono orientati a difendere il proprio operato. Nessuna analisi, anzi si tende a scaricare le colpe sui governi passati e in particolare sulla Dc, incredibile. I fatti contenuti nelle ordinanze si riferiscono prevalentemente all’azione di personaggi nominati da voi e con la regia di Confuorti. Inoltre, in certi organismi sono stati trasferiti o mandati a casa dei sammarinesi che potevano dare fastidio. L’attuale Cda di Cassa sta procedendo, con la complicità dei membri di maggioranza della Commissione Finanze, a svendere Npl di Delta da 2 mld e 189 milioni per 165 milioni, di cui solo metà sono di Cassa. Ieri ha avuto luogo una riunione dell Ccr allargato ad opposizioni e Bcsm in cui si è arrivati a dire che è necessario vendere i crediti Delta e si è decantato come risultato della maggioranza. Anche se penso sia utile ogni momento di confronto, credo questa convocazione sia giunta un po’ tardiva. Valuteremo cosa fare, visto dove siamo arrivati. La maggioranza dovrebbe piuttosto spiegare come si è arrivati a questa situazione, cosa si è fatto in questi due anni, non potendo aumentare ulteriormente l pressione fiscale e non avendo trovato le somme necessarie -vedi la fuga di imprenditori come Ali Turki- non ci resta che svendere gli Npl Delta in attesa dell’arrivo del Fmi che ha tempi più lunghi.  Non potete continuare a chiudere gli occhi, faccio appello ai consiglieri d maggioranza. Sulle dimissioni di Margiotta, che oggi viene definito traditore dai suoi colleghi, sarebbe meglio riflettere. In maggioranza qualcuno sta maturando consapevolezza sulle scelte compiute e sulle interferenze subite. Sintomatica è la sua contrarietà alla svendita Npl, nonostante lo scorso aprile abbia votato a favore con la maggioranza. Sulle dimissioni di Celli a tutt’oggi non si conoscono le reali motivazioni, intanto nell’ultima commissione Finanze dà l’annuncio con un intervento inaccettabile, con un attacco alla magistratura, alla stessa Banca centrale. Ancora più sconcertante è la mancanza di presa di distanze degli altri membri di governo e maggioranza. Tutto questo ha dell’incredibile.

Nicola Selva, Rf
Non ci sto alla degenerazione della politica e della democrazia, non la dobbiamo volere in Aula, né la vogliono i sammarinesi. Dobbiamo fare riferimento all’appello fatto dalla Reggenza. Anche io penso che questo progetto politico non sia finito e che sia sbagliato abbandonarlo quando si cerca di risolvere una situazione appesa da anni al futuro del paese, credo bisognerebbe fare piuttosto una riflessione. Si vuole solo imporre la propria posizione politica, invece la dialettica politica deve tendere a trovare sempre una sintesi. Quali sono le proposte e le idee? Dall’opposizione non sento altre proposte per portare il Paese fuori dalla crisi. Non si hanno soluioni. C’è una ordinanza,  anche io sono preoccupato, ma non mi permetto di dare giudizi. Ho ascoltato colleghi che invece hanno già dato le loro sentenze.
Quando sono stati nominati Grais e Savorelli io ero all’opposizione, sono nomine non fatte da questo governo. Le vicende andrebbero analizzate meglio da tutti. Ieri un passo in avanti molto importante è stato fatto con il Ccr aperto alle opposizioni, mai avvenuto prima. Ma se non riusciamo a collaborare su questa strada abbiamo comunque, come governo e maggioranza, il doverlo di fare con il paese, con le forze sociali e cittadini. Non servono colpi di scena e uno scontro all’ultimo coltello, serve una tabella di marcia il più possibile condivisa per affrontare i problemi, serve fare riforme e partirei proprio dagli Npl di Cassa.

Enrico Carattoni, Ssd
Le accuse politiche dalle opposizioni possono essere fatte, ma in modi degni e leciti. Credo gli appelli ella Reggenza siano stati colti da qualche consigliere dell’opposizione, che non ha lesinato critiche, ma nei modi più riguardati. Ci sono state mancanze e lacune anche leggerezze da parte della maggioranza. Però posso dire con certezza che non sono state fatte con vantaggio per qualcosa o per qualcuno. Grave affermare che i consiglieri di maggioranza non hanno la dignità di girare a testa alta nel paese. Sono certo di aver probabilmente commesso errori, ma in buona fede, e la dignità di girare a testa alta, a differenza di molti di voi, la mantengo sempre. Ho sentito interventi basati su voci di corridoio, tranquillizzo, non voglio distruggere nessuno, per me il confronto è uno strumento necessario.
A chi giova tenere uno scontro sempre così alto? Le risposte vanno cercate all’interno dei singoli gruppi, perché sicuramente a qualcuno giova questo contrasto, perché può evitare di affrontare nel merito le questioni. Ci sono una serie di anomalie nei crediti Delta da 10 anni. Dopo 10 anni paghiamo le conseguenze di non aver fatto sistema quella volta. Non abbiamo capito allora che ci stavano scippando il principale patrimonio che la Repubblica aveva. Nessuno si è mai chiesto perché la gestione dei crediti ci è costata 10-15 mln di euro l’anno. Vorrei un confronto aperto e privo di strumentalizzazioni. L’unico modo per farlo è mettere da parte l’acredine e chi nelle singole forze politiche alimenta lo scontro. Se i consiglieri di maggioranza non capiscono che alimentare lo scontro poterà solo disastri, è impossibile fare progressi. Se si isolerà chi alimenta lo scontro, allora sarà possibile ripartire.

Marco Gatti, Pdcs
Parto da una preoccupazione emersa in alcuni interventi di maggioranza, il cercare di evitare il fallimento di un progetto politico. Se ancora non avete capito che questo progetto è già fallito, e che alle prossime elezioni non riscuoterà alcun successo nel Paese, è un problema di fondo. Se non si riparte nel riconoscere le responsabilità politiche che hanno portato alla situazioni che le ordinanze fanno emergere, uno si trova nelle condizioni di continuare su strade pericolose per il Paese. Quando abbiamo presentato l’esposto alla Reggenza nell’aprile 2017, e nessuno in maggioranza si è preoccupato di andare ad analizzare i legami evidenziati da questa opposizione cattiva, c’è una responsabilità politica. Idem quando abbiamo urlato al colpo di Stato perché è stato rimosso un magistrato dirigente. Leggendo l’ordinanza, la rimozione non è il metodo usato da questo gruppo criminale? La vigilanza di Bcsm è stata rimossa e sostituita.  E ancora, sulla verità delle cose: ieri ero presente nell’incontro con Ccr e Bcsm. Banca centrale non ha mai deciso la vendita degli Npl perché favorevole, lo hanno detto loro stessi di Bcsm che hanno un ruolo di controllo e non possono fare quello che devono fare i consiglieri di amministrazione. Non facciamo passare certe notizie distorte. Banca centrale ha fatto invece un esame parzialmente approfondito delle criticità che ci possono essere con una o l’altra scelta, vendita o non degli Npl, e l’ha messo in mano al Ccr. Non c’è stata data una prospettiva in merito, cerchiamo di non mettere in bocca qualcosa che non hanno detto. Da quando siamo usciti da quell’incontro, abbiamo iniziato a studiare le criticità e a cercare altre strade, noi non siamo contro la vendita, ma siamo per una scelta che dia prospettiva allo Stato. Non ho sentito dire ‘state tranquilli che se fate questo c’è prospettiva’. Se l’obiettivo è fare finta di avere condivisione, fatelo. Se vi interessa il bene del paese, invece, bisogna lavorare attorno a un progetto che non faccia morire il Paese domani mattina, Questo per me significa essere costruttivi e smetterla di guardare indietro, ma guardare quello che è successo.  Sugli Npl si fa l’errore di guardare prezzo di vendita e non il valore dei beni. Secondo me  ci sono soluzioni ‘b’ e ‘c’, ma bisogna approfondirla con organismi tecnici. Sul discorso della loro valutazione, tutti parlano delle relazioni tecniche ma dipende dai criteri su cui sono basate. Noi chiediamo la relazione Kpmg. Do lettura all’Odg sottoscritto dai gruppi di minoranza e dai consiglieri indipendenti.
“In merito alla vendita dei crediti del Gruppo Delta, in particolare alle problematiche relative alle loro svalutazioni, evidenziando che da 2010 la società KPMG ha analizzato i crediti Delta suddivisi per società, tipologia, e per fase ci recupero; che ogni anno KPMG aggiornava le proprie proiezioni sulle percentuali di recupero dei crediti Delta, fornando una relazione dettagliata a Cassa di Risparmio; che sulla base del monitoraggio di KMPG e delle proiezioni annualmente aggiornate, il Cda di Cassa formulava la proposta di rettifiche e accantamenti da iscrivere a bilancio in relazione ai crediti Delta; che le relazioni di  KMPG, impostate sul criterio della continuità aziendale, non sono mai rese pubbliche, nonostante i contenuti siano di interesse nazionale per permettere un confronto sulle valutazioni dei crediti Delta;

evidenzianto altresì

– che nel mese di giugno 2017 KPMG ha consegnato a Cassa la relazione aggiornata al 31 dicembre 2016 e che sarebbe altrettanto utile conoscere gli esiti dell’aggiornamento del 2018 (…)

impegna il Congresso di Stato a consegnare ai capigruppo consiliari delle forze politiche presenti in Consiglio grande e generale (anche in forma riservata) copia delle relazioni di aggiornamento della società KPMG sul piano operativo di ristrutturazione del Gruppo Delta predisposte nel 2017 e nel 2018”.

Roberto Giorgetti, Rf
Sulla decisione del consigliere Margiotta: trovo un po’ imbarazzanti certi accreditamenti da determinate persone, credo di poter confermare il progetto politico di questo maggioranza, è un progetto scomodo che affronta una serie di nodi del passato. Noi il percorso lo riconfermiamo per senso di responsabilità nei confronti del Paese, di certo non è un percorso ispirato a popolarità e consenso, se no avremmo ricalcato le scelte di altri partiti del passato.
Sul Teorema Confuorti: in questo momento abbiamo moltissime ordinanze e nessuna sentenza, non abbiamo nessun processo e neanche un rinvio a giudizio. Mi sembra che qualcuno volutamente faccia un po’ di confusione. Certo che le ordinanze non sono false,  ma così come sono diffuse a stralci, forse si fa un po’ confusione. Le ordinanze sono ipotesi di indagini di un magistrato che fa il suo lavoro e dovranno passare per successivi vagli e per la decisione, se ci sono reati, di rinvio a giudizio, e se non ci sono, di archiviazione. E’ un percorso che però non si fa qui dentro.

Guerrino Zanotti, Sds Affari Interni
Sulla questione Leiton non è il congresso di Stato a dare disposizioni sulla vicenda Leiton, ma il Cda di Cassa ha deciso in piena autonomia e lo ha fatto mettendo in atto tutte le iniziative necessarie per il rientro del credito, mettendo in mora la società, sarà un giudice a dirimere la questione. Quello che non si chiede e sarebbe invece interessante, è sapere che la questione delle obbligazioni Leiton risale a 10 anni fa, e magari sarebbe curioso conoscere come ha avuto origine l’acquisizione di quelle obbligazioni e quali garanzie aveva quel credito.  In questo momento è più importante però cercare di capire se ci sono inadempienze del congresso di Stato.  A Denise Bronzetti che dice che al Paese non interessa la trattazione sui diritti civili e riportare in Aula le risultanze delle missioni cui partecipano i consiglieri sammarinesi, in cui si parla di diritti dell’uomo, io credo si sbagli di grosso. Ci sono moltissime persone per fortuna ancora molto attente a queste questioni e non credo sia il caso di sminuirli proprio quando questi diritti sono messi in discussione.

Marco Podeschi, Sds Istruzione
Visto che si è parlato della mia onestà, se “anonymous” avrà la bontà di controllare e pubblicare ancora il mio telefono – e nessuno si è chiesto poi se sia lecita l’opera di verifica dei messaggi di un cittadino – forse potrà trovare un messaggio un po’ minatorio di un collega all’opposizione. Quando si parla di onestà, se i colleghi hanno elementi li invito ad andare in tribunale a denunciarci e, se volete, andremo anche in galera. Io le mie vacanze le concordo con mia moglie e i miei figli, se poi parlare con qualcuno è reato, per carità, va bene tutto, umiliateci e offendeteci. Essere membro di governo significa oggi anche questo, anche ricevere minacce di morte. Sicuramente abbiamo sbagliato, non è che essere al governo ci lesina dagli errori, ma dileggio, sbeffeggiamento, risate, piccoli messaggi,.. se avete elementi per denunciarci andate in tribunale. Chiedete dove sono andato in vacanza e chi vedo. Ci sono livelli minimi per cui prima di tutto siamo persone.

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