Testo dell’Orazione di Gabriela Cuevas Barron, Presidente UIP, dell’Oratrice Ufficiale

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Eccellentissimi Capitani Reggenti,

Eccellenze, Illustri Ospiti, Signore e Signori,

E’ un grande piacere, nonché un onore, ritrovarmi qui con voi in questo palazzo così ricco di storia.

Ho capito che c’è qualcosa di veramente autentico e solido in questo paese: le sue istituzioni democratiche, che risalgono a secoli se non a millenni fa, ma che forniscono ancora oggi un modello per il resto del mondo.

Ieri mi è stata conferita l’onorificenza dell’Ordine di Sant’Agata per il mio ruolo di Presidente dell’Unione Interparlamentare, l’Organizzazione mondiale dei Parlamenti che promuove la democrazia in tutte le sue forme, a cominciare da quella rappresentativa.

Nei consessi internazionali, quando si parla di democrazia, si dice spesso che “non c’è un’unica misura adatta a tutti”. Ogni paese può definire il proprio modello, purché persegua l’obiettivo finale della democrazia, ovvero il governo del popolo, dal popolo e per il popolo.

Per l’Organizzazione che presiedo, questo principio richiede innanzitutto l’esistenza di Parlamenti forti, rappresentativi e inclusivi, che siano in grado di coinvolgere tutte le persone, senza discriminazioni – donne e uomini, ricchi e poveri, minoranze e gruppi vulnerabili – e che sovrintendano con efficacia il lavoro dei loro governi.

Quello che era iniziato come un piccolo gruppo di parlamentari provenienti da nove paesi nel 1889 dedicati alla promozione della pace e del dialogo è diventata oggi l’odierna UIP, l’Organizzazione mondiale dei dei Parlamenti nazionali, che conta 179 membri. A prescindere dalla sua dimensione territoriale, la voce di ogni membro ha lo stesso peso e rappresenta il proprio popolo. Nel corso dei 130 anni di storia della UIP abbiamo constatato quanto l’impatto di un Parlamento forte possa essere incisivo sul miglioramento della vita delle persone e sul rafforzamento delle istituzioni democratiche.

Democrazia significa molto di più di elezioni libere ed eque: è un sistema di governo fondato sullo stato di diritto, sulle libertà fondamentali, come la libertà di parola e di riunione, e sul diritto delle opposizioni di far sentire la propria voce.

Al di fuori del contesto istituzionale, la democrazia richiede una cultura del dialogo e della tolleranza, dell’inclusione e della dignità umana.

Quando le pratiche democratiche sono radicate nelle istituzioni di governo e nella società in generale, le persone hanno maggiori possibilità di vivere in pace e sono più inclini a risolvere le loro divergenze attraverso i processi politici piuttosto che con lo scontro violento.

E queste sono caratteristiche ben presenti qui a San Marino. Per quanto questo paese possa essere piccolo, il suo modello di democrazia si rivela comunque grande e funge da fonte di ispirazione per il resto del mondo.

Nel corso dei secoli, la Repubblica di San Marino è stata un laboratorio di innovazione democratica che ha servito bene il proprio popolo, senza conflitti interni e con un forte senso di unità d’intenti.

Con due Capi di Stato provenienti da partiti diversi che si alternano ogni sei mesi, San Marino ha inserito il bipartitismo nel suo sistema di governo. E se guardiamo alla politica di divisione che si manifesta sempre più frequentemente nel mondo di oggi, questa è una grande virtù.

Sono molto colpita dalle caratteristiche del vostro Parlamento, il Consiglio Grande e Generale, che ha aderito alla UIP 30 anni fa, nel 1989.

Con 60 Consiglieri per una popolazione di trentatremila abitanti, il rapporto di rappresentanza del Consiglio è di un Consigliere per soli 550 abitanti. Questo rapporto sarebbe impossibile da replicare nei paesi più grandi, ed evidenzia chiaramente l’importanza che le democrazie forti attribuiscono a uno stretto rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti eletti.

Quando le persone e i loro rappresentanti sono unite da relazioni strette che si fondano su un reciproco impegno, le decisioni vengono immediatamente riconosciute come legittime e nel migliore interesse di molti. Al contrario, quando i rappresentanti del popolo sono lasciati a se stessi con poche responsabilità dirette verso gli elettori, la politica diventa un gioco d’élite al servizio degli interessi di pochi.

Un’altra caratteristica del Parlamento sammarinese che mi ha colpito fortemente consiste nel fatto che il 53 per cento dei seggi è occupato da giovani (secondo la definizione dell’UIP di età inferiore ai 45 anni). In quanto giovane parlamentare, sono fortemente convinta che la presenza dei giovani nei Parlamenti è fondamentale per orientare il proprio operato al futuro, aprendosi a nuove idee e a nuovi modi di agire.

Sono anche molto lieta di constatare che il 25 per cento dei seggi del Consiglio è occupato da donne, e addirittura il 36 per cento dei candidati alle ultime elezioni era di sesso femminile. Queste cifre non sono straordinarie, ma puntano nella giusta direzione. Non posso che incoraggiarvi a proseguire verso la parità di genere nel mondo della politica.

Se infatti gran parte del lavoro di genere svolto dall’UIP si orienta al sostegno delle donne in politica, lavoriamo anche con i Parlamenti nazionali per eliminare le leggi discriminatorie che impediscono una vera partecipazione delle donne in tutti gli ambiti della vita e che creano le condizioni perché la violenza sessuale e altre forme di abuso sulle donne siano un triste fatto della vita quotidiana di molti paesi.

La mutilazione genitale femminile, una delle peggiori forme di violenza contro le donne, è stata per anni oggetto di discussione e fonte di preoccupazione per noi. Ed è proprio questo che avevo in mente ieri, alla cerimonia per la mia onorificenza, quando ho ricordato la storia di Sant’Agata e l’abuso fisico che ha subito.

Ultimamente stiamo concentrando maggiormente le nostre risorse su un altro fenomeno che è sfuggito all’attenzione dell’opinione pubblica per troppo tempo, ovvero la violenza contro le donne in politica. Come i nostri studi dimostrano, l’82% delle donne in politica ha subito violenza psicologica nel corso della loro carriera. Tra queste, circa il 44% ha ricevuto minacce di morte, stupro, percosse o rapimenti durante il mandato parlamentare e anche minacce di veder rapiti o uccisi i propri figli.

La parità di genere e l’emancipazione delle donne fanno parte di un ampio programma di lavoro dell’UIP, incentrato sull’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Se infatti la nostra attività principale è la costruzione della democrazia, siamo comunque consapevoli che non possa esistere democrazia senza sviluppo. Molto del lavoro che stiamo portando avanti in questo periodo è aiutare i Parlamenti a istituzionalizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in maniera trasversale. Inoltre, manteniamo alta l’attenzione sulla salute e sul cambiamento climatico, due questioni esistenziali su cui è necessario agire subito.

Un’altra cosa che distingue questo grande paese è la reputazione di cui gode nell’ambito delle relazioni internazionali.

Al pari degli altri 192 Stati membri delle Nazioni Unite, San Marino può esprimere un voto nell’Assemblea Generale e contribuire in questo modo a plasmare il confronto globale su tante questioni importanti. La voce di San Marino sulla scena internazionale è orgogliosamente indipendente.

L’attività che il vostro paese svolge presso l’ONU è in linea con la posizione dell’UIP, secondo cui globalizzazione e multilateralismo possono coesistere con la sovranità nazionale e il perseguimento dell’interesse nazionale correttamente inteso. Spetta a ciascuna nazione definire democraticamente la propria visione del futuro, ma è compito di tutte le nazioni lavorare insieme per affrontare questioni globali che nessun paese può superare da solo.

Il multilateralismo è l’unico modo per affrontare la crisi climatica, gestire le migrazioni di massa, realizzare il disarmo nucleare e riportare il commercio e la finanza internazionale su solide basi. Nessun paese può farcela da solo.

Ho apprezzato particolarmente le scelte fatte da San Marino di cosponsorizzare molte risoluzioni dell’Assemblea Generale sull’interazione tra le Nazioni Unite, i Parlamenti nazionali e l’UIP, tra cui la più recente nel maggio 2018. Questo dimostra inequivocabilmente il vostro impegno nei confronti dei valori della UIP, ed è un importante riconoscimento da parte vostra del ruolo chiave che i Parlamenti e la UIP devono svolgere nel portare la voce dei cittadini nei processi internazionali.

Visto che l’Assemblea generale si sta preparando per l’ennesima risoluzione sulle relazioni con i Parlamenti nella primavera del 2020, spero di poter contare sul vostro sostegno anche in quell’occasione.

Grazie ancora per questo onore, e per la vostra attenzione.

Viva San Marino

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