Non siamo noi di Rete ad aver cagionato, negli ultimi tre anni, danni inenarrabili al Paese

Netta la vittoria del PDCS che ha ricevuto ieri il mandato per formare il nuovo Governo

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Il Movimento RETE ringrazia gli elettori che hanno confidato nel cambiamento e che col loro voto ne hanno confermato lo stato di seconda forza politica del paese. Rispetto al 2016, è venuto a mancare un risibile 0,1%.

Se nel 2016 si poteva guardare al voto di RETE come frutto di protesta e di contestazione da parte del cittadino, oggi si deve constatare che il movimento è divenuto una realtà politica di tangibile solidità.

Sarebbe poco onorevole nascondere anche una certa delusione: RETE mirava ad una crescita consistente del proprio consenso che non c’è stata, quantunque si trovi a salutare con soddisfazione l’ottimo risultato del proprio alleato di coalizione, Domani – Motus Liberi.
Dall’analisi del voto risulta che l’elettorato di RETE sia cambiato: traviato da una propaganda dai contenuti diffamatori e fantasiosi, è ipotizzabile che parte dello storico elettorato si sia lasciato scoraggiare mentre, nel contempo, un elettorato consapevole del nuovo ruolo di controllo democratico e civile di cui il Movimento è investito, l’ha sostituito con più stabilità.

Il compito di garante del Movimento RETE non è ancora esaurito, poiché alcuni esiti elettorali inaspettati potrebbero nascondere gli interessi di vecchi potentati, ma è la fase propositiva e istituzionale da promuovere e iniziare: la vittoria del PDCS va indubbiamente riconosciuta, ma anche necessariamente contenuta e rintuzzata per non creare disequilibri sociali nel Paese.

L’obiettivo di ottenere il mandato per la formazione del governo è stato inficiato dall’esito elettorale che vuole il PDCS essere traino del prossimo Governo. Il Movimento RETE, eventualmente, sarà parte di esso dopo aver posto le proprie condizioni: al governo sì, ma non ad ogni costo. La prossima mossa spetta al PDCS.

Le opzioni non sono infinite: da una parte c’è chi ha commesso gli errori degli ultimi tre anni e cagionato danni inenarrabili, dall’altra c’è chi l’ha stanato, contrastato e, almeno in parte, bloccato.

Rimane molta strada da fare per il Paese: noi la percorreremo, senza fare sconti, in qualsiasi parte del Consiglio ci troveremo.

Movimento RETE

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