Consiglio Grande Generale, , Sessione 14, 15,16, 20, 21, 30 gennaio

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SEDUTA DI MARTEDI’ 14 GENNAIO – MATTINA

 La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il messaggio di cordoglio dell’Ecc. Reggenza per la scomparsa, il 10 gennaio scorso, di Marino Bollini, seguito da un minuto di silenzio. A tenere banco, durante il Comma Comunicazioni, è la notizia della vendita del secondo titolo “Demeter”, con i consiglieri di Libera che rivendicano l’estraneità della maggioranza rispetto all’operazione che aveva dato avvio al cosìddetto ‘caso titoli’. “Il recupero totale o parziale dei titoli Demeter nulla toglie alla responsabilità di eventuali reati attorno alla vicenda, per i quali abbiamo sempre richiesto risposte all’interno dell’Aula” afferma Eva Guidi (Libera), che dà lettura di un ordine del giorno con cui si chiede la convocazione di una Commissione finanze, con l’audizione di Banca Centrale, per fare il punto della vicenda dal punto di vista patrimoniale, economico e politico. Matteo Ciacci (Libera) chiede “onestà intellettuale” e di “riconoscere il lavoro profuso nella difesa della governance e nella lotta ai poteri forti”. “Io credo che l’allora maggioranza si fosse resa conto che l’investimento avrebbe arrecato danno al Paese” attacca Francesco Mussoni (Pdcs), dicendo basta al “ritornello della lotta ai poteri forti”. “Il Governo di allora non era minimamente informato sull’operazione che è stata fatta” rimarca Nicola Renzi (Rf). Per Emanuele Santi (Rete) l’odg di Libera è “una richiesta tardiva: noi abbiamo chiesto tante volte di fare chiarezza, ma c’è stato un muro di omertà”. “Quell’operazione era fuori legge – taglia corto Alessandro Mancini (Npr) – occorre accertare la responsabilità di chi l’ha fatta”. Per Andrea Zafferani (Rf) “sarebbe bene sapere le cifre esatte dell’operazione conclusa da Banca Centrale, prezzo di acquisto, di vendita e interessi maturati”. Marco Nicolini (Rete) punta il dito contro la stampa e chiede giustizia per “un Paese raggirato da ladri di polli che si fingono finanzieri”, mentre Giovanni Zonzini (Rete) parla di “lacrime di cocccodrillo” dell’ex maggioranza. L’operazione, ricorda Giancarlo Venturini (Pdcs), “ha favorito la risoluzione di un debito da parte di una società controllata dalla stessa Banca Centrale”.

     Terminato il Comma Comunicazioni, si passa al Comma 2: “Nomina di due membri effettivi e di un membro supplente del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme”. Apre il dibattito Francesco Mussoni (Pdcs) secondo cui le valutazioni da fare sono due: “una legale ed una politica”. Nel primo caso, “è stata pienamente rispettata l’impostazione prevista dalla legge”. Quanto al dato politico, “in ufficio di presidenza la maggioranza ha proposto dei nomi. L’opposizione, pur avendone facoltà, non lo ha fatto”. Mussoni ammette che c’è stata “un’eccezione alla regola”, ma assicura poi che “la prossima nomina sarà dell’opposizione, con il pieno appoggio da parte della maggioranza”. “Il sospetto è che la vostra seppur velata intenzione sia quella di mettere le mani sul Consiglio giudiziario plenario e di conseguenza sul tribunale” dice Michele Muratori (Libera), parlando di “indecoroso en plein dal retrogusto vagamente totalitarista” e si domanda “perché tuttà questa fretta nel voler nominare il nuovo Collegio?”.

 

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma Comunicazioni

Eva Guidi (Libera): Il mio intervento riguarda la vendita del secondo titolo obbligazionario Demeter, che fa seguito alla vendita dell’altro titolo obbligazionario. La vicenda, vista la sua gravità, impone alcune considerazioni. Nel settembre del 2017 in una seduta del Consiglio scoppia il caso titoli Demeter. L’opposizione accusa la governance di allora di Bcsm di aver acquistato impropriamente titoli per un importo superiore a 42 milioni e nascondendo questa operazione dietro esigenze di liquidità del sistema. Viene accusato il Governo in carica di aver coperto questa operazione. Ritengo che ci sia l’opportunità e sia il momento giusto per fare piena luce dal punto di vista politica. Ci sono state notizie non corrette mano a mano che la vicenda si sviluppava. Notizie che tuttavia hanno lanciato un forte allarme all’interno del Paese. Sulla vicenda sono state aperte varie denunce a seguito di vari esposti comprese azioni legali di tutela. Il recupero totale o parziale dei titoli Demeter nulla toglie alla responsabilità di eventuali reati attorno alla vicenda, per i quali abbiamo sempre richiesto risposte all’interno dell’Aula. E’ inoltre doveroso andare a colpire, oltre ai soggetti che hanno operato attorno all’operazione titoli, anche i soggetti che hanno ottenuto un indebito vantaggio dall’operazione, se ve ne sono i presupposti. Ritengo importante rimarcare per l’ennesima volta la non correttezza della vicenda che è stata portata in aula, tirando in ballo il Governo in modo strumentale e i membri del Ccr, quando questi ultimi sono stati i primi a volere che si facesse chiarezza e l’indagine si chiudesse. Non corretta la notizia che i titoli erano stati acquistati con il Fondiss, che aveva generato un certo allarmismo tra i lavoratori. Su tutta questa questione, e sull’emersione di responsabilità giudiziaria, sta indagando la magistratura. Dall’inizio abbiamo fatto presente la necessità di dare una risposta. Nel frattempo ci sentiamo di ribadire che dall’ordinanza non erano emerse responsabilità dirette del Governo, ma riteniamo indispensabile fare piena luce. Non ritengo che dagli esposti presentati in tribunale abbia preso il via la questione che attanaglia il settore giustizia. I fatti rilevati hanno aperto un caso complesso in tribunale, ma non è la madre di tutti i problemi della giustizia. Ora che la vendita dei titoli è stata effettuata, sarebbe bene fare un riepilogo della vicenda ed è per questo che presentiamo un ordine del giorno per la convocazione di una Commissione finanze, con l’audizione di Banca Centrale, per fare il punto della vicenda dal punto di vista patrimoniale, economico e politico.

Matteo Ciacci (Libera): Anche da parte mia qualche considerazione. Volevo fare alcune riflessioni alla luce della notizia che abbiamo appreso e che ha visto la vendita del secondo titolo Demeter. Un risultato importante che evidenzia da un lato la bontà dell’azione della governance di Banca Centrale, che abbiamo sempre difeso e tutelato in tutte le circostanze, senza garantire appoggio incondizionato. Su questa vicenda era stata attaccata Adesso.sm, sebbene l’iniziativa del titolo era stata intrapresa da un’azione – quella sì sconsiderata – dell’allora governance di Banca Centrale, in particolare dell’allora direttore Savorelli. Noi abbiamo caldeggiato l’avvio di azioni di responsabilità e sostenuto una governance che ha sfruttato una particolare finestra per riprendersi il titolo e quindi non generare una perdita. Ben venga la scelta di non creare danni allo Stato. Volevo commentare il comunicato di Rete, che rivendica questa vendita. Però la ricostruzione di Rete manca di un passaggio importante. Questa difesa estenuante della governance e la lotta ai poteri forti è una battaglia fatta non solo da Rete, anzi, coloro che l’hanno fatta concretamente da un ruolo rilevante è stata quella componente della maggioranza di Adesso.sm che oggi è Libera. Occorre riconoscere il lavoro profuso dagli altri. Per questo chiederei maggiore onestà intellettuale. Il titolo non aveva un rating così basso come è stato detto per attaccare l’ex maggioranza in maniera strumentale.

Francesco Mussoni (Pdcs): Devo dire che da un certo punto di vista mi fa piacere che ci sia oggi una ammissione sostanziale di inopportunità di quel tipo di investimento. Siamo stati fortunati che non ci sono state grosse perdite. Ma le affermazioni di Ciacci confermano che in quel momento c’era la consapevolezza che non era un investimento che andava fatto. La maggioranza si era resa conto che l’investimento avrebbe arrecato danno al Paese. Questa è una mia valutazione. Non mi piace il ritornello della lotta ai poteri forti. Siamo tutti contro i poteri forti.

Guerrino Zanotti (Libera): Argomento trattato correttamente da Eva Guidi. Si sono sentite considerazioni che lasciano perplessi. Non è vero che quell’episodio è attribuibile alla volontà del Governo. Si sono raccontate molte inesattezze, come quelle sui fondi pensione. Ci sono diverse narrazioni e racconti della verità rispetto a quel periodo che ancora oggi vengono in qualche modo mistificate. Quell’operazione il Governo non l’ha assolutamente avvallata ed è stata oggetto di un esposto da parte del Congresso di Stato.

Nicola Renzi (Rf): D’accordo con l’ordine del giorno dell’audizione. Al di là della questione dei danni e dei benefici che può avere arrecato, credo che dobbiamo chiarire effettivamente quanto il Congresso di Stato di allora fosse informato o meno su quell’acquisto. Il Governo di allora non era minimamente informato sull’operazione che è stata fatta. Valuteremo l’esecutivo sui fatti. Ciò che ci piacerebbe è che ci sia un coinvolgimento del Consiglio Grande e Generale, cosa che voi avete detto a più riprese. Ad oggi ci sono solamente tre Segretari di Stato in aula, ma non è questo il tema. Noi guardiamo al futuro. E allora vogliamo preparare bene la visita del Fondo Monetario Internazionale? La proposta che faccio è di poter convocare una Commissione finanze prima della visita del FMI affinché possiamo sapere quali sono le linee di indirizzo del Governo. Sono rimasto stupito nel non vedere alcuni temi fondamentali nel programma di Governo. Ad esempio manca completamente la parola FMI. Cosa significa? Ci sarà un atteggiamento di totale chiusura? Oppure ci sarà la volontà di aprire un dialogo? Condividiamo i dati da dare al Fondo Monetario internazionale. L’altro tema è che tra breve scadrà una tranche importante di un ‘prestito’ che la Banca Centrale ha fatto all’Ecc.Camera. Su questo, il Governo cosa intende fare? E’ possibile che anche su questo ragioniamo insieme tra forze politiche? Lo dico nel pieno rispetto dei ruoli. Temi che sono di interesse di tutti. Sull’Unione Europea: uno di quei temi su cui il confronto deve essere assolutamente fatto. Noi abbiamo fatto più di dieci Commissioni Affari Esteri per parlare di questo tema. Beccari ha parlato di proporzionalità nel rapporto con l’UE. Non è il termine giusto. Più appropriati temporalità e gradualità. Dietro a queste parole c’è un approccio molto diverso.

Emanuele Santi (Rete): Ho accolto con favore l’odg di Eva Guidi: atto dovuto fare chiarezza su questa vicenda. Questa richiesta però arriva in modo tardivo. Si poteva fare molto prima, ma non è mai troppo tardi. Noi abbiamo chiesto tante volte di fare chiarezza, ma c’è stato un muro di omertà. Al di là delle responsabilità giudiziarie che verranno fuori, dobbiamo fare considerazioni politiche. Questa operazione non andava fatta. E’ stato investito il 70 per cento del patrimonio di Bcsm in un titolo liquido, mettendo a repentaglio la stessa Bcsm. Chi ha fatto l’operazione ha chiuso i debiti della galassia Confuorti. Quanto alla responsabilità politiche, ricordo che i decreti di luglio del 2017 sono stati avvallati dal Governo. Accoglieremo favorevolmente l’opportunità di fare chiarezza, ma rinfreschiamo la memoria al Paese: le responsabilità politiche sono molto gravi ed evidenti.

Alessandro Mancini (Npr): La notizia è sicuramente bella e va riconosciuto il merito a questa Banca Centrale, non a quella prima, nel dare una risposta a un problema di carattere economico, ma non legale. Quell’operazione era fuori legge. Bisogna accertare chi ha fatto quell’operazione. Il tribunale sta indagando e c’è una commissione di inchiesta. Vanno accertate responsabilità politiche sull’uso distorto dei fondi.

Vladimiro Selva (Libera): Quell’operazione veniva attribuita alla maggioranza ma già all’epoca era evidente una certa faziosità. Operazione condotta in autonomia da Banca Centrale. Condotta da dei vertici che non erano stati nominati dall’allora maggioranza e che in seguito sono stati allontanati. E’ evidente che non c’è stata una copertura legale, altrimenti il tribunale non starebbe indagando. Il fatto era grave, ma è anche vero che la componente di maggioranza e opposizione hanno subito un’azione portata avanti in maniera autonoma da Bcsm. Questa vendita, avvenuta a novembre, è emersa solo oggi. Negli enti autonomi, la politica vigila e se qualcuno sbaglia, va a casa: guarda caso, Savorelli. Non l’ha mandato a casa l’opposizione di allora.

Gian Nicola Berti (Npr): Ho apprezzato l’equilibrio di Eva Guidi nel presentare l’ordine del giorno. Dovremmo valutare questa posizione. Però devo mandare una frecciata al consigliere Selva. Quei vertici seguirono una procedura di nomina molto particolare. Quello che abbiamo visto è stato decisamente sintomatico. Durante quella legislatura già qualcuno della maggioranza si era accorto che non tutto filava per il verso giusto. Per questo è importante l’accertamento delle responsabilità da parte della magistratura ma anche da parte della politica. Rispondo a Renzi per quanto concerne il tema dell’Europa. Il suo appello va accolto, ma vorrei ricordare che sarebbe stato utile se avesse rivolto quell’appello a se stesso. Ci stiamo avvicinando a una associazione con l’Europa, ma il Paese non è a conoscenza dei nodi dell’accordo. L’ordine degli avvocati afferma che alcune tematiche non sono mai state approfondite.

Marco Nicolini (Rete): Necessario assicurare un certo cambiamento degli attori della politica. Bisognerebbe evitare di portare il dialogo politico sui social network, con conseguente imbarbarimento. Durante la scorsa legislatura c’era un Segretario di Stato molto attivo su Facebook, a tratti quasi aggressivo, ma di persona è molto migliore del suo alter ego social. Il nuovo percorso sul referendum non ha convinto gli editorialisti dell’Informazione. Il giornalista Marino Cecchetti mette tutti i politici nel medesimo calderone. Forse egli dimentica che il nostro Segretario di Stato sta affrontando accuse sulla base di quanto affermato da lei stessa in questa Aula, con il tribunale del Lussemburgo che si è fatto beffe dell’immunità parlamentare. Il buon Antonio Fabbri non manca mai un appuntamento pre – Consigliare. Non è chiaro se sia l’Informazione ad imbeccare il Consiglio o il contrario. Fabbri dice che aver saputo della vendita del titolo in campagna elettorale avrebbe spostato gli equilibri. Egli era impegnatissimo a fare campagna anti – Rete. La verità è un’altra. Si sono usati soldi dei sammarinesi per vicende private. Banca Cis nel 2011 era sanissima, mentre qualche mese fa non è riuscita a pagare i piccoli correntisti. Pongo nella commissione di inchiesta la massima fiducia. Tanta gente attende giustizia. Un Paese raggirato da ladri di polli che si fingono finanzieri.

Marica Montemaggi (Libera): Ci sono delle azioni di responsabilità avviate. La governance di quella Banca Centrale era stata allontanata. Chiaro che c’è una responsabilità politica e la necessità di fare luce. Ma ricordo quando non c’era la possibilità di confrontarsi perché accecati dalla necessità di trovare il colpevole. Si voleva arrivare a tutti i costi a dire che erano stati usati i fondi pensione. Non ci siamo tirati indietro. Il fatto che oggi si possa andare avanti e parlare con un altro metodo è veramente quello che serve, ma abbiamo dovuto lavorare sempre in trincea, non c’era la possibilità di confrontarsi. Mi fa piacere che ci sia la volontà di ragionare e ricostruire i fatti.

Andrea Zafferani (Rf): Mi auguro che anche su questa vicenda ci sia la possibilità di fare passi in avanti e chiarezza. L’iniziativa proposta con l’Odg di oggi è positiva. Se non ci fosse stata l’assenza del dialogo nella passata legislatura, alcune iniziative sarebbero potute arrivare prima. In primo luogo. Credo sarebbe bene sapere le cifre esatte dell’operazione conclusa da Banca Centrale, prezzo di acquisto, di vendita e interessi maturati. L’operazione mi pare abbastanza indiscutibile. Mi pare di poter dire che l’operazione ha violato i regolamenti interni di Banca Centrale. Chi ha fatto queste operazioni non è stato nominato dal precedente Governo, che anzi ha fatto delle azioni miranti a rimuoverli dal ruolo in tempi rapidi. Il CCR aveva chiesto informazioni, ma non le ha avute. E’ già stato ricordato come fossero stati gli stessi fondi pensione a richiedere quell’operazione in quella particolare fase e che poi però si tornò indietro. Ci sono dei documenti e ne abbiamo parlato. Le regole di Banca Centrale interne non erano cambiate e con tutta probabilità l’operazione fu fatta in violazione. Sui decreti, se leggiamo bene le ordinanze che però non sono sentenze, emerge chiaro come la dirigenza di Banca Centrale non apprezzò i decreti nella loro stesura finale, tanto da andare dal FMI a dire che il Governo non si stava comportando correttamente. La dirigenza non apprezzò per niente i decreti nella loro stesura finale. Su questa vicenda non c’è stata alcuna manleva.

Denise Bronzetti (Npr): Sarebbe interessante fare una ricostruzione ancora più approfondita sulla triade Grais-Savorelli-Siotto. Quando le azioni illegali sono avvenute e perché sono avvenute? Positivo l’odg presentato dalla collega Guidi, con cui si dà atto che le operazioni sono illecite. Voi eravate il Governo di allora, ci sono stati tanti confronti nelle sedi istituzionali. Ma in quei momenti le risposte non sono arrivate e c’è sempre stato un atteggiamento non dico di copertura, ma una certa leggerezza rispetto a quanto stava accadendo. L’odg può essere una buona base di partenza per fare chiarezza rispetto a quanto è avvenuto tempo fa in maniera rischiosa. Mi si consenta ancora di fare alcune considerazioni sui quesiti posti da Renzi sulla visita del FMI. Useremo tutta la prudenza del caso. C’è un Governo che saprà indubbiamente prendere le decisioni più opportune. Ha dell’incredibile che oggi ci si ponga una serie di quesiti del genere. Noi per mesi e mesi abbiamo chiesto al Governo passato quale era l’intenzione nei confronti del FMI. Ci siamo già espressi in maniera dura su una posizione della politica estera che non faceva chiarezza rispetto a certi canali, con la ricerca di linee di credito verso altri Paesi. Ogni volta sul FMI si chiedeva, ogni volta le risposte erano diverse.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Voglio riferirmi alla visita del Fondo Monetario Internazionale. Una riflessione a tutto tondo sulle strategie era importante e necessaria, ma questo non sta avvenendo. Fitch dovrà arrivare a San Marino alla fine della primavera e terrà conto del report del FMI. E’ un elemento cruciale: il Governo però si guarda bene dal discuterne. Vediamo bene un attimo su quali elementi vanno affrontati i confronti con il Fondo. Nel loro report, anche se hanno ormai capito che rifiutiamo i programmi di assistenza, ci chiedono cosa pensiamo nel ripristino della funzionalità del sistema bancario. Questo richiede una profonda ristrutturazione del sistema bancario con riduzione dei costi e risoluzione del problema Npl. Ci chiede cosa verrà fatto per il rafforzamento del capitale e quali saranno i piani di crescita della governance di questo settore. Siamo in grado di realizzare tutto questo da soli? Le risposte devono essere indicate e discusse almeno nell’aula consiliare. I problemi sono enormi sotto questo punto di vista. Ci troviamo nella condizione di affrontare un progetto Paese che deve essere delineato, ma quali indicazioni arrivano dal nuovo Governo? Addirittura la maggioranza è impegnata a dire che chi ha voluto la trasparenza nel sistema ha sbagliato. Una cosa che mi fa molto male. Oggi i poteri forti sono stati messi a nudo ed è stato possibile metterli ai margini. Oggi siamo nella fase di affrontare i problemi. Avevamo dato un piano preciso, una solidità precisa che era quella dell’unità nazionale. I partiti di maggioranza hanno scelto un’altra strada. Legittimo, ma oggi però ci devono dire le soluzione, come andranno a interfacciarsi con il FMI. Da ciò dipendono le sorti dell’intero Paese.

Giovanni Zonzini (Rete): Un investitore privato è liberissimo di investire sui titoli che preferisce, mentre un istituto come Banca Centrale deve preoccuparsi del mantenimento del capitale. Vorrei ricordare che quando noi denunciavamo la commistione tra quella Banca Centrale e Confuorti, Giorgetti, capogruppo di Rf, parlava di complotti poco credibili. Per non parlare di Marina Lazzarini, che invitava la cittadinanza a dimostrare tutta la vicinanza a Grais-Savorelli. Anche Morganti dichiarava di essere stato un sostenitore di Grais. L’ex maggioranza fece atti importanti. Ricordo ad esempio l’odg, quando le minoranze chiesero la rimozione di Savorelli. Il 18 luglio 2017 un altro ordine del giorno, a cui la maggioranza rispose picche. E’ vero, lo scorso Governo ha cacciato Savorelli e Grais, ma quando e perché? La cosa è stata molto tardiva: se si fossero ascoltate le opposizioni si sarebbe potuta chiudere la stalla prima di far scappare i buoi. Certe lacrime di coccodrillo sono totalmente fuori luogo. Quanto al FMI, si cercheranno prestatori in primo luogo nazionali di Paesi amici cercando di diversificarli il più possibile. Massimo rispetto nei confronti del FMI. Li incontreremo a fine mese, avremo modo di confrontarci tra di noi. Prematuro esprimersi sulle condizioni che il FMI potrebbe offrire al Paese in caso chiedessimo assistenza finanziaria. Io stesso sono stato critico nei confronti delle ricette imposte dal FMI, ma è difficile esprimere un giudizio a priori su eventuali proposte. Porteremo le nostre posizioni in un rapporto di rispetto ma non di subordinazione.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Qualcuno qua ha detto da parte di Libera che hanno dovuto lavorare in trincea. Fa piacere che ci sia un ordine del giorno, perché significa che c’è libertà di poter toccare certi argomenti. Prima non si poteva farlo per veti incrociati. Negli ultimi tre anni c’è stata una tempesta perfetta. Si è permesso a una squadra di sciacalli finanziari di mettere gli occhi su San Marino. Ora però sono il primo che è assolutamente concorde e volenteroso nel voler fare un percorso condiviso su tutte le scelte. Si è parlato di lacrime di coccodrillo. Conseguenza del non avere un atteggiamento coraggioso a difesa di ciò che si fa. E’ mancato il coraggio nel dire dei no. Io ancora oggi devo capire chi perora la causa di chi. Va dato merito che Banca Centrale sta utilizzando una comunicazione massiva che prima non c’era. Oggi il solito giornalista dice che la comunicazione viene fatta quando il momento è più propizio. Qualcuno qui sta valutando il fatto che da un’operazione di sciacallaggio qualcuno avrebbe avuto un vantaggio politico. Usciamo dalla zona di comfort. Mi rivolgo a chi era presente nei CCR: immagino che dei titoli Demeter si sia parlato. Immagino che di Demeter, cara Guidi, si sia parlato nei Ccr istituzionalizzati e in quelli allargati. Usciamo dalla mentalità falsa e bigotta. Se è entrato Confuorti, qualcuno glielo ha permesso. Io immagino che nei CCR si sia parlato anche di questo. Noi le segnalazioni da opposizione ve le abbiamo portate. Vi invito a leggere tutti i report dell’agenzia di informazione finanziaria, che evidenziano dal 2015 al 2018 cosa c’è stato su San Marino.

Giancarlo Venturini (Pdcs): Ascoltando gli interventi dell’opposizione, sembra che sia una operazione normale e priva di rischi. Invece come è stato detto non è così. L’operazione titoli Demeter erano due titoli. Uno è stato riacquisito da Petronas, e qui abbiamo fatto ‘patta’. La seconda vendita è avvenuta grazie a una trattativa di Banca Centrale con la Credit Swiss: un’operazione rischiosa che si è risolta senza danni allo Stato. Ma il regolamento interno di Banca Centrale non prevede la possibilità di questo tipo di investimenti. Il rischio era troppo elevato per la collettività. Inoltre ha favorito la risoluzione di un debito da parte di una società controllata dalla stessa Banca Centrale. Questo tipo di operazioni non può essere fatto e non deve essere fatto. Inutile ribadire che l’operazione non era di competenza del Governo. Ma certo è che negli otto mesi prima della revoca degli incarichi a Grais-Savorelli è stata data carta bianca. I vertici di Banca Centrale sono stati assecondati in ogni loro azione da parte del Governo precedente.

Marco Gatti (Segretario di Stato per le Finanze): La vicenda Demeter ha necessità di chiarimenti da parte della magistratura, ma c’è anche una commissione di inchiesta. Anche gli esiti della Commissione di inchiesta dovranno essere valutati dal Consiglio Grande e Generale: responsabilità politiche importanti ci sono state. L’opposizione di allora denunciò che la moglie di un membro della Vigilanza era un top manager della società di Confuorti. Banca Centrale ha pagato il debito di un privato. Un fatto dal mio punto di vista rilevante e grave. Riguardo all’Odg, io non sono assolutamente contrario. Mi aspettavo che nelle consegne che mi sono state fatte ci fossero indicazioni sul pagamento in scadenza dei 55 milioni a Banca Centrale, ma così non è: spetta a me e a questo Governo trovare la soluzione. Noi vogliamo lavorare per la diversificazione del debito.

Comma 2

Francesco Mussoni (Pdcs): Si possono avere due impostazioni. Una legale e una politica. L’impostazione prevista dalla legge è stata rispettata. Primo ufficio di presidenza il 3 gennaio. Le forze politiche hanno proposto delle candidature. L’ufficio di presidenza ha adottato le candidature e le ha indicate all’Aula consiliare. Per la votazione servono i due terzi del Consiglio. Ad oggi la Reggenza ha incardinato la nomina dei membri. Noi oggi siamo qua perché la legge è stata rispettata. Non c’è nulla da dire. Dato formale e legale. In ufficio di presidenza la maggioranza ha proposto dei nomi. L’opposizione, pur potendolo fare, non ha proposto dei nomi. Il primo dato formale è che la maggioranza che si sarebbe dovuta insediare ha indicato nomi, l’opposizione non ha fatto questo tipo di sintesi. Il dato legale è rispettato. Si può fare anche una riflessione di natura politica. Voglio dire che la maggioranza ha fatto quello che comunemente si dice: eccezione che conferma la regola. Abbiamo volutamente optato per derogare una prassi, ma non per abrogarla. Non vogliamo cambiare le prassi. C’è stata una valutazione legata alle criticità che si sono espresse nel tempo sul Collegio garante. Da 18 mesi questo organismo non è stato completato nelle nomine. Abbiamo optato per dare una risposta istituzionale. Questo organismo deve essere assolutamente nominato. Noi rispettiamo anche le indicazioni che pervengono da organismi internazionali. Stiamo facendo delle designazioni di altissimo livello. Se questa designazione si dovesse perfezionare con i 2/3 dell’Aula consiliare, dov’è il problema? Il problema è la deroga della prassi istituzionale. Su questo vorrei fare una proposta: la prossima nomina sarà dell’opposizione, con il pieno appoggio da parte della maggioranza. Abbiamo fatto una scelta istituzionale di completare l’organismo senza forzature di alcun tipo. Oggi il dato politico è che l’opposizione quando potevo proporre il nome nell’ufficio di presidenza non ce l’aveva. Può esserci stata una forzatura di natura politica, ma non giuridica e legale.

Alberto Spagni Reffi (Rete): La versione raccontata dall’attuale opposizione è fantasiosa. Le ultime scadenze che dovevano essere fatte risalgono al 2017. Sono passati due anni e non sono mai state fatte. A garanzia della democraticità del Paese, abbiamo ritenuto fosse necessario agire celermente. C’è stato modo per l’opposizione di proporre nuovi nominativi, cosa che non è stata fatta. Abbiamo rispettato la legge, proponendo nomi di spessore e sopperendo a un ritardo di oltre due anni. Abbiamo concesso nuovamente all’opposizione di proporre un nominativo che comunque non è arrivato. Abbiamo sentito parlare di forzature da parte della maggioranza. Siamo veramente noi quelli che forzano la giustizia e l’ordinamento giudiziario? Nessun astruso piano macchiavellico, abbiamo voluto porre un mattone per garantire la certezza del diritto.

Michele Muratori (Libera): Ricordo che la nomina del Collegio Garante, massimo organo di controllo della linearità e trasparenza, è imprescindibile. Perché questa fretta di voler nominare il nuovo collegio? Ora improvvisamente avete trovato tre nomi, facendo un indecoroso en plein dal retrogusto vagamente totalitarista. Il motivo è semplice: lo sapete voi e noi. Forse non lo sa la cittadinanza. Il sospetto è che la vostra seppur velata intenzione sia quella di mettere le mani sul Consiglio giudiziario plenario e di conseguenza sul tribunale. La mancata presa d’atto ha creato lo spauracchio dell’ingresso di due giudici d’appello che non vi sono graditi tutt’ora. Vorrei chiarire un concetto sacrosanto. Chiarirò la mia posizione che auspico sia della stragrande maggioranza di quest’Aula. I giudici buoni fanno il loro lavoro, quelli cattivi no. I giudici buoni non fanno sentenze che a me piacciono, i giudici cattivi non sono quelli che fanno sentenze che a me non piacciono. Dico forse una bugia se dicessi che uno dei membri che volete inserire è lo stesso che rappresentava la scorsa opposizione nel contenzioso per la nomina di Guzzetta? Perché volete sottoporre stimati professionisti a queste doverose critiche ed osservazioni? Perché i prossimi membri del Collegio garante li vorrete condividere con le opposizioni, mentre questi volete sceglierli solo voi? Fare nominare i futuri Garanti a noi non mi rincuora affatto. Perché non ci deve essere un membro dell’opposizione in questo trio? La nomina del nuovo Collegio era giacente lì da un pezzo. Non si sono mai avanzate candidature nella passata legislatura, ora vi presentate col filotto precostruito. Perché non avete voluto ascoltare il nome che volevamo proporre? Mi preme sottolineare che non è eticamente corretto fare man bassa in questo organismo perché la componente minoritaria è sacrosanta.

Agenzia DIRE/SMNA

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